Noumory Keita verso i colori azzurri. L’Italia valuta concretamente l’ipotesi di accogliere nella propria Nazionale la banda di origine maliana, già protagonista nel massimo campionato con la maglia della Rana Verona.
Lo schiacciatore, protagonista assoluto della stagione della squadra veneta – con cui ha conquistato la Coppa Italia e chiuso al secondo posto la regular season, mentre si gioca l’accesso alla finale scudetto contro Civitanova – potrebbe diventare a breve una risorsa per la maglia azzurra.
L’iter burocratico e la normativa FIVB
Il classe 2000, autore di ben 313 punti nell’annata in corso, è vicino a ottenere il passaporto italiano, passaggio fondamentale per completare l’iter burocratico e vederlo agli ordini di Mister Ferdinando De Giorgi.
Tuttavia, il percorso resta vincolato alle nuove normative introdotte dalla FIVB, che limitano a due il numero massimo di giocatori naturalizzati convocabili e, soprattutto, impediscono il cambio di Nazionale a chi abbia già disputato partite ufficiali con il proprio Paese d’origine, in questo caso il Mali.
Sulla questione è intervenuto direttamente il presidente della Federazione Italiana Pallavolo, Giuseppe Manfredi in un’intervista a Repubblica: «La Federazione del Mali ha dato il via libera, stiamo attendendo i documenti per capire se ha già giocato partite ufficiali con quella selezione. Le regole internazionali sono cambiate, ma lui gioca nel nostro campionato da tre anni e diventerà italiano».
Il giocatore aveva preso posizione pubblicamente per fare chiarezza sulle voci circolate, affidando ai social la propria versione dei fatti: «Non ho mai giocato per la nazionale del Mali, in particolare l’Under 17, non hanno mai avuto l’U17. Ho partecipato con la Nazionale maggiore ad alcune competizioni, ma non ufficiali. Sto cercando una Nazionale, ho anche iniziato a candidarmi quindi vediamo come andrà».
Le opzioni alternative
Parole che, lette tra le righe, lasciavano già intendere un’apertura verso opzioni diverse, qualora la strada italiana non dovesse concretizzarsi. Tra le alternative emerse, anche quella francese oltre alla pista turca.
Lo stesso Keita non si è sbilanciato sul suo futuro interpellato dal Corriere dello Sport: «È vero, ho molte offerte. In questo momento non posso dire niente, vedremo in futuro cosa succederà».
Dal punto di vista delle tempistiche, Manfredi ha escluso un impiego immediato, spostando l’orizzonte al torneo iridato: “Non faremo in tempo per gli Europei, ma per i Mondiali dell’anno prossimo ci auguriamo di sì“.
La concorrenza nel reparto bande
Sul piano tattico, l’eventuale ingresso dello schiacciatore rappresenterebbe un valore aggiunto significativo, grazie a una potenza offensiva fuori scala e a una capacità di incidere in modo continuo.
Tuttavia, l’inserimento nel sistema azzurro non sarebbe privo di complessità, considerando la presenza di schiacciatori del calibro di Alessandro Michieletto e Daniele Lavia, oltre all’opzione Mattia Bottolo, che garantiscono equilibrio soprattutto in ricezione.
L’Italia campione del mondo in carica dispone già di un reparto bande profondo e competitivo, tale da non rendere necessario forzare un inserimento in quel ruolo specifico, anche se il talento di Keita farebbe sicuramente comodo.
La potenziale valorizzazione come opposto
Una possibile soluzione alternativa potrebbe essere l’utilizzo come opposto, sfruttandone la straordinaria potenza offensiva, anche se si tratterebbe di un adattamento complesso e da valutare nel tempo, pur essendo un ruolo già ricoperto in passato a Verona.
In quel reparto, inoltre, la concorrenza è altrettanto elevata: Yuri Romanò è stato decisivo nel Mondiale vinto e arriva da una stagione di alto livello in Russia, Alessandro Bovolenta ha mostrato segnali di crescita importanti a Piacenza, mentre il naturalizzato Kamil Rychlicki si è distinto come miglior marcatore nel competitivo campionato polacco.
In questo scenario, il vero rischio per l’Italia non è tanto quello di non riuscire a integrare Keita, quanto piuttosto quello di vederlo approdare altrove, andando a rafforzare una diretta concorrente nella corsa alle medaglie internazionali.