Yankees-Apollo: trattativa in corso per un finanziamento da 3 miliardi

La franchigia più preziosa della MLB negozia con il fondo di private equity un pacchetto di finanziamento a quasi 3 miliardi di dollari, in gran parte sotto forma di debito.

Yankees ricavi biglietti
i dettagli dell'operazione
Yankee Stadium (Image credit: Depositphotos)

I New York Yankees cercano risorse. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la franchigia del Bronx è in negoziazione avanzata con Apollo Global Management per un pacchetto di finanziamento da quasi 3 miliardi di dollari, composto prevalentemente da debito con una componente minoritaria di equity.

Perché debito e non equity: il vincolo regolamentare

Le regole della Major League Baseball vietano ai fondi di private equity di diventare azionisti di maggioranza delle franchigie: un singolo fondo può detenere al massimo il 15% di un club, e nessuna franchigia può cedere complessivamente più del 30% del proprio capitale a investitori istituzionali. La prescrizione, pensata per preservare il controllo familiare e la governance tradizionale delle squadre, ha finito per orientare il capitale istituzionale verso lo strumento che quel perimetro non regola con la stessa severità: il credito.

Se non puoi comprare la squadra, puoi finanziarla. Ed è esattamente la specializzazione che Apollo ha scelto per la propria divisione sportiva: Apollo Sports Capital, guidata da Al Tylis, che nasce nel quadro di una strategia da 5 miliardi di dollari lanciata dal gruppo e investe nell’ecosistema di sport ed eventi live prevalentemente attraverso opportunità di credito e ibride. L’equity di controllo – come nel caso dell’Atlético de Madrid, di cui Apollo è diventata azionista di maggioranza nel marzo 2026 – è l’eccezione a un modus operandi consolidato.

Cosa ci fanno gli Yankees con 3 miliardi

Se l’operazione si chiudesse sui valori riportati, sarebbe il più grande investimento di Apollo nello sport statunitense. Una parte dei fondi servirebbe a rifinanziare debito esistente, mentre il resto sarebbe destinato a opportunità di crescita..

Yankee Global Enterprises, la holding controllata da Hal Steinbrenner e dalla sua famiglia, non è solo la squadra di baseball: il gruppo detiene partecipazioni nel New York City FC della MLS e nell’AC Milan, dove è co-investitore accanto a RedBird Capital. È un portafoglio multi-sport e multi-mercato che ha bisogno di capitale di lungo periodo, precisamente il prodotto che Apollo può offrire a leghe e club.

La solidità dell’asset sottostante, del resto, è fuori discussione. Sportico stima il valore della franchigia oltre i 9 miliardi di dollari, cifra che colloca gli Yankees tra i club più preziosi al mondo in qualsiasi disciplina. Il marchio con la “NY” intrecciata è tra i più riconoscibili del pianeta, costruito su un secolo di icone da Babe Ruth a Derek Jeter. Per un creditore, difficile immaginare un collaterale reputazionale migliore.

Il quadro d’insieme

L’operazione, se confermata, non sarebbe un episodio isolato ma il punto più alto di una tendenza ormai strutturale. Arctos Partners ha costruito un portafoglio di partecipazioni dirette in diverse franchigie MLB; Sixth Street è entrata nei San Francisco Giants; CVC Capital Partners e Ares Management operano da anni tra leghe e club su entrambe le sponde dell’Atlantico: Ares, non a caso, figura tra gli azionisti dell’Atlético prima e dopo l’ingresso di Apollo.

Il filo conduttore è la trasformazione delle franchigie sportive da trophy asset familiari a piattaforme finanziarie grazie a ricavi in costante e crescita e scarsità strutturale dell’asset (le grandi leghe nordamericane sono chiuse, con circa 30 club ciascuna). Per la famiglia Steinbrenner, che dal 1973 ha visto il valore della franchigia moltiplicarsi di quasi mille volte rispetto ai 10,3 milioni pagati da George a CBS, la logica è ottenere liquidità sfruttando la forza del marchio attraverso il debito, mantenendo intatta la proprietà. 

La trattativa si inserisce in un momento storico in cui la MLB si avvicina a un negoziato sindacale delicato – con l’ipotesi di salary cap sul tavolo e un panorama dei diritti media in piena ricomposizione – che potrebbe ridefinire l’economia dell’intera lega.