Le vittorie sul campo rappresentano il punto di partenza, ma l’obiettivo è trasformarle in investimenti strutturali per il movimento. È questa la linea indicata dal presidente della Federazione Italiana Pallavolo, Giuseppe Manfredi, che in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport ha tracciato il bilancio dell’attività federale e illustrato le priorità per i prossimi anni.
Vincere e guardare avanti portando utili alla Federazione e reinvestendoli per club, società e giovani. Questa è la sintesi della strategia delineata da Manfredi, che guida la Fipav dal 2021 e punta a lasciare in eredità un sistema più solido oltre ai risultati sportivi.
Il presidente ha rivendicato i risultati del bilancio consuntivo 2025, chiuso con un utile di quasi 1,8 milioni di euro.
«Con quasi un milione e ottocentomila euro di utile riusciamo a distribuire risorse a tutte le società che si impegnano nell’attività giovanile», ha dichiarato Manfredi, precisando che i contributi saranno assegnati secondo criteri selettivi.
Negli ultimi mesi la Federazione ha già sostenuto i club impegnati nei campionati giovanili e quelli che collaborano con il Club Italia. Sul fronte maschile, in accordo con la Lega, sono stati previsti riconoscimenti per le società che hanno dato spazio ai giovani in campo.
La polizza assicurativa e il nodo del settore femminile
Uno dei temi più discussi nell’ultimo anno riguarda la copertura assicurativa per gli infortuni dei tesserati, questione emersa con forza dopo lo stop forzato di Lavia. Manfredi ha ricostruito il percorso:
«Noi abbiamo fatto tutto. Abbiamo individuato il broker legato ai Lloyd’s di Londra, costruito la polizza, definito il premio. Per completare l’operazione manca ancora l’adesione di qualche società che mi auguro arrivi presto».
La Federazione ha chiesto più volte gli importi contrattuali necessari a perfezionare l’operazione, che può essere inviata direttamente all’assicurazione per tutelare la riservatezza.
«Ci tengo a precisare – ha continuato – che il nostro è un investimento fatto in funzione delle società, di fatto assicuriamo gli stipendi, perché i giocatori, gli atleti hanno già la loro copertura sanitaria. E preciso che vale per le società italiane, non pago nulla a chi gioca in società straniere».
Come dichiarato da Manfredi, i club maschili sono praticamente tutti a posto, ne mancano alcuni invece del femminile. Un aspetto che lo preoccupa, tanto che il confronto con il settore femminile è più complesso. Le divergenze nascono dalla diversa natura degli obiettivi tra logica sportiva e gestione aziendale delle società.
Ha citato come esempio il Club Italia, ripescato in A2 su indicazione tecnica di Julio Velasco. Il presidente ha quantificato in 800mila euro l’impegno economico della Federazione, un investimento che ritiene giustificato dal ritorno che le atlete coinvolte garantiranno al movimento.
Tasse gara e tesseramento stranieri: nessun introito per la Federazione
Il presidente è intervenuto anche sulle polemiche relative all’aumento delle tasse gara e del costo del tesseramento degli atleti stranieri, sgombrando il campo da equivoci.
«La tassa gara serve solo a pagare le spese arbitrali e quelle dell’organizzazione. Non viene nulla alla Federazione», ha spiegato. L’aumento dei costi legati al tesseramento degli stranieri viene invece incassato dalle Leghe, che lo reinvestono in progetti dedicati al settore giovanile.
«L’unica cosa che non ci serve è fare cassa, – ha sottolineato. – Poi certo, i conti devono tornare e i servizi, tutti i servizi, hanno un costo. Del resto, quello che non diamo alle società lo stiamo riversando nell’impiantistica».
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Volleybox: il piano da 30 palazzetti
Gli impianti, come più volte ripetuto dallo stesso Manfredi, sono uno dei tallone d’Achille del sistema sportivo nel nostro Paese. Ad essi è perciò rivolto il progetto più ambizioso della Federazione. Dopo l’accordo che ha favorito l’apertura pomeridiana delle palestre scolastiche alle società sportive, la Federazione sta lavorando a Volleybox, iniziativa dedicata alla realizzazione di nuove strutture modulari e sostenibili da mettere a disposizione dei Comuni.
«Semplice, abbiamo deciso di investire sull’impiantistica sportiva per offrire a alla domanda crescente di tesserati, spazi dove praticare pallavolo. Stiamo completando l’iter del progetto esecutivo, adesso bisognerà trovare l’advisor che ne garantisca la realizzazione. Ero partito per investire 10 milioni e farne 10 e avevamo pensato di collaborare con Invimit ma non siamo riusciti a trovare una definizione coerente dal punto di vista operativo».
L’intesa in fase di definizione con il Credito Sportivo consentirebbe invece di attivare un sistema di finanziamento capace di triplicare le risorse disponibili, portando il numero delle nuove palestre oltre quota 30.
«Ci credo molto», ha concluso il presidente, indicando nello sviluppo delle infrastrutture uno dei principali lasciti della sua esperienza alla guida della Federazione.