Cabinovia di Cortina, fari sull’appalto olimpico: le ipotesi investigative

L’indagine della Procura di Belluno accende i riflettori sull’appalto della Apollonio-Socrepes, opera rimasta incompiuta nel dossier dei Giochi Invernali 

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Gli occhi della magistratura puntati su Milano Cortina. Si apre la vicenda giudiziaria della cabinovia Apollonio-Socrepes un’opera pensata per migliorare i collegamenti nell’area di Cortina in vista delle Olimpiadi invernali.

Secondo quanto riporta Repubblica, l’ipotesi di reato su cui lavorano gli inquirenti per l’infrastruttura rimasta incompiuta rispetto alle attese iniziali e ora finita al centro di un’indagine della Procura di Belluno è quella di turbativa d’asta.

Il valore dell’opera

Le perquisizioni eseguite hanno riguardato Simico, la Società infrastrutture Milano Cortina che agisce come stazione appaltante, e la Graffer srl di Brescia, società risultata aggiudicataria dell’intervento.

Secondo la ricostruzione investigativa, l’assegnazione dell’appalto avrebbe favorito la società bresciana attraverso presunti accordi collusivi o modalità ritenute fraudolente, con l’effetto di escludere altri operatori. 

In questa fase gli accertamenti sono focalizzati nel chiarire se la procedura sia stata condotta nel rispetto delle regole o se, al contrario, siano emersi elementi tali da configurare un’alterazione della gara.

L’opera in questione aveva un valore stimato intorno ai 35 milioni di euro e avrebbe dovuto collegare l’area di Cortina a Socrepes attraverso un impianto a fune da circa 50 cabine. Nei piani legati ai Giochi, la cabinovia doveva contribuire a rafforzare la mobilità verso le piste, ma le tempistiche si sono dilatate oltre le aspettative facendola slittare oltre l’evento.

Le tempistiche dell’intervento

Gli investigatori starebbero infatti valutando anche se la scelta del contraente sia stata effettuata nella consapevolezza che il cronoprogramma dell’opera potesse non essere compatibile con la messa in funzione dell’impianto entro l’avvio delle Olimpiadi. 

Realizzare una cabinovia in tempi molto stretti, per di più su un versante indicato come particolarmente complesso dal punto di vista geologico, rappresentava infatti una sfida tecnica di difficile gestione.

Nel corso della fase precedente all’affidamento, una prima procedura sarebbe stata superata dopo le indiscrezioni sull’interessamento dei principali operatori europei del settore, tra cui Leitner e Doppelmayr, che non avrebbero poi partecipato. 

L’assegnazione dell’appalto

La scelta di Graffer ha attirato attenzione anche per il profilo industriale della società. Secondo le ricostruzioni circolate, l’azienda avrebbe un fatturato sensibilmente inferiore al valore complessivo dell’opera e sarebbe specializzata soprattutto in revisioni e manutenzioni, non nella realizzazione ex novo di cabinovie di questa portata. 

Un altro passaggio riguarda le garanzie tecniche ed economiche ottenute da Graffer attraverso la turca Anadolu Teleferik, soggetto che avrebbe sostenuto la partecipazione alla gara. 

Anche su questo fronte gli accertamenti dovranno chiarire sulla base di quali elementi Simico abbia ritenuto di poter procedere con l’affidamento, soprattutto alla luce dei dubbi emersi sulle certificazioni CE di alcune componenti.

L’iter decisionale

La documentazione acquisita dagli investigatori, tra atti cartacei e dispositivi informatici, sarà dunque decisiva per ricostruire l’iter decisionale che ha portato all’assegnazione dell’appalto

L’obiettivo è verificare se le scelte compiute siano state il risultato di una procedura legittima, seppur accelerata dalla pressione olimpica, oppure se vi siano stati passaggi irregolari tali da incidere sul regolare svolgimento della gara.

«Per garantire il successo delle Olimpiadi sono state rispettate tutte le regole», ha commentato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, difendendo l’operato della società a controllo pubblico. 

La vicenda legata al Santa Giulia

La vicenda della cabinovia, peraltro, non è l’unico fronte di attenzione giudiziaria sulle infrastrutture legate a Milano Cortina 2026: recentemente la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia ha aperto un’istruttoria sull’Arena Santa Giulia di Milano.

L’impianto realizzato dal gruppo Eventim e destinato a ospitare le gare di hockey su ghiaccio durante i Giochi è nel mirino degli inquirenti rispetto agli extracosti dell’opera e la possibile esposizione del settore pubblico.

Evd Milan Srl, società del gruppo Eventim proprietario dell’Arena, ha infatti richiesto 134 milioni di euro di extracosti rispetto alle previsioni iniziali, da coprire attraverso finanziamenti pubblici degli enti coinvolti nella gestione dell’evento olimpico. 

Successivamente, una ricostruzione tecnica degli uffici comunali avrebbe indicato una cifra più bassa, poco superiore ai 50 milioni, aprendo comunque un tema di discrepanza rispetto alle risorse effettivamente mobilitate.

Al momento contestazioni l’attività della magistratura contabile è finalizzata a verificare l’eventuale esistenza di un danno erariale, oltre che a ricostruire la corretta allocazione delle risorse pubbliche.