La NBA centralizza lo streaming, La lega statunitense conta di lanciare entro la stagione 2027-2028 una piattaforma centralizzata per la distribuzione delle partite trasmesse sui mercati locali, conferma il commissioner Adam Silver. Secondo quanto appreso da Sport Business Journal, YouTube sarebbe tra i principali candidati a ospitare il nuovo servizio, anche se al momento non è stato raggiunto alcun accordo definitivo.
«Per quanto riguarda la televisione locale, ritengo che stiamo facendo progressi, senza entrare nello specifico delle società dei media che stanno dimostrando interesse – ha spiegato Silver -. Osservando il ciclo di sviluppo delle piattaforme streaming e il loro interesse per lo sport dal vivo, soltanto pochi anni fa alcune delle stesse aziende sostenevano che questi contenuti non fossero coerenti con i propri modelli di business e che non esistessero opportunità nell’acquisto di diritti sportivi. A distanza di pochi anni, vediamo invece che quasi tutte sono ormai fortemente coinvolte».
La risposta alla crisi delle reti sportive regionali
Il progetto rappresenterebbe la risposta strutturale della lega alla crisi delle tradizionali reti sportive regionali statunitensi, accentuata dal collasso di Main Street Sports Group. Il nuovo hub potrebbe riunire in un’unica destinazione digitale le gare locali di oltre venti franchigie, superando almeno in parte un sistema distributivo frammentato tra emittenti televisive, piattaforme proprietarie e operatori via cavo.
La stagione 2026-2027 avrà però ancora un carattere transitorio. Le tredici squadre precedentemente legate a Main Street – Atlanta Hawks, Charlotte Hornets, Cleveland Cavaliers, Detroit Pistons, Indiana Pacers, Los Angeles Clippers, Memphis Grizzlies, Miami Heat, Milwaukee Bucks, Minnesota Timberwolves, Oklahoma City Thunder, Orlando Magic e San Antonio Spurs – sottoscriveranno accordi annuali con diversi operatori.
Heat, Pistons e Bucks hanno già formalizzato intese con emittenti locali in chiaro, mentre le altre dieci franchigie potranno scegliere tra un modello basato sulla trasmissione gratuita e una soluzione streaming accessibile attraverso un abbonamento. Si tratterà comunque di contratti ponte, pensati per accompagnare le squadre verso il nuovo assetto previsto dall’annata successiva.
I possibili entranti
A partire dal 2027-2028, alle tredici ex Main Street potrebbero aggiungersi anche Boston Celtics, Golden State Warriors, Philadelphia 76ers e Sacramento Kings, attualmente distribuiti attraverso le reti sportive regionali di NBC. Nel perimetro potrebbero inoltre entrare Utah Jazz, Phoenix Suns, Portland Trail Blazers, New Orleans Pelicans e Dallas Mavericks, che hanno già adottato modelli basati sulle emittenti in chiaro.
Il numero complessivo di squadre coinvolte salirebbe così oltre quota venti, aumentando sensibilmente il valore commerciale della piattaforma e la sua capacità di attrarre un partner tecnologico di primo piano.
L’ingresso dei top team vincolati da contratti particolarmente remunerativi, dipenderà però dalla capacità dell’NBA e del futuro partner di avvicinarsi agli attuali livelli economici. È il caso dei Los Angeles Lakers, destinati a incassare rispettivamente 199 e 209 milioni di dollari per i diritti locali nelle prossime due stagioni, cifre difficilmente replicabili nell’immediato da un modello aggregato.
Il legame con il territorio
Il nuovo hub dovrebbe inoltre convivere con NBA League Pass, che resterà disponibile attraverso Amazon e continuerà a prevedere limitazioni per le partite trasmesse nel mercato di appartenenza dell’utente. La piattaforma locale dovrebbe invece essere geolocalizzata: ogni tifoso potrà accedere alle gare della squadra della propria area, ma non alle altre partite distribuite nei differenti mercati regionali.
Secondo il commissioner NBA, il cambiamento di strategia delle grandi piattaforme digitali apre uno spazio rilevante per una riorganizzazione della distribuzione locale. Lo sport in diretta è diventato uno dei pochi contenuti capaci di generare abbonamenti e attirare l’interesse degli operatori pubblicitari grazie a un coinvolgimento costante del pubblico.
«L’aspetto comunitario e il legame con il territorio dello sport locale sono di importanza fondamentale negli Stati Uniti – ha aggiunto Silver -. Lo sono per lo sport universitario e per quello professionistico, e credo che le aziende dei media, con lo streaming in prima linea, riconosceranno questo valore sul mercato. Sono ancora più ottimista rispetto all’ultima volta che ne abbiamo parlato sulla possibilità di trovare soluzioni per la lega».
La futura piattaforma dovrà quindi preservare i ricavi che le franchigie hanno storicamente ottenuto dalle reti sportive regionali, diminuendo l’esposizione alla fragilità dei player locali di dimensioni contenute. Il periodo di transizione del 2026-2027 servirà a costruire questo equilibrio, in attesa di un modello centralizzato che potrebbe ridisegnare in profondità il mercato audiovisivo della NBA.