F1 al via a Melbourne, ma il calendario guarda al Medio Oriente: Bahrain e Jeddah osservati speciali

La stagione 2026 di Formula 1 prende il via da Melbourne mentre le tensioni in Medio Oriente, dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la successiva risposta di Teheran, gettano un’ombra sui prossimi appuntamenti del calendario.

F1 2026_Hamilton e Antonelli
Sport e geopolitica
Lewis Hamilton e Kimi Antonelli. Image credit: Depositphotos

Voli charter, rotte più lunghe, scali lontani e inusuali. Raggiungere l’Australia per la prima tappa del Mondiale F1 2026 non è stato semplice per la lunga carovana del Circus.
Gli attacchi firmati da Usa e Israele sull’Iran, la risposta missilistica di Teheran e l’ampio coinvolgimento – come astante passivo – dell’area del Golfo stanno avendo un impatto non indifferente sullo sport in generale, come già raccontato da Sport e Finanza.

La F1, sempre più globale, con un calendario di 24 gare che abbraccia tutti i continenti, non è certo da meno.

Si apre così, in un contesto tutt’altro che ordinario, la 77esima edizione del Campionato del Mondo della massima serie del motorsport, con una crisi in Medio Oriente, alimentata dagli attacchi statunitensi e israeliani contro obiettivi iraniani che introduce un pesante elemento di forte incertezza sul calendario.

Lo spettro di possibili conseguenze logistiche in primo luogo e in seconda istanza sportive, legate all’evoluzione del conflitto, non è di certo scongiurato e come è stato complicato arrivare in Australia, lo sarà spostarsi dopo il weekend di gara.

F1 GP a rischio Medio Oriente: Bahrain e Arabia in cima alla lista

Dopo Melbourne ci saranno due passaggi in Estremo Oriente con Cina e Giappone mentre il primo appuntamento del calendario che potrebbe essere direttamente influenzato dall’evoluzione della crisi è il Gran Premio del Bahrain, previsto per il 12 aprile, quarta gara stagionale.

Il weekend successivo il campionato si sposterà poi in Arabia Saudita, sul circuito cittadino di Jeddah ed è dunque il secondo GP “osservato speciale”.

La FIA ha confermato che la situazione è monitorata costantemente e il presidente Mohammed Ben Sulayem ha spiegato che la Federazione sta valutando con attenzione l’evoluzione degli eventi nella regione «monitorando attentamente la situazione e valutando gli sviluppi che potrebbero riguardare gli eventi in programma nel Vicino Oriente», ha dichiarato il numero 1 della FIA alle agenzie di stampa internazionali.

Non sarebbe la prima volta che la Formula 1 si trova a correre in prossimità di contesti geopolitici delicati.
Nel 2012 il Gran Premio del Bahrain si disputò nonostante le proteste interne al Paese, mentre nel 2022 durante il weekend di gara a Jeddah un attacco missilistico dei ribelli Houthi colpì un deposito petrolifero di Aramco – sponsor non di certo di poco peso all’interno del Circus – a pochi chilometri dal circuito.

Logistica globale e calendario pieno: impossibili spostamenti 

Nel caso in cui una o più gare mediorientali dovessero essere cancellate, la loro sostituzione nel calendario appare tuttavia piuttosto complessa. Il campionato di Formula 1 conta infatti già 24 appuntamenti distribuiti su più continenti e su un calendario logistico estremamente rigido che non permette defezioni o spostamenti.

D’altronde non è difficile capire come portare da un Paese all’altro, a migliaia di chilometri di distanza, una carovana fatta di monoposto, componenti tecnici, hospitality e personale per un coinvolgimento di migliaia di addetti e tonnellate di materiali, non possa non essere orchestrato con la massima attenzione e, va da sé quanto sia complesso riprogrammare un evento nel corso della stagione.

Per questo motivo, qualora alcuni Gran Premi dovessero saltare, l’ipotesi più probabile sarebbe quella di una cancellazione senza recupero nel corso dell’anno, con il totale di appuntamenti che scenderebbe quindi a 23 se non 22.

Anche la MotoGP ne risente: il GP del Qatar è già in bilico

Uno scenario simile riguarda anche la MotoGP, che condivide la stessa proprietà della Formula 1 sotto l’ombrello di Liberty Media.

Il Gran Premio del Qatar, previsto dal 10 al 12 aprile sul circuito internazionale di Losail, è considerato ad alto rischio, al pari della F1 in Bahrein, ovviamente.

«Riteniamo molto difficile che il Gran Premio del Qatar della MotoGP possa disputarsi nelle condizioni attuali», ha affermato a Palco23 Carmelo Ezpeleta, ceo di Dorna Sports – la società che gestisce il campionato delle due ruote per Liberty Media.

Anche in questo caso non è stato chiarito cosa accadrebbe al calendario se l’appuntamento dovesse essere cancellato ma è lecito pensare che sia difficile un recupero anche per le moto, considerando che Il GP del Qatar rappresenta la quarta gara della stagione, dopo che la MotoGP è stata negli Stati Uniti e prima dell’appuntamento europeo di Jerez. 

Il business Liberty Media e l’impatto di eventuali cancellazioni

Un eventuale ridimensionamento del calendario potrebbe avere conseguenze anche sul piano economico per Liberty Media, il gruppo statunitense proprietario sia della Formula 1 sia della MotoGP.

Secondo gli ultimi dati finanziari disponibili, la sola Formula 1 ha generato ricavi per 3,87 miliardi di dollari, mentre la MotoGP ha contribuito con 573 milioni di dollari, portando il fatturato complessivo del segmento motorsport a oltre 4,1 miliardi di dollari.

Il modello di business della Formula 1 si basa principalmente su tre pilastri che permettono di diversificare le linee di ricavo che sono comunque correlate tra loro.

I diritti media rappresentato il 31,3% delle entrate, seguiti dai proventi derivanti dalla promozione dei Gran Premi (26,7%) e dalle sponsorizzazioni, che hanno superato per la prima volta la soglia del 20% dall’ingresso di Liberty Media nella gestione del campionato attestandosi al 21,7%.

Un’eventuale riduzione del numero di gare o una minore affluenza di pubblico nei circuiti potrebbe incidere soprattutto sulla componente legata ai promoter e all’ospitalità, due voci che negli ultimi anni hanno beneficiato della crescita della popolarità del campionato.

Nel 2025 la Formula 1 ha registrato oltre 6,5 milioni di spettatori complessivi lungo i circuiti, un dato che Liberty Media punta a incrementare ulteriormente nelle prossime stagioni grazie all’espansione del calendario e alla crescente presenza nei mercati internazionali.

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