La Vanoli Cremona verso la Capitale. Il primo passo formale verso il trasferimento del club lombardi a Roma è arrivato nel corso della riunione straordinaria del Consiglio federale della FIP, convocata in web conference per valutare la documentazione presentata dal club biancoblù in merito allo spostamento della sede nella Capitale.
La Federazione, attraverso una nota ufficiale, ha comunicato che il Consiglio federale ha ritenuto “l’istanza provvista dei requisiti di meritevolezza”, precisando però che l’accoglimento definitivo resta vincolato “al rispetto degli obblighi e delle scadenze previste dal manuale delle licenze per la partecipazione al Campionato di Serie A 2026/2027”.
Il percorso che porterà al trasferimento
Avviato dunque ufficialmente il percorso che dovrebbe portare la Vanoli a lasciare Cremona dopo venticinque anni di storia cestistica, che ha avuto il suo apice nella Coppa Italia conquistata nel 2019.
Il trasferimento nella Capitale, richiesto già nelle scorse settimane, resta subordinato al completamento degli adempimenti necessari per l’iscrizione al prossimo campionato, con la società chiamata ora a rispettare le tempistiche e i requisiti economici, documentali e infrastrutturali fissati dalla normativa federale.
Formalmente, a portare avanti la pratica è ancora la Guerino Vanoli Basket, ma il progetto romano passerà poi nelle mani della cordata guidata da Donnie Nelson, ex general manager dei Dallas Mavericks, affiancato da un gruppo di soci nel quale figura anche Luka Doncic.
Le ambizioni del progetto guidato da Donnie Nelson
Sul piano operativo, la nuova squadra dovrebbe avere come riferimento Rimantas Kaukenas, ex guardia di Siena e Reggio Emilia, chiamato a guidare l’ambizioso progetto sotto il fronte sportivo.
Il gruppo interessato alla nuova realtà capitolina ha già manifestato il proprio interesse per il progetto Nba Europe e avrebbe avanzato una richiesta di wild card anche all’Eurolega, con l’ipotesi di un passaggio iniziale dall’Eurocup come primo gradino del percorso internazionale.
Giovedì dovrebbe svolgersi a Cremona la conferenza stampa destinata a chiarire i dettagli dell’operazione, a due giorni dalla ratifica federale che ha aperto ufficialmente la strada al passaggio del titolo sportivo.
La gestione Vanoli
Per Cremona, intanto, si avvicina la conclusione di una storia lunga oltre vent’anni. Dal 2009 in avanti Aldo Vanoli ha rappresentato una delle realtà più solide del basket italiano, costruendo una società di provincia capace di restare ad alto livello senza il sostegno di grandi gruppi finanziari.
La Vanoli è cresciuta intorno a una gestione familiare, sostenuta da un tessuto di imprenditori locali e da una linea di prudenza che ha sempre anteposto la sostenibilità alla rincorsa del risultato immediato, anche nei momenti di maggiore entusiasmo sportivo.
Emblematico, in questo senso, fu il rifiuto di partecipare alle coppe europee dopo l’incredibile secondo posto del 2019, una scelta controcorrente ma coerente con la filosofia del patron: non compiere mai il passo più lungo della gamba per non mettere a rischio la stabilità del club.
La decisione di disimpegnarsi dal club
Oggi Aldo Vanoli ha 78 anni e dietro l’imminente cessione oltre ad una ricca offerta proveniente da oltreoceano c’è il peso di una gestione diventata sempre più onerosa e complessa.
La decisione di disimpegnarsi è infatti maturata nel tempo, dopo anni di ricerca di un imprenditore o di un consorzio locale capace di raccogliere il testimone e garantire continuità alla società.
Ora, il basket nella cittadina lombarda sarà rappresentato esclusivamente dalla Ju.Vi. Cremona, storica compagine fondata nel 1952 e militante in Serie A2 dopo la promozione conquistata in occasione del 70esimo anniversario dalla fondazione.