Fidal, Mei rilancia: «Agli Europei possiamo superare le 12 medaglie. E vogliamo i Mondiali 2029»

Il presidente della Fidal rivendica un bilancio in attivo, e affronta il tema della candidatura ai Mondiali 2029, considerata un’occasione sportiva ed economica strategica per il movimento.

Mei intervista
il punto del presidente
Stefano Mei (Photo by: Mezzelani / GMT)

L’atletica italiana si prepara agli Europei di Birmingham. Il movimento azzurri sta per entrare in una fase decisiva del proprio ciclo sportivo, con vista sul principale appuntamento della stagione e una nuova generazione di talenti pronta a raccogliere l’eredità dei protagonisti emersi nell’ultimo quinquennio. Dopo i risultati ottenuti dai Giochi di Tokyo in avanti, la Federazione punta a consolidare il proprio posizionamento internazionale, mantenendo elevato il livello competitivo.

Parallelamente, la Fidal sta lavorando sul fronte economico e istituzionale, dalla gestione del bilancio federale alla candidatura per riportare in Italia i Mondiali di atletica, assenti dal Paese dall’edizione di Roma 1987.

Il risultato di bilancio e la continuità istituzionale

Il presidente Stefano Mei, alla guida della federazione dal gennaio 2021, rivendica la sostenibilità della gestione e conferma l’intenzione di proseguire il progetto anche oltre i Giochi di Los Angeles 2028. «L’ultimo anno abbiamo chiuso il bilancio con mezzo milione di attivo – ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport -. Noi operiamo nel pieno rispetto del principio di legalità, trasparenza e corretta amministrazione».

Sul piano organizzativo, Mei ha inoltre confermato la continuità della struttura amministrativa fino al termine del mandato, con Pierluigi Sorace destinato a mantenere l’incarico di segretario generale ad interim. 

Una scelta orientata a garantire stabilità nella fase che condurrà la federazione verso gli appuntamenti internazionali del prossimo biennio. «Pierluigi Sorace, segretario ad interim, resterà fino alla fine del mio mandato. Mi ricandiderò. Perché dovrei avere paura di proseguire il progetto iniziato sei anni fa?».

L’effetto traino di Tokyo 2021

La conferma della candidatura per un terzo mandato delinea un orizzonte di continuità nella governance federale. Mei intende portare avanti il modello avviato nel 2021, fondato sull’incremento delle risorse destinate direttamente all’attività tecnica e sul rafforzamento dei servizi messi a disposizione degli atleti di vertice.

«In campagna elettorale dissi che dovevamo puntare subito sui risultati perché l’Italia non ha assolutamente cultura sportiva, noi siamo tifosi, quindi se ottieni risultati l’effetto traino è immediato. Nei primi tre mesi ho spostato dal budget 2 milioni da dove non servivano per inserirli sull’attività, mettendo a disposizione i tecnici agli atleti, oltre ad altre forme di supporto».

I cinque ori conquistati dall’Italia ai Giochi di Tokyo hanno dato visibilità al movimento e contribuito ad ampliare la riconoscibilità dei suoi principali interpreti. Secondo Mei, i successi di Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi hanno avuto un impatto mediatico paragonabile, almeno nella fase immediatamente successiva alle Olimpiadi, a quello prodotto oggi dalle vittorie di Jannik Sinner nel tennis.

«Ora giustamente si parla sempre di Sinner perché è straordinario, ma dopo il 1° agosto 2021 Marcell e Tamberi come popolarità non sono stati né più né meno di quello che ora è Jannik. Erano e sono conosciuti in tutto il mondo».

Il banco di prova di Birmingham

Il prossimo banco di prova saranno gli Europei di Birmingham. Il confronto con Roma 2024, quando l’Italia chiuse la manifestazione con 24 medaglie, comprese 11 d’oro, è inevitabile, anche se il vantaggio di gareggiare in casa e l’eccezionalità di quel risultato rendono difficilmente replicabile lo stesso rendimento.

«Disputarli in casa fu importante. Sarà difficile vincere ancora 24 medaglie e 11 ori, ma abbiamo sempre un gran gruppo e si può migliorare il record precedente di Spalato ’90, con 12 podi e 5 ori. Il nostro è uno sport globale, andare a medaglia è sempre complesso».

La sostenibilità tecnica del progetto federale dipenderà anche dalla capacità di accompagnare i giovani nelle categorie assolute. In questa prospettiva assumono particolare importanza gli Europei Under 18 di Rieti, considerati dalla Fidal un primo passaggio nella costruzione della squadra destinata ad arrivare ai Giochi di Brisbane 2032. «Sono curioso di vedere all’opera tanti azzurrini di talento: sarà in gran parte la squadra che andrà ai Giochi di Brisbane 2032».

La candidatura ai Mondiali

Sul fronte istituzionale, la partita più rilevante riguarda però la candidatura italiana ai Mondiali del 2029 o del 2031. Per completare il dossier è necessaria una lettera di responsabilità da parte del Governo, mentre il progetto ha già superato una prima fase di valutazione tecnica e ha ricevuto la visita dei rappresentanti di World Athletics.

«Abbiamo presentato un progetto giudicato credibile dal team di valutazione dei ministeri. È venuta qui anche World Athletics, manca l’ultimo ok del Governo. Se arrivasse, sono convinto che avremmo grandi chance di aggiudicarci l’edizione 2029, con ricadute anche economiche super».

In assenza dell’impegno richiesto al Governo, la Fidal potrebbe essere costretta a rinunciare alla candidatura. La federazione resta tuttavia fiduciosa sulla conclusione positiva dell’iter e considera l’edizione 2029 quella sulla quale esistono le maggiori possibilità di successo. «Forse saremmo costretti a ritirare la candidatura. Ma non voglio pensarci. C’è ancora tempo, vedremo».