Liegi Bastogne Liegi: Pogacar cerca il “riscatto” nella Doyenne

La “Decana” delle Monumento, torna domenica 26 aprile con una sfida ancora tra Pogacar ed Evenepoel. In palio per lo sloveno c’è molto più dell’ennesima vittoria.

Il campione del mondo Tadej Pogacar sul traguardo della Liegi-Bastogne-Liegi
L'ultima monumento di primavera
Tadej Pogacar, Liegi-Bastogne-Liegi. Image credit WBD/Getty Images

È la più antica, la più iconica, la più “pesante” da vincere. La Liegi-Bastogne-Liegi, la Doyenne, torna domenica 26 aprile per la sua 112esima edizione, chiudendo il ciclo delle classiche di primavera e segnando il passaggio ideale verso la stagione dei grandi giri.

Dopo Milano-Sanremo, Fiandre e Parigi-Roubaix, il calendario entra in una nuova fase: all’orizzonte ci sono Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta, mentre per rivedere una Monumento bisognerà attendere il Giro di Lombardia in autunno.

Nel panorama delle Classiche Monumento, la Liegi resta una corsa a sé: meno spettacolare per il grande pubblico rispetto alle classiche del Nord, ma tra le più selettive e prestigiose del calendario WorldTour.

Non a caso, scrivere il proprio nome nell’albo d’oro significa entrare in una dimensione storica del ciclismo.

Pogacar vuole chiudere i conti dopo l’amara Parigi-Roubaix

La sfida tecnica si traduce, ancora una volta, in un confronto tra grandi nomi. Tadej Pogacar si presenta al via da campione in carica e con un obiettivo chiaro: conquistare il quarto successo in carriera e consolidare ulteriormente la propria posizione tra i grandi della storia recente.
Dopo la “beffa” in volata alla Parigi-Roubaix, con Wout van Aert che ha bruciato Pogacar proprio in volata, vincendo così la prima ParigiRoubaix lo sloveno appare intenzionato a non lasciare margini, puntando a una corsa più selettiva e meno aperta agli episodi.

Il principale rivale si conferma Remco Evenepoel, già vincitore nel 2022 e nel 2023, mentre tra le alternative di alto profilo emergono il giovane Paul Seixas – reduce dal successo alla Freccia Vallone – e Tom Pidcock.
Un gruppo ristretto ma di altissimo livello, cui si aggiungono outsider in grado di inserirsi nelle fasi decisive.

Sul fronte italiano, la Liegi-Bastogne-Liegi mantiene, in attesa di vedere nuovi protagonisti, un legame storico significativo.
Con 12 successi complessivi, l’Italia è la seconda nazione più vincente dopo il Belgio, grazie soprattutto alle quattro affermazioni di Moreno Argentin. L’ultimo trionfo risale al 2007 con Danilo Di Luca, mentre negli anni successivi si sono avvicinati alla vittoria Vincenzo Nibali e Davide Formolo, entrambi secondi. Tra i protagonisti attesi anche Giulio Ciccone, già sul podio nell’edizione 2025.

Liegi Bastogne Liegi 2026: 259 km verso il finale decisivo sulle côte

L’edizione 2026 propone un tracciato di 259,5 chilometri con 11 côtes e un dislivello complessivo di 4.395 metri, numeri che confermano la natura estremamente selettiva della corsa.
Rispetto allo scorso anno, il percorso è stato leggermente modificato nella prima parte, con un allungamento di circa 7,5 chilometri, mentre resta invariata la struttura generale.

Come da tradizione, le difficoltà si concentrano nella seconda metà di gara. Dopo un avvio relativamente più gestibile, il momento chiave arriva nel finale con la sequenza delle salite decisive: dalla Côte de la Redoute – storicamente uno dei punti più selettivi – alla Côte des Forges e alla Côte de la Roche-aux-Faucons, ultima vera occasione per fare la differenza.

Negli ultimi chilometri, un tratto di circa cinque chilometri verso Liegi può favorire eventuali rientri o tentativi da finisseur, rendendo meno scontato un arrivo in volata e aprendo la porta a soluzioni tattiche.

Quel montepremi che non cambia mai: il prestigio vale più del denaro

Il montepremi complessivo della Liegi-Bastogne-Liegi si attesta a 50mila euro, con circa 20mila destinati al vincitore.
Una cifra contenuta se rapportata ad altri sport, ma che conferma una dinamica tipica delle classiche che non cambiano montepremi come a ribadire che il valore di una Monumento non è mai legato al premio economico.

Vincere la Doyenne significa entrare nella storia, affiancando il proprio nome a quello di leggende come Eddy Merckx, recordman con cinque successi.
Un risultato che ha un impatto diretto anche fuori dalla strada, aumentando l’appeal del corridore nei confronti di sponsor e brand, e rafforzandone il posizionamento come testimonial in un mercato sempre più competitivo.

Dove vedere la Liegi-Bastogne-Liegi 2026

La corsa sarà trasmessa in diretta domenica 26 aprile a partire dalle 13:30 su Eurosport 2, con copertura disponibile anche su HBO Max e Discovery+. La gara femminile seguirà alle 16:55.

La distribuzione sarà inoltre accessibile attraverso piattaforme come DAZN, TimVision e Prime Video, all’interno dell’offerta Warner Bros. Discovery, che prevede una copertura sempre più ampia del ciclismo internazionale.
Nel 2026, il gruppo trasmetterà oltre 1.000 gare per più di 300 giorni di programmazione, includendo l’intero calendario UCI WorldTour maschile e femminile.