On Holding, risultato storico nel primo trimestre 2026: ricavi oltre gli 800 milioni

Il gruppo svizzero chiude il primo trimestre 2026 con ricavi record a 831,9 milioni di franchi (+14,5%). La vera sorpresa viene dall’abbigliamento, cresciuto del 45%: On non è più solo un’azienda di scarpe da corsa.

 

Tennis Flavio Cobolli
brevetti e cambiamenti
Image Credits: Sport PZ / PSNewz / Insidefoto

Primo trimestre record, margini in decisa espansione e una rivelazione strategica che pochi si aspettavano: è l’abbigliamento, non le sneaker, il motore più vivace di On Holding. Il gruppo svizzero fondato nel 2010 ha chiuso i primi tre mesi del 2026 con ricavi netti pari a 831,9 milioni di franchi svizzeri – circa 908 milioni di euro – segnando una crescita del 14,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e superando per la prima volta nella sua storia la soglia degli 800 milioni trimestrali.

I numeri sulle categorie di prodotto raccontano una storia precisa. Le calzature, cuore pulsante del brand, crescono del 12,2% a 763,7 milioni di franchi. Gli indumenti sportivi segnano invece un balzo del 45,1%, a 55,3 milioni, e gli accessori volano addirittura del 70,7%.

Una dinamica che ribalta le gerarchie percepite: On nasce come azienda di scarpe da corsa, ma si sta trasformando in qualcosa di più ampio.

La mossa Zendaya

Dietro questa accelerazione nell’abbigliamento c’è anche una scelta di posizionamento culturale. Il brand, già legato all’immagine di Roger Federer, testimonial e co-creatore della linea “The Roger”, ha puntato su Zendaya per intercettare una fascia di consumatori più giovane e femminile. La campagna lanciata il mese scorso, diretta dal regista premio Oscar Spike Jonze, consolida la transizione di On da marchio tecnico a brand sportivo-lifestyle.

Secondo il co-ceo Caspar Coppetti, la linea sviluppata con la star di Dune sta già offrendo «segnali molto incoraggianti».

Innovazione brevettata

Sul fronte tecnologico, On continua a investire in LightSpray, il sistema che utilizza un braccio robotico per «spruzzare» la tomaia delle scarpe direttamente sull’intersuola in soli tre minuti. Dopo il debutto nel 2024, la tecnologia evolve: il prossimo lancio è atteso a luglio, mentre le dimostrazioni dal vivo proseguiranno ad agosto a Sydney e a settembre a Berlino.

Emblematico anche il successo commerciale del modello Cloudtilt, prezzo retail tra i 170 e i 190 euro, che nel mese di marzo è risultata la scarpa più venduta presso Foot Locker Europe.

Conti in ordine, Wall Street cauta

La solidità del brand si riflette nella marginalità. Il margine lordo è salito al 64,2%, contro il 59,9% del primo trimestre 2025, nonostante il peso crescente dei dazi statunitensi sulle importazioni dal Vietnam. L’ebitda rettificato si attesta a 174,7 milioni di franchi (margine al 21%), mentre l’utile netto quasi raddoppia – più 82,2% – raggiungendo i 103,3 milioni di franchi.

Sul fronte distributivo, il canale diretto al consumatore cresce del 16,4% a 322,3 milioni di franchi, ma a sorprendere è il wholesale: i ricavi all’ingrosso salgono del 13,3% a 509,6 milioni, superando le attese degli analisti.

Nonostante questi risultati, il titolo in Borsa resta sotto pressione. Le azioni di On hanno perso oltre il 20% dall’inizio del 2026, rimanendo vicino ai minimi degli ultimi due anni. A pesare è soprattutto il rallentamento nelle Americhe: la regione, che vale il 54,2% del fatturato globale con 450,7 milioni di franchi, è cresciuta solo del 3,1% in termini nominali – contro il +28,6% dello stesso periodo del 2025 – per effetto delle fluttuazioni valutarie. A cambi costanti, la crescita si attesta al 17,1%, segnalando una domanda sottostante ancora solida.

Asia-Pacifico, il nuovo asse della crescita

Sul versante opposto brilla l’Asia-Pacifico, cresciuta del 44,4% e ora oltre il 20% delle vendite globali, trainata da Cina e Corea del Sud. La regione Emea segna un solido +22,8%, a 207,1 milioni di franchi.

Per consolidare la presenza fisica, strumento non solo commerciale ma di costruzione del legame con le comunità locali, On ha inaugurato a Boston il suo primo negozio nella città, e ha in programma nuove aperture a Stoccolma, San Paolo e Sydney.

Cambio al vertice

Il trimestre coincide anche con un passaggio generazionale ai vertici aziendali. Dal 1° maggio, Martin Hoffmann, che ha guidato il gruppo per tredici anni attraverso la quotazione in Borsa e una quadruplicazione dei ricavi, ha lasciato la carica di ceo per dedicarsi a interessi filantropici. Al suo posto, i cofondatori David Allemann e Caspar Coppetti assumono il ruolo di co-ceo, mentre Frank Sluis subentra come nuovo direttore finanziario.

«On sta diventando sempre più globale, multidimensionale e profondamente radicata nelle diverse comunità di tutto il mondo, – ha dichiarato Coppetti. – Crediamo che il prossimo capitolo possa essere ancora più forte, continuando a sognare in grande».

Per il 2026, la società conferma l’obiettivo di crescita del fatturato netto di almeno il 23% a cambi costanti, alzando al contempo la previsione sul margine lordo ad almeno il 64,5% e indicando un margine ebitda rettificato tra il 19,5% e il 20%.

Cifre ambiziose, in un contesto macroeconomico che non concede sconti; nemmeno a chi, per scelta, non ne fa.