La nuova stagione NBA deve ancora cominciare, ma Kevin Durant ha già messo a segno una delle sue giocate più redditizie lontano dal parquet. Il fuoriclasse degli Houston Rockets avrebbe infatti realizzato un profitto stimato in circa 60 milioni di dollari grazie a un investimento effettuato anni fa in Hugging Face, piattaforma oggi tra i punti di riferimento dell’intelligenza artificiale open-source.
Una cifra che, da sola, supera lo stipendio che Durant dovrebbe percepire nella stagione 2026/27: 43,9 milioni di dollari. Un affare nato quando l’azienda era ancora una realtà poco conosciuta e che oggi, dopo l’acquisizione da parte di Nvidia per una valutazione di 12,9 miliardi di dollari, si è trasformato in una delle scommesse finanziarie più fortunate mai realizzate da un atleta.
La scommessa su Hugging Face
A ricostruire l’operazione è stato il giornalista Joe Pompliano. Nel 2018 Durant, insieme al socio Rich Kleiman, decise di investire complessivamente 250mila dollari in Hugging Face: 100mila dollari nel round seed e altri 150mila nella Series A.
All’epoca, l’azienda era ancora lontana dalla notorietà raggiunta negli anni successivi. Hugging Face sarebbe diventata una piattaforma centrale per la condivisione di modelli di intelligenza artificiale, dataset e applicazioni, ma nel 2018 il boom dell’AI generativa era ancora di là da venire.
La scelta di Durant e Kleiman si è però rivelata vincente. Con l’operazione Nvidia, valutata 12,9 miliardi di dollari, il loro investimento avrebbe generato un profitto stimato intorno ai 60 milioni. «Questa è una delle migliori operazioni finanziarie mai fatte da un atleta», ha commentato Pompliano.
Numeri alla mano, il paragone con il basket è inevitabile: il guadagno ottenuto da Durant con Hugging Face supera i 43,9 milioni di dollari che il giocatore dovrebbe incassare dai Rockets nella stagione 2026/27. Sui social, così, è tornato a circolare il suo storico soprannome, “EasyMoneySniper”, questa volta non per celebrare la sua precisione al tiro, ma per il suo fiuto negli investimenti.
L’operazione ha inoltre contribuito ad accrescere ulteriormente un patrimonio già stimato intorno ai 400 milioni di dollari.
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«Devi imparare a dire no»
Dietro a un patrimonio di queste dimensioni, però, Durant ha raccontato di aver dovuto affrontare anche un problema meno visibile: la difficoltà di gestire il denaro e le aspettative delle persone che gli stanno vicino.
In una recente conversazione con Speedy Morman per Boardroom, il giocatore ha spiegato come la ricchezza possa trasformarsi in un peso nei rapporti personali. «Molti di noi vogliono aiutare le persone. Sappiamo di essere il sostegno della famiglia, quindi vogliamo assicurarci che tutti stiano bene. Ma a volte può essere troppo», ha raccontato Durant.
Il problema, secondo il campione, nasce soprattutto dalla difficoltà di stabilire dei limiti. «Non sapere quando dire no. Imparare a non permettere agli altri di dipendere da te», ha spiegato, sottolineando che anche fortune apparentemente inesauribili devono essere amministrate con attenzione.
Durant è consapevole che la sua carriera sul parquet non durerà per sempre e che anche un patrimonio enorme può essere intaccato se non viene gestito con criterio. «Questo denaro non durerà per sempre. Non posso giocare a basket e guadagnare così tanto per tutta la vita», ha osservato.
Da qui la necessità di pianificare, fare budget e, soprattutto, imparare a dire di no. Un passaggio tutt’altro che semplice per chi, come Durant, è passato da una realtà in cui non aveva nulla a una condizione in cui le sue possibilità economiche hanno cambiato anche la vita delle persone intorno a lui.