Brignone, uno slalom da gigante: sesta al suo rientro in Coppa del Mondo

Federica Brignone chiude sesta nel gigante di Plan de Corones al rientro in Coppa del Mondo dopo 292 giorni dall’infortunio. La campionessa azzurra guarda già a Milano Cortina 2026 dove sarà portabandiera.

Brignone
Direzione Milano Cortina 2026
Image Credits: CONI

Col pettorale numero 13, forse il suo nuovo talismano, Federica Brignone ha scritto una pagina memorabile dello sci alpino italiano. Il suo rientro in Coppa del Mondo nel gigante di Kronplatz si è trasformato in un’impresa sportiva che va oltre ogni aspettativa: sesta posizione finale, con un recupero nella seconda manche che ha conquistato pubblico e addetti ai lavori.

Sono passati 292 giorni dal drammatico 3 aprile 2025, quando agli Assoluti in Val di Fassa un incidente le provocò una frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, con rottura del crociato anteriore. Un infortunio che avrebbe potuto chiudere definitivamente una carriera straordinaria.

Il coraggio di tornare

«Qual è stata la cosa più difficile di questi mesi? Non avere dei tempi, non avere una deadline, non avere la sicurezza nemmeno di un’esistenza normale. Ma ora tutto mi pare più facile», aveva dichiarato la campionessa valdostana alla vigilia della gara al Corriere della Sera.

La pista Erta di Plan de Corones, considerata la più difficile del calendario femminile di gigante, rappresentava un banco di prova severo per verificare le condizioni fisiche e mentali.

Settima dopo la prima manche, Brignone ha guadagnato una posizione nella seconda discesa, chiudendo davanti a gran parte delle specialiste della disciplina.

Il lavoro mentale fa la differenza

Il segreto di questo miracolo sportivo risiede anche nella preparazione psicologica.

«Negli ultimi anni ho puntato moltissimo sul piano mentale, – ha spiegato l’atleta al Corriere della Sera. – Ho lavorato qualche volta con Beppe Vercelli, ma soprattutto con me stessa. Ho usato anche l’ipnosi e la meditazione. Per fortuna ho fatto tutto questo: la Federica di un tempo non avrebbe avuto la solidità per essere qui».

Il dolore fisico è stato una presenza costante, anche nella vita normale, ma la determinazione ha prevalso su tutto. «Preferisco vivere e fallire piuttosto che non vivere per paura», la filosofia che guida Brignone in questa seconda fase della carriera.

Guardando a Milano Cortina 2026

All’arrivo, l’emozione era palpabile. «Sono felice, davvero felice. Non avevo neanche pensato al risultato, era già tanto riuscire a gestire le emozioni del rientro, – ha dichiarato ai microfoni Rai. C’è una nota autocritica: – Mi manca un po’ osare, faccio due o tre curve e poi ne freno una. Sicuramente mi manca ancora quella fiducia lì».

Il programma immediato prevede allenamenti a Cortina per testare le discipline di velocità, dove la campionessa ha confermato che la vedremo alle Olimpiadi di casa. Per il gigante, specialità che le procura maggior dolore fisico, la decisione verrà presa più avanti.

Brignone sarà comunque portabandiera della delegazione azzurra a Milano Cortina 2026. «Se mi sentirò di fare altre gare le farò. Idem per le Olimpiadi. Se sto bene sicuramente voglio fare le gare, sono qui per questo», ha affermato con la determinazione che l’ha sempre contraddistinta.

La vittoria della giornata è andata all’austriaca Julia Scheib, autrice di una fantastica rimonta dal terzo al primo posto. Ma il vero trionfo a Plan de Corones porta la firma di chi ha avuto il coraggio di tornare, dimostrando che «non devo dimostrare nulla a nessuno», se non a se stessa.