Ferrari chiude il 2025 sopra i target: ricavi a 7,1 miliardi, margini record e cassa oltre 1,5 miliardi

Il Cavallino archivia il 2025 con una crescita diffusa su ricavi e profittabilità, superando in anticipo gli obiettivi del piano. Cash flow industriale a 1,5 miliardi e indebitamento quasi azzerato mentre la guidance 2026 punta a 7,5 miliardi di ricavi e a un ulteriore rafforzamento dei margini.

Stabilimento Ferrari_Maranello
Performance finanziaria
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Ferrari chiude il 2025 con una performance finanziaria che conferma la solidità del modello di business e rafforza la traiettoria di crescita delineata negli ultimi anni. I ricavi netti si attestano a 7.146 milioni di euro, in aumento del 7% rispetto al 2024 (+8% a cambi costanti), mentre la redditività continua a migliorare grazie a un mix di prodotto sempre più ricco e variegato, che poggia le basi sul solido contributo delle personalizzazioni e sull’espansione delle attività racing e lifestyle.

«Nel 2025 Ferrari ha confermato la forza della propria strategia, attenta alla gestione dei volumi e focalizzata sul valore – ha dichiarato l’amministratore delegato Benedetto Vigna -. La nostra straordinaria performance finanziaria – con ricavi in crescita del 7% a oltre 7,1 miliardi, un margine dell’EBIT in aumento di 120 punti base al 29,5% e un flusso di cassa industriale superiore a 1,5 miliardi – è stata sostenuta dal mix di prodotto, dalle personalizzazioni e dalle sponsorizzazioni».

Ricavi in crescita e mix di prodotto sempre più premium

Nel dettaglio, i ricavi da Automobili e parti di ricambio superano i 6 miliardi di euro, in crescita di quasi il 5% su base annua. Come anticipato, il risultato è frutto sia dell’arricchimento del mix – con un maggiore contributo delle famiglie 12Cilindri e SF90 XX – sia dell’elevata domanda di personalizzazioni, elemento chiave della strategia di valore del gruppo.
Le consegne complessive si attestano a 13.640 unità, mantenute volutamente stabili per accompagnare il significativo cambio di modelli, destinato a proseguire anche nel 2026.

Forte accelerazione per le attività legate al marchio con i i ricavi da sponsorizzazioni, proventi commerciali e brand superano gli 800 milioni di euro, con un balzo del 22%, sostenuti sia dalle nuove sponsorizzazioni sia dal miglior posizionamento sportivo in Formula 1 nella stagione precedente. Positivo anche il contributo delle attività lifestyle, trainate da licenze, eventi ed esperienze dedicate ai clienti.

Margini in espansione e redditività ai massimi

Sul fronte della profittabilità, l’utile operativo raggiunge i 2.110 milioni di euro, in crescita del 12% rispetto al 2024, con un margine del 29,5%, in aumento di 120 punti base su base annua.

Un risultato che riflette l’arricchimento del mix di prodotto di cui sopra e il contributo positivo delle attività racing e lifestyle, solo in parte controbilanciati dall’incremento delle spese operative, di marketing e dagli investimenti in innovazione, in particolare nelle attività sportive e nello sviluppo dei nuovi modelli.

Anche l’EBITDA fa segnare un risultato positivo, attestandosi  a 2.772 milioni di euro, in aumento dell’8%, con un margine del 38,8%, a conferma della capacità di Ferrari di trasformare la crescita dei ricavi in una redditività strutturalmente elevata, anche in un contesto macroeconomico complesso e caratterizzato da tensioni geopolitiche, oscillazioni valutarie e incertezze sui dazi.

Utile netto, cassa e struttura finanziaria

L’utile netto del 2025 raggiunge 1,6 miliardi di euro, in crescita del 5%, mentre l’utile diluito per azione sale a 8,96 euro rispetto agli 8,46 euro del 2024. Il risultato beneficia anche di un’aliquota fiscale effettiva del 22,5%, che riflette i vantaggi del nuovo Patent Box, pur a fronte di un incremento degli oneri finanziari netti legato principalmente all’impatto dei cambi.

Particolarmente robusta la generazione di cassa: il free cash flow industriale supera 1,5 miliardi di euro, in crescita del 50%, nonostante investimenti per circa 950 milioni destinati allo sviluppo dei nuovi modelli, alla trasformazione digitale e al rafforzamento del brand.
L’indebitamento industriale netto al 31 dicembre 2025 si riduce ulteriormente fino a 32 milioni di euro, includendo una remunerazione complessiva agli azionisti – tra dividendi e buyback – superiore a 1,3 miliardi.

«La domanda di Ferrari continua a essere molto solida ed è gestita con rigore in ogni mercato, riflettendo il nostro modello di esclusività: il portafoglio ordini si estende verso la fine del 2027 –  ha aggiunto Vigna -. Rimaniamo fedeli alla nostra identità: orientati al futuro e riconoscibili per la nostra volontà di progresso».

La guidance 2026: ricavi a 7,5miliardi e margini più ampi

Alla luce dei risultati conseguiti, Ferrari guarda al 2026 con una guidance che punta a circa 7,5 miliardi di euro di ricavi e a un margine EBITDA del 39%, supportata da un significativo cambio di modelli, da un mix di prodotto sempre più sostenuto.

Se i numeri confermano la solidità industriale e finanziaria del gruppo, il 2026 si apre anche con un banco di prova simbolico e reputazionale: l’avvio del Mondiale di Formula 1 2026 fissato l’8 marzo con il GP inaugurale in Australia e che apre il nuovo ciclo tecnico.

In pista, la coppia Charles Leclerc–Lewis Hamilton è chiamata a dare risposte immediate – sia a loro stessi in quanto piloti, dopo un 2025 da dimenticare – sia a una tifoseria che attende un titolo mondiale da quasi vent’anni.
E lo stesso vale per il team principal Frédéric Vasseur, che nel 2025 ha congelato lo sviluppo della SF-25 per concentrare risorse sulla vettura 2026.

Il rischio, più che economico, è di immagine: in un momento in cui i risultati finanziari toccano livelli record, una stagione sportiva che non decollasse nel verso giusto potrebbe pesare sulla narrazione del brand, chiamato a dimostrare che l’eccellenza fuori dalla pista può – e deve – trovare conferma anche in gara.

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