Ci sono vittorie che si possono raccontare con le statistiche. E poi ci sono quelle che sfidano qualsiasi grammatica sportiva. Quella di Federica Brignone sull’Olympia delle Tofane appartiene alla seconda categoria. L’atleta valdostana ha conquistato la medaglia d’oro nel superG femminile dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, fermando il cronometro sull’1’23’41, tempo che nessuna delle avversarie è riuscita ad avvicinare.
Ma quanto vale questa vittoria?
I numeri dell’oro: 180mila euro dal CONI, 1.952 dal mercato
Sul piano economico, la prestazione di Brignone si traduce in un assegno di 180mila euro, garantito dal CONI ai propri atleti per la conquista di un oro olimpico. Il CIO, invece, coerentemente con la propria politica, non eroga premi in denaro ai vincitori: la medaglia resta il riconoscimento formale.
A questa cifra si sommeranno le clausole bonus previste dagli accordi con gli sponsor tecnici e commerciali, la cui entità non viene resa pubblica ma che per un’atleta del profilo di Brignone raggiunge verosimilmente somme significative.
Curiosamente, il valore intrinseco della medaglia stessa racconta una storia molto diversa. L’alloro olimpico è composto per la quasi totalità da argento – circa mezzo chilo – con soli sei grammi di oro puro a ricoprirne la superficie. Ai prezzi registrati oggi, giovedì 12 febbraio 2026 (137 euro al grammo per l’oro, 2.260 euro al chilogrammo per l’argento), il metallo contenuto nella medaglia varrebbe 822 euro per la quota aurea e 1.130 per quella argentea, per un totale di circa 1.952 euro.
Una cifra che fotografa il paradosso degli oggetti simbolici: il valore nominale non ha nulla a che vedere con quello percepito. Ma, del resto, chi la venderebbe.
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Da 3 aprile a oggi: la più lunga delle rimonte
Per comprendere appieno il peso di questa medaglia, occorre tornare al 3 aprile 2025, giorno in cui un referto medico sembrava chiudere anticipatamente una carriera già straordinaria. Invece, dieci mesi di riabilitazione silenziosa e testarda hanno trasformato quel referto in una premessa.
Il rientro in gara il 20 gennaio 2026 con il settimo posto nel gigante di Kronplatz, poi un superG sottotono a Crans Montana e una discesa poco brillante pochi giorni fa sulle nevi venete. La forma, però, cresceva. E oggi è esplosa nel momento più importante.
Paradossalmente, l’oro olimpico è arrivato proprio sulla pista dove meno di un anno prima della caduta Brignone aveva centrato un terzo posto in discesa e una vittoria in superG: un cerchio che si chiude con la potenza di un epilogo cinematografico.
La collezione olimpica si completa: storia di una leggenda
Con l’oro odierno, Federica Brignone completa una collezione olimpica che adesso recita: bronzo in gigante a PyeongChang 2018, argento in gigante e bronzo in combinata a Pechino 2022, oro in superG a Milano Cortina 2026. L’Inno di Mameli sul podio dei Giochi, che le mancava, è arrivato da portabandiera della delegazione italiana.
Alla carriera iridiana si aggiungono 2 ori (combinata 2023, gigante 2025) e 3 argenti mondiali, 2 Coppe del Mondo generali e 5 di specialità, per un totale di 37 successi in Coppa del Mondo.
