La Formula 1 guarda con crescente attenzione all’India. La penisola costituisce un mercato nel quale il Circus stima di poter contare su circa 79 milioni di appassionati, ma che viene considerato ancora parzialmente inesplorato sotto il profilo commerciale e del coinvolgimento del pubblico. A riconoscerlo è Liam Parker, responsabile della comunicazione e delle relazioni aziendali della F1, secondo il quale il campionato dovrebbe rafforzare la propria presenza nel Paese anche in assenza di un Gran Premio.
L’India non ospita una gara di Formula 1 dal 2013, quando si concluse la breve esperienza del Gran Premio disputato al Buddh International Circuit. L’appuntamento rimase nel calendario per appena tre edizioni, dal 2011 al 2013, e al momento un ritorno della competizione nel Paese appare poco probabile almeno nel breve e medio periodo.
«Una cosa di cui alcuni di noi all’interno dell’organizzazione stanno parlando in questo momento, in termini di approccio strategico, è che penso ci sia di più che potremmo fare in India», ha dichiarato Parker a BlackBook Motorsport.
L’interesse verso l’India
La distanza dal calendario, tuttavia, non ha impedito alla Formula 1 di ampliare progressivamente il proprio seguito locale, spingendo i vertici della competizione a valutare strumenti alternativi per coinvolgere e monetizzare una base di pubblico giovane e in crescita.
«Non abbiamo una gara lì, ma abbiamo avuto una gara lì: è complicato tornarci e farlo nel breve e medio termine, ma in India avete un pubblico e un mercato più giovani, più benestanti e dinamici», ha aggiunto il responsabile della comunicazione della Formula 1.
Una parte significativa della crescita registrata negli ultimi anni è stata sostenuta dall’accordo televisivo con la piattaforma di streaming FanCode, che ha recentemente rinnovato i propri diritti di trasmissione fino al 2028. Secondo le stime della F1, la base indiana sarebbe aumentata dai meno di 60 milioni di tifosi del 2024 agli attuali 79 milioni.
La Formula 1 non dispone attualmente di un pilota indiano sulla griglia di partenza, ma può comunque contare sul legame con il Paese di Arvid Lindblad, pilota della Racing Bulls con origini indiane da parte di madre. Il britannico ha inoltre partecipato nei mesi scorsi a un’esibizione davanti al pubblico di Nuova Delhi durante il Red Bull Moto Jam, contribuendo a rafforzare la visibilità locale del campionato.
Formula 1, Domenicali apre all'India: «L'interesse cresce a tutti i livelli»
La proposta sul tavolo da parte della Thailandia
La riflessione della Formula 1 non riguarda però soltanto l’India. Parker ha sottolineato come «l’intero mercato asiatico sia probabilmente un’area nella quale dobbiamo spingere ulteriormente», confermando che sul tavolo è presente una proposta per organizzare una gara in Thailandia, insieme ad altre manifestazioni di interesse provenienti dalla regione.
La candidatura thailandese potrebbe beneficiare della presenza in Formula 1 di Alex Albon, pilota della Williams e principale riferimento sportivo del Paese. Secondo Parker, tuttavia, la popolarità di un singolo atleta non può rappresentare da sola una garanzia sufficiente per l’ingresso di un nuovo appuntamento nel calendario.
«Vogliamo andare in un nuovo Paese e rimanerci per cinque o dieci anni, quindi questa è la grande domanda per noi: quale sia strategicamente la cosa migliore per il nostro sport, per i tifosi e per il futuro del campionato».
L’opzione Ruanda
La Formula 1 continua intanto a valutare anche il ritorno in Africa, continente assente dal calendario dal Gran Premio del Sudafrica del 1993. In questo contesto Parker ha confermato che «c’è un’offerta ruandese che sta crescendo ed è di interesse», facendo riferimento alla candidatura avanzata dal governo di Kigali.
Il progetto era stato annunciato per la prima volta nel dicembre 2024 dal presidente ruandese Paul Kagame, ma l’eventuale ingresso del Paese nel calendario ha sollevato interrogativi sul piano politico e reputazionale, legati alla natura controversa del regime e alle accuse formulate dalle organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti umani.
Human Rights Watch sostiene in particolare che diversi critici di alto profilo del governo siano stati arrestati o minacciati e che le autorità non conducano regolarmente indagini credibili sui casi di sparizioni forzate e sulle morti sospette degli oppositori politici.
Anche la Repubblica Democratica del Congo aveva precedentemente invitato la Formula 1 a evitare una «associazione macchiata di sangue» con il Ruanda. Considerazioni che il campionato dovrà inevitabilmente inserire nella valutazione complessiva della candidatura, insieme alla sostenibilità economica e alla capacità dell’evento di costruire una presenza duratura nel continente.