Un fronte compatto, quello che si è formato attorno alla contrarietà verso l’ipotesi di spostare le competizioni internazionali di pallavolo nei mesi invernali. Lega Pallavolo Serie A e Lega Volley Femminile hanno unito le forze per esprimere «la più netta contrarietà» a un’eventuale collocazione di tali eventi nella finestra dicembre/febbraio, periodo che coincide con il cuore della stagione dei campionati nazionali.
Come scritto nella nota congiunta, una scelta del genere «comprometterebbe gravemente la regolarità dei campionati nazionali» e finirebbe per pregiudicare quel «valore economico, sociale e sportivo» che i club hanno costruito nel tempo attraverso investimenti consistenti.
Nella nota congiunta si sottolinea inoltre come una simile modifica del calendario internazionale altererebbe la preparazione tecnica e atletica delle squadre, aumentando il rischio di infortuni per gli atleti e rendendo ancora più insostenibile un calendario già oggi definito «eccessivamente congestionato».
Al centro della protesta c’è la difesa del ruolo dei campionati nazionali, che rappresentano «il pilastro dell’intero movimento pallavolistico».
«Sono i club – ricordano i Presidenti – a sostenere gli investimenti, a sviluppare gli atleti e a garantire occupazione, spettacolo e continuità al sistema. Non è accettabile che il loro ruolo venga sacrificato ed umiliato senza un reale confronto con chi sostiene, ogni giorno, il peso economico e organizzativo della pallavolo».
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Da qui la richiesta esplicita rivolta alla FIVB: abbandonare qualsiasi ipotesi di collocazione di eventi internazionali nel pieno della stagione dei club.
Le due Leghe non si limitano a manifestare il proprio dissenso ma avvertono anche sulle conseguenze di un’eventuale decisione contraria alle loro istanze, precisando che ogni scelta idonea a compromettere il valore economico e sportivo dei campionati nazionali comporterà «l’assunzione delle conseguenti responsabilità da parte di chi l’avrà adottata».
La chiusura della nota congiunta lascia poco spazio a interpretazioni: «il rispetto dei campionati nazionali non è negoziabile. Difendere i club significa difendere la sostenibilità, la credibilità e il futuro della pallavolo internazionale», in un momento in cui il confronto con la federazione mondiale sul calendario resta apparentemente ancora tutto da costruire.