F1 2026, sponsorizzazioni oltre i 3 mld: una macchina da soldi che corre più veloce delle nuove monoposto

Il valore delle sponsorizzazioni in Formula 1 supererà i 3 miliardi di dollari nel 2026 (+15% su base annua), trainato dai brand tech e dall’espansione negli USA. Ma a poche settimane dal via di Melbourne, il nuovo ciclo regolamentare solleva dubbi su competitività e spettacolarità.

F1 Abu Dhabi 2025
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Image Credits: DPPI/PNewsZ/Insidefoto

Domenica 8 marzo i semafori di Melbourne segneranno l’inizio ufficiale del Mondiale 2026 di Formula 1. Un campionato che inaugura un nuovo ciclo tecnico quadriennale e che, a poco più di due settimane dal via, presenta ancora diversi nodi irrisolti.

L’introduzione delle nuove power unit ibride, con un equilibrio 50% elettrico e 50% termico, sta imponendo una gestione energetica particolarmente complessa.
Nei test tra Barcellona e Bahrain è emersa la necessità per i piloti di concentrarsi in modo quasi ossessivo sul recupero energetico, con il rischio di spostare l’attenzione dalla guida pura alla gestione tecnica.

Anche le scelte regolamentari – dal superamento del DRS alla revisione dell’effetto suolo – che nelle intenzioni della FIA avrebbero dovuto favorire i sorpassi, non hanno ancora prodotto risultati convincenti.
Alcuni piloti – non esattamente gli ultimi arrivati – come Lewis Hamilton e Max Verstappen, non hanno nascosto perplessità, in particolare il fuoriclasse olandese, con la consueta vena provocatoria, ha definito queste nuove monoposto “delle Formula E sotto doping”.

Nel frattempo, la Federazione è chiamata a intervenire su almeno quattro dossier delicati: il presunto vantaggio Mercedes legato alla misurazione del rapporto di compressione “a temperatura ambiente”, il capitolo partenze (con anche il tema delle ali mobili al via) e – forse il punto più sensibile – l’ipotesi di ridurre la potenza del motore elettrico qualora la gestione si rivelasse insostenibile in gara.

La stagione deve ancora cominciare e le incognite tecniche sono numerose; eppure, dal punto di vista commerciale, la Formula 1 non è mai stata così forte.

F1 2026 sponsorizzazioni oltre i 3 miliardi: la spinta del tech e dell’AI

Secondo il consueto studio di Ampere Analysis, il valore complessivo delle sponsorizzazioni di Formula 1 e dei team supererà i 3 miliardi di dollari nel 2026, con una crescita potenziale del 15% su base annua.

Il settore tecnologico guida l’espansione, con una spesa superiore a 565 milioni di dollari, consolidando il proprio primato davanti ai servizi finanziari: Hewlett Packard Enterprises e Oracle rappresentano da sole circa un quarto di questa cifra.
In forte accelerazione anche la categoria legata all’intelligenza artificiale: negli ultimi sei mesi sono stati siglati otto accordi, tra cui Meta AI con Mercedes e Anthropic con Williams.

Al di fuori del tech, cresce il contributo dell’abbigliamento sportivo, con investimenti in aumento del 75% negli ultimi due anni. Puma e Adidas hanno recentemente firmato accordi per un valore complessivo di 140 milioni di dollari con McLaren e Audi.

Il segmento più prezioso resta la title sponsorship di team, che nel 2026 dovrebbe superare i 500 milioni di dollari complessivi. Mastercard, ad esempio, pagherebbe circa 100 milioni di dollari all’anno per il nuovo accordo con McLaren.

L’espansione negli Stati Uniti sta producendo effetti tangibili: la spesa da parte di aziende statunitensi è cresciuta del 68% dal 2023.

Come ha spiegato Adam Lewis, analista di Ampere Analysis: «Ampere prevede che le sponsorizzazioni in Formula 1 supereranno i 3 miliardi di dollari nel 2026, riflettendo sia l’ingresso di nuovi costruttori sia una solida pipeline di partnership in tutto il campionato. Le aziende tecnologiche restano centrali in questa crescita, con l’intelligenza artificiale che negli ultimi sei mesi è emersa rapidamente come nuova categoria di sponsorizzazione. L’espansione strategica della Formula 1 negli Stati Uniti si sta inoltre traducendo in ritorni commerciali tangibili, attirando sia settori consolidati sia nuovi entrant. Nel complesso, queste tendenze rafforzano la posizione della Formula 1 come piattaforma globale di sponsorizzazione matura ed estremamente efficace, con uno slancio evidente in vista della stagione 2026».

Title sponsor da 100 milioni e paddock più affollato di sempre

Come già analizzato da Sport e Finanza, la stagione 2026 rappresenta anche un punto di svolta sul fronte dei title deal.
L’accordo tra McLaren e Mastercard, da circa 100 milioni di dollari annui, ha riscritto gli standard del settore, superando le cifre della partnership Oracle-Red Bull.

Ferrari prosegue con HP su valori stimati tra 90 e 100 milioni annui, mentre Aston Martin è legata ad Aramco e Audi debutta con Revolut come title sponsor.

I numeri raccontano un paddock sempre più affollato: McLaren conta 53 sponsor, Ferrari 40, Alpine 35, Red Bull 34, Aston Martin 33 e Mercedes 27: mai così tanti brand presenti contemporaneamente sulle monoposto.

Dal 2018 al 2025 l’importo medio degli accordi di sponsorizzazione è cresciuto del 50%, superando i 5 milioni di dollari annui.
Il valore stimato dei media di sponsorizzazione nel 2025 ha raggiunto 800 milioni di dollari, superando NBA e altri sport globali.

La Formula 1 è oggi una macchina da soldi perfettamente oliata: audience globale da circa 70 milioni di spettatori per weekend, 6,7 milioni di presenze live nel 2025 e 19 gare su 24 sold out.

Crescono i ricavi, ma reggerà lo spettacolo?

Il paradosso resta però piuttosto evidente. Mentre il Circus macina record commerciali e attira sempre più sponsor – in valore assoluto e in densità nel paddock – sul piano tecnico si moltiplicano le perplessità.

Se le nuove monoposto dovessero trasformarsi in vetture da gestire più che da spingere, con piloti impegnati a ottimizzare batterie e parametri piuttosto che a sfidarsi ruota a ruota, la domanda di fondo resta aperta.

Per quanto tempo gli sponsor saranno disposti a investire miliardi in uno spettacolo che rischia di perdere adrenalina?

La Formula 1 è oggi la piattaforma di marketing sportivo più redditizia al mondo e questa è un’affermazione piuttosto fattuale.

Ma per far registrare numeri in costante crescita occorre che gli spettatori (sempre più) restino incollati allo schermo.
E per questo serve la vera essenza del motorsport.