Trump porta la IndyCar a Washington: 35 milioni di dollari per una gara da 215mila spettatori

La corsa organizzata per i 250 anni degli Stati Uniti ha trasformato la capitale americana in un circuito cittadino. Il presidente ha dato il via alla gara, costata 35 milioni di dollari e vinta da Kyle Kirkwood. Roger Penske apre a nuove edizioni.

Donald Trump
Sport e Politica
Donald Trump (Nicolo Campo / Insidefoto)

Una gara da 35 milioni di dollari, con circa 215mila spettatori e un circuito ricavato nel cuore della capitale americana. È il bilancio della corsa di IndyCar a Washington, organizzata per concludere le celebrazioni del 250° anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti e fortemente sostenuta dal presidente Donald Trump.

Come riporta l’agenzia AFP, l’evento ha trasformato alcune delle aree più riconoscibili della città in un tracciato cittadino per monoposto capaci di sfiorare i 300 chilometri orari. A vincere è stato lo statunitense Kyle Kirkwood, ma la portata dell’iniziativa è andata oltre il risultato sportivo, intrecciando investimento economico, promozione del motorsport americano e dimensione politica.

IndyCar Washington: quanto è costata la gara

Secondo AFP, l’organizzazione della corsa di IndyCar a Washington è costata 35 milioni di dollari.

L’evento è stato gestito dagli organizzatori del campionato IndyCar, la principale categoria statunitense delle monoposto, conosciuta soprattutto per la 500 Miglia di Indianapolis.

Per allestire il circuito cittadino sono state adattate diverse strade del centro, con interventi sulla pavimentazione, installazione delle barriere e predisposizione di maxischermi sul National Mall, il grande parco monumentale della capitale.

L’organizzazione ha dovuto valutare anche le conseguenze della gara sul patrimonio culturale circostante. La National Gallery of Art, riferisce AFP, ha studiato i possibili effetti delle vibrazioni delle monoposto sulle opere custodite nelle proprie sale.

Gli organizzatori hanno stimato una presenza complessiva di circa 215mila persone. Rapportando il costo dichiarato al pubblico comunicato, l’investimento organizzativo corrisponde a circa 163 dollari per spettatore: un semplice indicatore dimensionale, che non rappresenta il prezzo dei biglietti né consente di determinare la redditività dell’evento.

AFP non precisa infatti come siano stati ripartiti i costi fra soggetti pubblici e privati, né comunica gli eventuali ricavi da sponsorizzazioni, diritti televisivi, hospitality o biglietteria.

Trump dà il via alla gara davanti al Campidoglio

La manifestazione ha avuto anche una forte connotazione istituzionale e politica. Donald Trump ha effettuato un giro d’onore a bordo della limousine presidenziale blindata prima di sventolare la bandiera verde sulla linea di partenza, collocata davanti al Campidoglio.

«L’evento ha assunto una dimensione che non avremmo mai immaginato», ha dichiarato il presidente a Fox News, definendo il circuito «magnifico».

L’appuntamento era stato reso possibile da un ordine esecutivo firmato il 30 gennaio, con il quale la Casa Bianca aveva autorizzato l’organizzazione dell’evento nel quadro delle celebrazioni dedicate alla Dichiarazione d’indipendenza del 4 luglio 1776.

Nel provvedimento, secondo quanto riferisce AFP, l’automobilismo viene presentato come uno «sport intrinsecamente americano».

Roger Penske, proprietario di IndyCar, ha confermato il coinvolgimento diretto del presidente nella nascita del progetto: «È stato il presidente a volerlo. È un grande appassionato. Volevamo partecipare al 250° anniversario».

Il circuito di Washington tra monumenti e musei

La gara si è disputata su un circuito cittadino di poco meno di tre chilometri, sviluppato attorno ad alcuni dei principali simboli della capitale statunitense.

Il percorso si snodava nelle vicinanze del Washington Monument, degli Archivi nazionali e dei musei della Smithsonian Institution, con il Campidoglio sullo sfondo della partenza.

In totale i piloti hanno affrontato 147 giri, per una distanza complessiva di circa 400 chilometri. La prova è durata due ore e 40 minuti.

La collocazione nel centro monumentale di Washington ha dato all’evento una visibilità particolare, ma ha richiesto anche interventi specifici sulla viabilità e sull’infrastruttura urbana, comprese riparazioni dell’asfalto lungo il tracciato.

IndyCar Washington: vince Kyle Kirkwood

Sul piano sportivo, la gara è stata vinta dall’americano Kyle Kirkwood, che ha preceduto il danese Christian Lundgaard di 3,09 secondi. Terzo posto per l’australiano Will Power, seguito dallo svedese Marcus Ericsson.

Per Kirkwood si tratta della settima vittoria in IndyCar, la sesta ottenuta su un circuito cittadino.

Il momento decisivo è arrivato nelle fasi finali: il neozelandese Scott McLaughlin è finito contro una barriera di pneumatici a 19 giri dal termine mentre cercava di superare Kirkwood, che si è poi involato verso il successo.

Giornata complicata, invece, per lo spagnolo Alex Palou, partito dalla pole position. Penalità, problemi durante un cambio gomme e un incidente lo hanno relegato al 20° posto su 25 piloti, compromettendo la possibilità di conquistare a Washington il quarto titolo consecutivo.

«È un grande momento per noi. Un grande momento per l’America», ha dichiarato Kirkwood dopo l’arrivo.

IndyCar, Washington può entrare stabilmente nel calendario?

La gara è nata come appuntamento celebrativo legato ai 250 anni degli Stati Uniti, ma gli organizzatori non escludono che l’esperimento possa avere un seguito.

Roger Penske ha lasciato aperta la possibilità di una nuova edizione: «Non bisogna mai dire mai. Ne discuteremo».

Il proprietario del campionato ha aggiunto che i soggetti coinvolti si confronteranno per valutare gli sviluppi futuri. Al momento, tuttavia, non è stata annunciata alcuna conferma ufficiale per un ritorno della gara nel calendario IndyCar.

Un’eventuale prosecuzione dovrebbe necessariamente misurarsi con i costi organizzativi, l’impatto sulla città e la sostenibilità economica di un evento ospitato in una delle aree istituzionali e monumentali più sensibili degli Stati Uniti.