La Svizzera ha le mani sui Giochi Invernali 2038. Il Comitato Olimpico Internazionale ha infatti individuato nella Confederazione elvetica la candidata ideale per ospitare la manifestazione.
Tuttavia, nonostante il vantaggio accumulato e in attesa delle ultime garanzie economiche prima dell’assegnazione ufficiale, resta un’incognita legata alla possibile consultazione popolare, riporta OASport.
Il governo federale ha già espresso il proprio sostegno alla candidatura, stanziando un contributo iniziale di 200 milioni di franchi a sostegno del dossier che vedrebbe coinvolto il territorio in maniera diffusa.
La consultazione popolare dagli esiti imprevedibili
Parallelamente, però, cresce la pressione trasversale da parte del mondo politico affinché una decisione di tale portata venga sottoposta al giudizio dei cittadini, chiamati a esprimersi sull’utilizzo di risorse pubbliche.
In caso di espressione contraria, la Svizzera – che non ospita i Giochi invernali dal 1948 – prenderebbe atto della bocciatura e sarebbe dunque costretta a rinviare ancora una volta il proprio ritorno olimpico.
Negli ultimi anni, proprio i referendum hanno rappresentato un ostacolo decisivo per molte candidature, in particolare nei Paesi alpini, che sono sfumate di fronte alla contrarietà degli elettori.
Anche la Svizzera ha già visto sfumare precedenti tentativi per effetto del voto popolare, motivo per cui l’eventualità di una nuova consultazione viene percepita come un rischio concreto.
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Le ambizioni di New York
Non sorprende, quindi, che altre nazioni abbiano iniziato a muoversi in anticipo, proponendosi al CIO come possibili alternative. Tra queste emergono con decisione Canada e Stati Uniti, pronti a farsi trovare preparati qualora l’opzione elvetica dovesse naufragare.
Sul fronte americano, la governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha manifestato apertamente l’intenzione di portare i Giochi tra Lake Placid e New York City, ipotizzando una candidatura già per il 2038 o, in alternativa, per il 2042.
Una prospettiva ambiziosa, che però si scontra con la prassi a cinque cerchi: gli Stati Uniti, infatti, ospiteranno già l’edizione del 2034 a Salt Lake City, rendendo altamente improbabile l’assegnazione di due Olimpiadi consecutive allo stesso Paese.
Il tormentone Canada
Proprio per questo scenario si inserisce il Canada, che attraverso il presidente del proprio comitato olimpico, David Shoemaker, ha lasciato intendere come Calgary possa tornare in corsa, magari sfruttando il simbolico anniversario dei cinquant’anni dai Giochi del 1988.
Va detto, tuttavia, che negli ultimi tempi le ambizioni olimpiche canadesi si sono spesso rivelate inconsistenti: Calgary era già stata accostata alle edizioni del 2026 e del 2030, senza però che le ipotesi si concretizzassero in progetti reali.
Resta però la possibilità che, in assenza di forti concorrenti o in un contesto favorevole, il Canada possa finalmente trasformare le intenzioni in una candidatura concreta e tornare protagonista sulla scena dello sport mondiale.
Le Olimpiadi invernali del 2038 sembrano avere già una destinazione designata: molto dipenderà dunque dall’evoluzione interna alla Svizzera, con una decisione definitiva attesa entro il 2027.
Se da un lato l’assegnazione appare quasi scontata sul piano formale, dall’altro il passaggio democratico potrebbe rimettere tutto in discussione. In quel caso, lo scenario si riaprirebbe completamente, con il Nord America pronto a tornare protagonista nell’organizzazione dei Giochi invernali.