La stagione 2026 della Formula 1 si apre con una coreografia consolidata: undici team, undici date, undici eventi di presentazione per catturare l’attenzione globale. Ma dietro gli eventi patinati e le livree scintillanti si muovono dinamiche commerciali che trasformano ogni presentazione in un’operazione finanziaria dal valore di milioni di dollari.
Red Bull e Racing Bulls hanno inaugurato la stagione delle presentazioni il 15 gennaio a Detroit, scegliendo non casualmente la Motor City per celebrare la partnership con Ford. Il blu del costruttore americano domina le nuove livree, segnando visivamente un’alleanza che va oltre la fornitura di powertrain. “Il 2026 segna l’inizio di una nuova era“, ha dichiarato il team principal Laurent Mekies.
Il calendario
Haas continua la serie di presentazioni il 19 gennaio, rafforzando la partnership con Toyota già evidenziata nel cambio di denominazione. Audi, il 20 gennaio, capitalizza l’attesa generata dallo shakedown a Barcellona. Mercedes aspetta il 22 gennaio per svelare la W17.
Il 23 gennaio rappresenta il momento clou, soprattutto per noi italiani. Ferrari presenta la SF-26 a Maranello, mentre Alpine svela la sua prima monoposto equipaggiata con motore Mercedes. Williams opta per il 3 febbraio, forte dei risultati della stagione precedente che hanno portato due podi e il quinto posto costruttori.
Ma è l’8 febbraio la data che racchiude il significato più profondo di questa trasformazione: Cadillac inaugura ufficialmente la sua avventura in Formula 1, segnando il ritorno di Sergio Perez e Valtteri Bottas. E lo farà nel corso dell’evento sportivo per eccellenza, identità statunitense per eccellenza: il SuperBowl. Ma lo vedremo nel dettaglio in seguito.
Il giorno successivo, 9 febbraio, Aston Martin e McLaren chiudono il valzer delle presentazioni, con la AMR26 firmata Adrian Newey tra le vetture più attese.
Calendario presentazioni F1 2026
- Red Bull – 15 gennaio (livrea)
- Racing Bulls – 15 gennaio (livrea)
- Haas – 19 gennaio
- Audi – 20 gennaio (livrea)
- Mercedes – 22 gennaio
- Ferrari – 23 gennaio
- Alpine – 23 gennaio
- Williams – 3 febbraio (livrea)
- Cadillac – 8 febbraio
- Aston Martin – 9 febbraio
- McLaren – 9 febbraio
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Il Super Bowl e la rivoluzione Cadillac
La scelta di Cadillac di svelare la livrea durante il Super Bowl LIX rappresenta una svolta nel marketing motoristico. Con 128 milioni di spettatori registrati nell’edizione 2025, il Super Bowl offre una visibilità irraggiungibile per qualsiasi evento di Formula 1, inclusi i Gran Premi americani.
Non si tratta di semplice esposizione mediatica. Cadillac trasforma la presentazione in dichiarazione identitaria, ancorando emotivamente il brand al pubblico statunitense e aprendo la Formula 1 a milioni di “curiosi” che ancora non seguono lo sport.
In un mercato dove gli spot da 30 secondi valgono 8 milioni di dollari, posizionare l’intera presentazione in questo contesto diventa un investimento strategico che eleva l’auto da macchina da corsa a simbolo culturale.
Modelli di presentazione, tre filosofie aziendali
Gli eventi incarnano il carattere del brand. Quelli di Red Bull e VCARB sono spesso rumorosi, audaci, festosi, adrenalinici. Mercedes e Aston Martin preferiscono atmosfere corporate raffinate, con Toto Wolff e Lawrence Stroll che si rivolgono agli ospiti come in pitch aziendali. Ferrari si colloca nel mezzo, invitando selezionati tifosi VIP a Maranello in un equilibrio tra esclusività e coinvolgimento.
Con Audi e Cadillac nuovi protagonisti, il panorama si arricchisce. Audi sembra orientata verso il lato corporate, mentre Cadillac punta sull’intrattenimento per il pubblico americano, confermando approcci che riflettono le diverse culture aziendali e obiettivi di mercato.
L’esperimento F1 75 Live: successo o azzardo?
L’evento londinese del 2025, pensato per celebrare il 75° anniversario della Formula 1, ha rappresentato un punto di svolta. Con un costo stimato tra 8 e 10 milioni di dollari per la FOM, più 500.000-1 milione per ciascun team, l’iniziativa ha sollevato interrogativi sulla sostenibilità economica.
L’evento ha oscillato tra due identità: da un lato la celebrazione in stile Golden Globes con momenti televisivi virali, dall’altro una presentazione stagionale per i fan. Il risultato è stato un mix di 80% intrattenimento e 20% Formula 1 vera, dove ogni squadra ha cercato di surclassare le rivali in termini di spettacolarizzazione.
Tuttavia, ha dimostrato potenziale. I partner globali come LVMH, Condé Nast e Qatar Airways hanno ottenuto visibilità enorme senza aumentare gli investimenti, assicurandosi un posto nella narrativa dello sport. Il rischio, però, rimane: una presenza eccessivamente aggressiva degli sponsor potrebbe alienare parte della fanbase tradizionale ed esacerbare le disparità economiche percepite.
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Il futuro delle presentazioni: contenuto o contenitore?
La Formula 1 si trova di fronte a una scelta cruciale. Le presentazioni possono evolversi in momenti di vera sostanza tecnica e sportiva, con conferenze stampa collettive, panel con tutti i piloti e dichiarazioni sullo stato dello sport da parte di Stefano Domenicali. Oppure possono consolidarsi come produzioni entertainment-first, dove la narrativa del brand prevale sulla vettura stessa.
La storia insegna che lo spettacolo non è nuovo: nel 1997 McLaren presentò la livrea West con Spice Girls e Jamiroquai davanti a cinquemila persone.
Ma l’equilibrio tra sport ed entertainment è oggi più delicato, con puristi e nuovi fan in costante tensione dialettica.
Ciò che emerge con chiarezza è che la Formula 1 ha creato un flusso di entrate completamente nuovo attraverso questi eventi. La sfida sarà trovare modelli commerciali sostenibili che mantengano basso il prezzo dei biglietti per i fan, soddisfino le ambizioni dei partner globali e preservino l’identità sportiva che rimane il fondamento di tutto.
Nel frattempo, mentre i team svelano livree e alimentano aspettative, il vero test arriverà in pista: dal 26 al 30 gennaio i test privati di Barcellona, seguiti dalle sessioni ufficiali in Bahrain. Lì, finalmente, le promesse dovranno trasformarsi in decimi di secondo.