Fermento sul mercato dei titoli. Mentre i playoff ormai entrati nella fase decisiva, tiene banco la partita legata al mercato dei titoli sportivi, che sta ridisegnando la geografia della prossima Serie A.
Al centro di questo intreccio figura in primis Trieste, club detenuto da Paul Matiasic che vuole disimpegnarsi dalla piazza giuliana per sbarcare a Roma, ma sono coinvolte anche Brescia e Torino, come raccontato da Sport e Finanza.
Prende forma il risiko di Matiasic: l’imprenditore mette le mani sul titolo di Torino
Le mosse di Matiasic
Il punto cardine resta il progetto capitolino di Matiasic, intenzionato a costruire nella Capitale un club ambizioso con la volontà di prendere parte al progetto NBA Europe che dovrebbe partire nel 2027.
L’avvocato statunitense sta già preparando il terreno, dopo essersi assicurato gli spazi del PalaEur ha siglato un accordo con la formazione romana Stella EBK di Matteo Boniciolli, funzionale sia al settore giovanile richiesto dai regolamenti sia alla disponibilità di strutture per l’attività quotidiana della squadra.
La questione centrale riguarda il percorso giuridico e sportivo attraverso cui realizzare l’operazione, in un quadro nel quale ogni movimento su una piazza finisce inevitabilmente per produrre conseguenze sulle altre, in una sorta di effetto domino.
Lo scenario che stava prendendo piede prevedeva che Matiasic avrebbe rilevato il titolo sportivo di Brescia per portarlo a Roma, la Germani sarebbe ripartita dalla A2 attraverso i diritti di Torino e Trieste avrebbe conservato il proprio posto nella massima serie.
Brescia prova a rimanere aggrappata alla Serie A
Nelle ultime ore, però, il quadro si sarebbe nuovamente modificato. Mauro Ferrari, patron della società bresciana, avrebbe manifestato nella cerchia più ristretta dei suoi collaboratori la volontà di non scendere in A2, rilanciando invece l’ipotesi di mantenere Brescia all’interno del massimo campionato.
Da qui prenderebbe corpo un’alternativa diversa che vedrebbe sempre Matiasic approdare a Roma con il titolo della Germani Brescia, portando nella Capitale non soltanto un posto in Serie A, ma anche il diritto a disputare l’Eurocup.
Per Matiasic, il titolo bresciano avrebbe un valore superiore rispetto a quello triestino perché garantirebbe anche l’accesso alla vetrina europea, elemento centrale per un progetto che nasce con ambizioni internazionali.
A quel punto, la Leonessa resterebbe in Serie A acquisendo il titolo sportivo di Trieste, che uscirebbe dalla massima serie e potrebbe ripartire dalla A2, rilevando i diritti sportivi oggi riconducibili a Torino.
L’impegno delle istituzioni triestine e il passaggio assembleare
La piazza giuliana, attraverso l’intervento delle istituzioni, si è attivata fortemente per mantenere la categoria anche attraverso la mobilitazione dell’imprenditoria locale, obiettivo che sembrava raggiunto ma che in questo frangente torna di nuovo in bilico.
L’ipotesi di un trasferimento del titolo di Trieste a Brescia continua a circolare con insistenza, anche se Matiasic, che controlla il 99% delle quote del club giuliano, non può decidere in completa autonomia su un trasferimento.
Lo statuto della Pallacanestro Trieste prevede infatti un vincolo preciso: per procedere alla cessione del titolo sportivo è necessaria la convocazione formale dell’assemblea dei soci come passaggio obbligato.
E qui si apre il principale punto interrogativo. Secondo quanto risulta, la convocazione dell’assemblea non sarebbe ancora stata effettuata, lasciando ancora aperta la porta a scenari differenti.
In un contesto in continua evoluzione, Brescia prova a rimanere aggrappata alla Serie A, Roma attende il titolo giusto per presentarsi con ambizioni europee e Trieste rischia di ritrovarsi a fare il sacrificio più pesante: lasciare la massima divisione per ripartire dalla A2.