Tempo di decisioni in FIP. La Pallacanestro Trieste sarà regolarmente al via della prossima Serie A, mentre per la Trapani Shark è arrivata la revoca dell’affiliazione alla Federazione che mette fine alla parabola della creatura del vulcanico presidente Valerio Antonini. Il Consiglio federale della FIP ha così definito due dei dossier più delicati dell’estate, dando il via libera al nuovo campionato ma lasciando aperta una possibile coda giudiziaria davanti al TAR.
I controlli condotti dalla Commissione indipendente e dalla Lega Basket hanno certificato la validità delle domande presentate dalle sedici società aventi diritto. Nessun ostacolo, dunque, nemmeno per le due nuove realtà capitoline nate dal trasferimento a Roma dei progetti precedentemente legati a Brescia e Cremona, guidate rispettivamente da Paul Matiasic e Donnie Nelson.
La nuova governance di Trieste
Superato anche il nodo relativo a Trieste, la cui posizione era stata osservata con particolare attenzione dopo l’uscita di scena dello stesso Matiasic e il ritardo nel completamento della nuova governance. La svolta è arrivata mercoledì, quando Josh Hiller, nuovo socio di maggioranza di Cotogna Sports Group, ha assunto la presidenza del consiglio di amministrazione.
Accanto a Hiller sono entrati nel CdA Connor Barwin e Aaron Leopold, completando un assetto societario che ha consentito di chiarire la separazione tra Trieste e il nuovo progetto romano. L’ex proprietario appare ora formalmente defilato dalla società giuliana, facendo venir meno i dubbi relativi al possibile controllo, diretto o indiretto, di due club iscritti alla stessa categoria.
Per Trieste, tuttavia, l’ammissione rappresenta soltanto il primo passo di una ricostruzione che dovrà ora accelerare sul piano sportivo e organizzativo. Il mercato è rimasto sostanzialmente fermo durante la fase di transizione societaria, mentre devono ancora essere completati il roster e la programmazione legata alla gestione del PalaRubini.
La geografia della Serie A
La nuova Serie A presenterà una geografia fortemente spostata verso il Nord, con sei delle sedici partecipanti concentrate nell’area triveneta. Venezia, Treviso, Verona, Udine, Trieste e Trento daranno vita a una fitta rete di derby, con la Scaligera tornata nella massima divisione dopo la precedente esperienza del 2022-23.
A queste si aggiungono Milano, Varese e Cantù in Lombardia, Tortona in Piemonte, Virtus Bologna e Reggio Emilia lungo l’asse emiliano, oltre alle due società romane. Nel Mezzogiorno resteranno invece Napoli e la neopromossa Scafati, mentre la retrocessa Sassari ripartirà dalla Serie A2 con l’obiettivo di costruire una squadra in grado di tentare l’immediata risalita.
Il quadro certificato dalla Federazione mette quindi fine alle ipotesi di ripescaggio del club sardo circolate nelle scorse settimane. Il prossimo passaggio sarà la definizione del calendario da parte della Lega Basket, con la stagione che verrà anticipata dalla Supercoppa in programma nel fine settimana del 19 e 20 settembre alla Nova Arena di Tortona.
Le semifinali metteranno di fronte Milano e Virtus Bologna da una parte, Tortona e Reyer Venezia dall’altra, mentre il campionato scatterà nel weekend successivo. Sarà una Serie A particolarmente affollata anche sul fronte internazionale, considerando che dieci delle sedici partecipanti saranno impegnate nelle competizioni europee.
La decisione su Trapani
Di segno completamente opposto è stata invece la decisione assunta nei confronti della Trapani Shark. Il Consiglio federale ha disposto la revoca dell’affiliazione della società per non aver sanato, entro il termine dell’anno sportivo 2025-26, lo stato di morosità conseguente ai provvedimenti della Commissione Vertenze Arbitrali.
Alla base della misura ci sarebbero sanzioni non pagate per centinaia di migliaia di euro, con il presidente Valerio Antonini che ha dichiarato di non voler corrispondere circa 900mila euro di multe. La revoca chiude, almeno sul piano federale, il percorso della Shark, già esclusa dalla Serie A sei mesi fa per irregolarità fiscali e previdenziali e per il mancato rispetto del numero minimo di contratti depositati.
Dopo l’estromissione dal massimo campionato, il club era rimasto attivo soltanto attraverso il settore giovanile, attività destinata ora a interrompersi in seguito alla perdita dell’affiliazione. La decisione colpisce inoltre il progetto annunciato da Antonini di trasferire la società a Palermo e presentarsi nuovamente nel basket nazionale attraverso il marchio Palermo Basket.
Le prossime mosse di Antonini
Nelle ore precedenti al Consiglio federale, l’imprenditore aveva manifestato fiducia nella possibilità di ottenere una riammissione in Serie A, richiamando anche il recente pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo sui casi di Edoardo Agnelli e Maurizio Arrivabene. L’esito della riunione ha però cancellato, almeno per il momento, ogni ipotesi di ritorno.
Antonini ha già annunciato l’intenzione di rivolgersi al TAR per chiedere il reintegro della società nel sistema federale e nel massimo campionato, oltre a un risarcimento per i danni che ritiene di aver subito. Tra le ipotesi prospettate figura anche la richiesta di sospensione della prossima Serie A in attesa della decisione dei giudici amministrativi.
La FIP ha dunque completato la mappa del campionato, ma la vicenda Trapani potrebbe non essere ancora arrivata al capitolo conclusivo. Mentre Trieste può finalmente concentrarsi sulla costruzione della squadra, il confronto tra Antonini e la Federazione è destinato a proseguire nelle aule di giustizia amministrativa.