Milano Cortina, i conti passano dai tornelli: l’equilibrio è legato all’affluenza

Il bilancio economico consuntivo dei Giochi Invernali sarà legato alla presenza di pubblico nelle sedi di gara: gli enti territoriali chiamati a ripianare in caso di introiti inferiori alle attese.

Olimpiadi sponsor Veneto Roma candidatura Olimpiadi
i numeri dei giochi
Image credit: Depositphotos

Il pubblico fa da padrone. Per i Giochi Invernali di Milano Cortina sarà cruciale attendere i dati consuntivi dell’affluenza per determinare il risultato economico della rassegna a cinque cerchi, secondo un report diffuso da Standard & Poor’s.

Nel complesso, il costo dei Giochi è stimato tra 5,7 e 5,9 miliardi di euro, pari a circa lo 0,3% del PIL italiano previsto per il 2025, con la spesa pubblica complessiva che rappresenta circa il 63% del totale.

Il confronto con le altre edizioni

La quota principale del contributo pubblico – circa il 92% tra investimenti e costi operativi pubblici – è sostenuta dal governo centrale. Le tre regioni ospitanti contribuiscono per circa il 7,6% degli investimenti pubblici, mentre l’apporto diretto dei comuni è marginale.

Il capitolo più rilevante è quello delle infrastrutture che, in molti casi, sarebbero comunque state necessarie nel medio periodo, e che saranno completate in un orizzonte temporale significativamente più ampio  rispetto alla scadenza olimpica.

Facendo un paragone con altre edizioni recenti dei Giochi Invernali, Milano Cortina risulta meno costosa di Sochi e Pechino, ma più onerosa alla maggior parte delle Olimpiadi invernali degli ultimi vent’anni.

L’incremento dei costi

La candidatura del 2019 si fondava sull’utilizzo di infrastrutture sportive già esistenti e su un fabbisogno di nuovi investimenti relativamente limitato, proposito a cui è stata tenuta fede solo in parte.

Rispetto alle stime iniziali, i costi sono aumentati in seguito allo shock inflattivo del 2022-2023 – anche in relazione all’invasione russa dell’Ucraina – e all’inclusione di ulteriori progetti infrastrutturali. 

Una quota rilevante degli investimenti è stata infatti definita dopo l’assegnazione dei Giochi e non riguarda direttamente gli impianti sportivi. Circa 2,7 miliardi di euro (66% del totale) sono destinati a interventi su ferrovie, strade e sistemi di trasporto locale.

Le strutture olimpiche

Per le sedi di gara è stata data priorità a ristrutturazioni, adeguamenti e miglioramenti dell’accessibilità in strutture già esistenti. Gli investimenti sugli impianti olimpici rappresentano circa il 34% della spesa in conto capitale, per 1,4 miliardi di euro.

Tra i progetti principali figurano la quasi completa ricostruzione della pista di bob e slittino Eugenio Monti a Cortina (circa 132 milioni) e gli interventi sul trampolino e sul villaggio olimpico di Predazzo (circa 92 milioni). 

Le gare di pattinaggio di velocità si svolgeranno presso il centro espositivo di Fiera Milano, soluzione meno costosa e impattante rispetto alla costruzione di un nuovo impianto dedicato.

Tra i nuovi siti, spiccano il villaggio olimpico di Milano (circa 140 milioni), che sarà successivamente riconvertito in residenze per studenti, mentre la nuova Arena Santa Giulia (circa 250 milioni), destinata all’hockey su ghiaccio, sarà utilizzata dopo i Giochi per concerti ed eventi.

Il budget del comitato organizzatore

Sul fronte delle spese operative stanziate, la maggior parte degli oneri fa capo al comitato organizzatore, la Fondazione Milano Cortina 2026, che ha diramato un budget aggiornato di circa 1,7 miliardi di euro.

Al di fuori del bilancio del comitato organizzatore, il governo ha autorizzato circa 200 milioni di euro aggiuntivi legati a spese accessorie e destinati in particolare a promozione turistica, sicurezza e logistica.

Permane tuttavia un margine di incertezza: eventuali sforamenti dei costi operativi restano possibili e la loro copertura dipenderà in larga misura dall’affluenza effettiva. Le stime degli organizzatori indicano circa due milioni di spettatori, un dato superiore a Torino 2006. 

Un altro fattore che può incidere è la complessità organizzativa: le gare saranno distribuite tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, con sedi distanti tra loro e fabbisogni logistici significativi. 

Le garanzie fornite dagli enti territoriali

Sul fronte dei ricavi, quasi il 60% delle entrate previste deriva dai contributi del CIO – in particolare diritti televisivi e programmi di sponsorizzazione – mentre il resto dipende da biglietteria, merchandising e altre fonti commerciali.

I membri fondatori della Fondazione Milano Cortina – Milano, Cortina d’Ampezzo, Lombardia, Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano – garantiscono eventuali perdite del comitato organizzatore, ad esempio in caso di ricavi inferiori alle attese.

Regione Lombardia e il Comune di Milano hanno accantonato circa 113 milioni di euro ciascuna a questo scopo: una quota pari a circa il 3% delle entrate operative del Comune e meno dello 0,5% di quelle regionali.