Virtus Bologna, Zanetti tratta con un imprenditore di Seattle: sul tavolo la cessione del club

Il proprietario del club felsineo ha incontrato un possibile acquirente: tra i temi trattati la nuova arena e le prospettive legate a Eurolega e NBA Europe, con clausole per garantire la permanenza della società in città.

Virtus Bologna Ronci
dialoghi in corso
Image credits: LBA

Virtus Bologna in odore di cessione. Dopo i primi contatti telefonici, Massimo Zanetti ha incontrato personalmente un imprenditore statunitense attivo nel settore del software, arrivato in città dalla costa occidentale degli Stati Uniti per approfondire il dossier bianconero e valutare un possibile ingresso nella società, riporta l’edizione bolognese de La Repubblica.

Il confronto si è svolto giovedì 23 luglio ed è proseguito per buona parte della giornata, con annessa visita alle strutture dell’Arcoveggio guidata dallo stesso Zanetti. Al tavolo erano presenti anche l’amministratore delegato della Virtus Luca Comellini, il vicepresidente Luca Sermasi e il professionista di base in Europa che aveva favorito il contatto tra le parti.

I dossier valutati da Zanetti

Quello aperto con l’uomo d’affari di Seattle rappresenta il terzo dossier valutato dalla proprietà negli ultimi mesi, dopo le manifestazioni d’interesse riconducibili a un gruppo svizzero-americano e a uno greco-americano. A differenza delle altre controparti, tuttavia, il nuovo interlocutore non agirebbe per conto di un fondo, ma starebbe conducendo direttamente l’operazione per proprio interesse.

La discussione sarebbe ancora in una fase preliminare, ma l’esito del primo incontro è stato considerato positivo da entrambe le parti. L’ipotesi principale riguarda la cessione dell’intero club, soluzione che al momento sembrerebbe prevalere rispetto alla vendita di una semplice partecipazione di maggioranza, anche se la struttura di un eventuale accordo dovrà essere definita nei successivi passaggi.

L’imprenditore americano ha raccolto informazioni sulla situazione economica e sportiva della Virtus, soffermandosi anche sulle prospettive di sviluppo del club. Tra gli argomenti affrontati figurano la nuova arena di proprietà della Fiera, destinata a diventare la casa della squadra, e gli scenari internazionali legati all’evoluzione dell’Eurolega e alla nascita del progetto NBA Europe.

La tutela del legame territoriale

La trattativa si inserisce in un filone che vede un crescente interesse statunitense per il basket europeo. Diversi club di Eurolega sono finiti nel radar di investitori internazionali, mentre anche piazze come Roma stanno cercando di costruire progetti sostenuti da capitali importanti in vista della possibile ridefinizione degli equilibri competitivi.

Per la Virtus assume un peso strategico anche il percorso verso una partecipazione stabile all’Eurolega, legato a un investimento complessivo stimato in circa 50 milioni di euro nell’arco di dieci anni. Il consolidamento della presenza nella principale competizione continentale potrebbe contribuire ad aumentare il valore del club, rendendolo ancora più interessante agli occhi di potenziali acquirenti.

Zanetti intende però procedere con cautela, verificando non soltanto la solidità finanziaria delle controparti, ma anche la disponibilità a garantire continuità al progetto sportivo. Tra le condizioni considerate centrali figurerebbe la permanenza della Virtus a Bologna, con l’inserimento di clausole rigide e di una possibile penale per impedire che una futura proprietà possa trasferire la società in un’altra città.

La tutela del legame territoriale è diventata una questione particolarmente sensibile dopo il dibattito generato dal trasferimento del progetto cestistico da Brescia a Roma. Nel caso della Virtus, l’obiettivo della proprietà sarebbe quello di evitare alla radice qualsiasi rischio di spostamento.

Le trattative per il gruppo Massimo Zanetti Beverage

Il dossier bianconero procede parallelamente, ma almeno per il momento separatamente, dalla più rilevante operazione riguardante il gruppo Massimo Zanetti Beverage. Dopo il ritorno all’utile favorito dalla gestione del fondo QuattroR, sei operatori di private equity hanno presentato offerte preliminari per acquisire il controllo della società, valutata complessivamente intorno agli 1,2 miliardi di euro.

QuattroR controlla circa il 70% del capitale della società, ma l’operazione potrebbe estendersi fino al 100% qualora Zanetti decidesse di cedere anche la propria partecipazione. «Le offerte attese sono arrivate e mi riservo di vedere quali condizioni QuattroR giudicherà migliori. Se le troverò accettabili, venderò la mia quota», aveva spiegato nelle scorse settimane l’imprenditore.

La Virtus non dovrebbe essere comunque coinvolta indirettamente nel riassetto del gruppo. Gli incontri degli ultimi giorni indicano però che il futuro della società bianconera viene trattato attraverso un dossier autonomo, nel quale l’imprenditore di Seattle sembra avere guadagnato una posizione di vantaggio rispetto agli altri soggetti interessati.

Terminata la visita bolognese, l’uomo d’affari è rientrato negli Stati Uniti, riservandosi di comunicare la volontà di proseguire o meno la trattativa. Zanetti, rimasto in città, ha invece fatto il punto con i propri collaboratori: il primo confronto non ha ancora prodotto impegni formali, ma ha aperto una strada concreta verso un possibile passaggio di proprietà della Virtus.

Sport

Basket