Un torneo sull’erba dal fascino ineguagliabile. Prende quota il suggestivo scenario che vedrebbe i migliori giocatori del circuito sbarcare nella cornice di Venezia, con i canali e piazza San Marco a fare da sfondo al tennis.
È attorno a questa pista che starebbe prendendo forma una delle ipotesi allo studio della FITP guidata da Angelo Binaghi: trasformare il nuovo ATP 250 acquistato dalla Federazione in un evento di alto profilo da portare in laguna.
L’operazione della FITP
La Federazione italiana tennis e padel, forte di una fase economica e sportiva senza precedenti, ha infatti acquisito i diritti del torneo ATP 250 che fino a oggi si disputava indoor a Bruxelles.
Un’operazione onerosa, da quasi 25 milioni di euro, finanziata in parte anche attraverso un mutuo con il Credito Sportivo, ma considerata strategica in un mercato in cui le licenze disponibili sono sempre più rare e contese.
In un primo momento, come riportato da Sport e Finanza, la destinazione più naturale sembrava Milano, già al centro di diverse riflessioni legate allo sviluppo di nuovi impianti e alla possibilità di ospitare eventi sportivi internazionali.
La novità, però, è che secondo quanto appreso da Il Fatto Quotidiano, il progetto potrebbe prendere una direzione diversa, restando nel Nord Italia ma spostandosi verso Est, con Venezia pronta a candidarsi come sede di un evento dal posizionamento identitario e distintivo.
Le ipotesi allo studio
Nelle ultime settimane la FITP avrebbe avviato una serie di interlocuzioni per individuare un partner istituzionale solido, necessario per sostenere un progetto che richiederebbe importanti investimenti infrastrutturali
Milano resta una piazza interessata ed è ancora della partita – specie guardando ai possibili sviluppi a San Donato, ma il calendario già molto fitto di manifestazioni rende l’esito ancora incerto.
In Veneto, al contrario, l’operazione potrebbe inserirsi dentro una strategia più ampia di valorizzazione turistica e sportiva del territorio, che offre un appeal internazionale con pochi eguali al mondo.
Tra le ipotesi allo studio ci sarebbero due possibili aree: una nella zona dei Pili, dove è già avviato il progetto dello stadio, e un’altra collocazione più interna. La decisione definitiva dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.
Il modello Montecarlo
La forza dell’ipotesi veneziana starebbe soprattutto nella possibilità di costruire un evento difficilmente replicabile altrove, una settimana in cui il tennis diventerebbe il cuore di un’offerta più ampia.
Per i giocatori, Venezia rappresenterebbe una destinazione con forte richiamo, sul modello di quanto accade già con gli Internazionali d’Italia a Roma, dove il valore sportivo del torneo si intreccia con l’attrattività della città.
Per il pubblico, soprattutto quello internazionale e con maggiore capacità di spesa, l’evento potrebbe diventare l’occasione per programmare una vacanza in laguna attorno a un appuntamento esclusivo.
Il riferimento naturale, almeno sul piano del posizionamento, è Montecarlo: un torneo che vive anche della propria cornice, del pubblico che attira e della capacità di trasformare lo sport in un’esperienza di status.
Le incognite climatiche
La principale incognita riguarda però il terreno: l’ATP avrebbe posto come condizione che il torneo si disputi sull’erba, superficie che nel calendario di metà giugno trova spazio soprattutto nel Nord Europa.
Portare un evento di questo tipo in Italia significa quindi misurarsi con la tenuta dei campi rispetto a un clima potenzialmente molto caldo, in un periodo dell’anno in cui la manutenzione del manto può diventare complessa.
L’obiettivo dell’ATP sarebbe quello di garantire standard molto elevati, vicini a quelli di Wimbledon, così da offrire ai giocatori una vera tappa di preparazione in vista dello Slam londinese.
Proprio per questo, una delle ipotesi sul tavolo sarebbe quella di partire nel 2027 con un Challenger, utilizzato come test-event, prima dell’ingresso a regime nel circuito maggiore dal 2028.
La Federazione guarda oltre le Finals
La superficie, pur rappresentando una sfida, aggiungerebbe ulteriore fascino al progetto. Un torneo sull’erba in Italia avrebbe un elemento di unicità immediatamente riconoscibile e potrebbe occupare uno spazio interessante nel calendario internazionale.
In caso di successo, non è escluso che nel medio periodo l’evento possa anche ambire a un salto di categoria, trasformandosi da ATP 250 in un ATP 500, entrando definitivamente nel circolo dei grandi eventi tennistici.
La Federazione ha investito con decisione su questo nuovo asset per costruire una fonte di entrate in vista dei prossimi anni. Il bilancio federale, oggi molto solido, beneficia in maniera significativa delle ATP Finals, evento che però ha un orizzonte definito fino al 2030.
Da qui l’esigenza della FITP di investire per assicurarsi introiti continuativi oltre la stagione del torneo dei maestri. consolidando l’affermazione del tennis come uno degli sport centrali del Paese.