Il secondo posto nel superG di Crans Montana ha riportato il sorriso sul volto di Sofia Goggia dopo un gennaio avaro di soddisfazioni e i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 che si avvicinano.
«Ho visto in pista un’ottima versione di me stessa», ha dichiarato la sciatrice bergamasca al Corriere della Sera, tirando un sospiro di sollievo dopo le difficoltà nelle discese di Altenmarkt e Tarvisio.
La pressione come motore
Per chi si chiama Sofia Goggia, convivere con le aspettative è parte integrante del mestiere.
«Dipende da come la vivi: o sei spronato a dare il massimo o rischi di finire schiacciato, – spiega con lucidità. – Il succo dello sport è la pressione: se non la reggi, ti travolge».
La fuoriclasse azzurra non nasconde però un certo fastidio per certi commenti: «Sentire frasi tipo “ecco, non vince più, che cosa le succede?” non fa piacere. Leggo il meno possibile notizie che mi riguardano: devo saper rimanere con le mie consapevolezze e tenere la barra al centro».
Cortina, amore e timore
L’appuntamento con i Giochi casalinghi si avvicina e l’emozione cresce. «In questo caso l’emozione nuova sarebbe vincere una medaglia sull’Olympia delle Tofane», confessa Goggia nel corso dell’intervista.
Lei, che con quella pista ha un rapporto fatto di amore ma anche di ricordi dolorosi.
«Parto dal presupposto che non mi tradirà, spero predomini il senso reciproco di amore, – afferma la sciatrice, che però non rimuove quanto accaduto prima di Pechino 2022: – Quando passo nel punto della caduta in superG qualche brivido lo provo».
Milano Cortina, i conti passano dai tornelli: l’equilibrio è legato all’affluenza
Strategia e obiettivi
Alla domanda se a Cortina punterà tutto sull’oro, la risposta è chiara: «Si deve dare sempre il massimo, per cui “all in”. Ma come ho detto prima, si deve accettare tutto: quindi allargo lo spettro e preciso che un altro podio, diverso dal più alto, andrà bene».
Otto anni dopo l’oro di Pyeongchang, Goggia fa un bilancio della sua carriera: «Campionessa olimpica, Coppe del Mondo di discesa conquistate, vittorie, cadute, infortuni, voglia di rialzarsi e di rivincere. Intimamente so che ho ancora tanto da dare».
Tra le rivali più temibili c’è il grande ritorno di Lindsey Vonn, che nonostante l’infortunio di Crans Montana punta a essere presente a Cortina.
«Lindsey non l’ho mai messa alle spalle, non l’ho pensato nemmeno dopo averla battuta ai Giochi 2018, – ammette Goggia. – Dopo i cinque anni di stop ha saputo bagnarmi il naso: però pure io so sorpassare».
La questione portabandiera
Sulla mancata nomina come alfiere azzurra, Goggia mostra equilibrio: «Ritengo legittimo che sia Federica a portare la bandiera: l’unica cosa che non capisco è che quel ruolo sia stato proposto sui giornali, senza che qualcuno me ne parlasse».
Quanto alle presunte compensazioni annunciate dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio, la sciatrice taglia corto: «Mai ricevuto una chiamata: tutti mi hanno chiesto lumi, ma non ne so nulla. Ribadisco che la bandiera più bella da alzare è quella dopo una gara vinta».
Sofia Goggia sarà una dei 109 atleti della FISI impegnati a Milano Cortina 2026, parte di una delegazione azzurra record di 196 atleti totali.