La Milano Santagiulia Ice Hockey Arena ha superato il test decisivo. Nel weekend appena concluso, l’impianto progettato dall’archistar David Chipperfield ha ospitato le finali di Coppa Italia e Serie A di hockey su ghiaccio, registrando numeri significativi: 22.500 biglietti venduti per le sette partite e circa 30.000 accessi complessivi, considerando gli accrediti della Fondazione Milano Cortina.
Un successo organizzativo che arriva dopo mesi di tensione e incertezza.
«Quello che vedo personalmente è una conca di posti a sedere straordinaria, – ha dichiarato domenica Christophe Dubi, Direttore Esecutivo dei Giochi Olimpici del CIO. – L’ultima volta che ci sono venuto è stato prima di Natale, e questa è radicalmente diversa. Quindi, tanti progressi».
Il nodo della qualità del ghiaccio
La preoccupazione principale riguardava la qualità della superficie ghiacciata, fondamentale per il ritorno della NHL alle Olimpiadi dopo dodici anni di assenza. Il vice commissario della lega nordamericana Bill Daly aveva chiarito che non avrebbe inviato i suoi giocatori in presenza di problemi di sicurezza.
L’evento di prova ha dissipato i dubbi. «Sappiamo quanto sia difficile avere un ghiaccio di alta qualità per la terza partita del terzo tempo, – ha spiegato il presidente dell’IIHF Luc Tardif nel corso della kermesse. – Ieri è stato un buon test perché è stato fantastico, il disco scivolava, non si muoveva».
Decisivo l’apporto di Don Moffatt, maestro del ghiaccio alla sua sesta Olimpiade e collaboratore dei Colorado Avalanche, insieme a tre esperti della NHL inviati per valutare l’impianto.
Un cantiere da 270 milioni
Il percorso verso l’inaugurazione olimpica è stato però tutt’altro che lineare. L’arena, di proprietà del colosso tedesco dell’intrattenimento Eventim (che opera in Italia attraverso TicketOne), ha visto il budget lievitare sensibilmente. Come riporta Il Sole 24 Ore, dai 180 milioni di euro iniziali stimati per un’arena da 16.000 posti, i costi sono saliti di circa 90 milioni a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime.
Il finanziamento pubblico è intervenuto con forza: ai 21 milioni del Decreto Sport di agosto si sono aggiunti i 30 milioni del decreto “Anticipi” di novembre, stanziati da Governo, Regione Lombardia e Comune di Milano.
«Sapevamo da tempo che questo sarebbe stato uno dei luoghi più impegnativi, perché la costruzione è iniziata in una fase successiva, – ha ammesso Andrea Varnier, CEO di Milano Cortina 2026, nella giornata di ieri. – C’è ancora molto lavoro da fare, ma abbiamo una squadra enorme e domani mattina ripartiremo a pieno ritmo per assicurarci che la sede sia pronta per i Giochi».
Dubi è stato ancora più esplicito quando gli è stato chiesto se alcuni lavori non sarebbero stati completati in tempo: «Mi aspetto che ci siano diverse aree in cui la vernice potrebbe non essere completamente asciutta, ma nulla che impedisca a chiunque di lavorare o di godersi l’esperienza».
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La protesta dei tifosi milanesi
All’entusiasmo per l’evento si è affiancata la protesta dei tifosi milanesi, presenti all’arena per manifestare contro l’assenza di strutture adeguate dopo il ritiro nel 2022 dell’Hockey Club Milano Bears. Una contestazione che evidenzia il paradosso: dopo le Olimpiadi, l’arena sarà destinata ad altri usi, lasciando Milano senza un impianto di alto livello per l’hockey.
«A conti fatti il resoconto di questo evento non può che essere estremamente positivo, – ha commentato il presidente della FISG Andrea Gios. – Questa tre giorni ha dimostrato quanta passione ci sia in Italia per l’hockey su ghiaccio e soprattutto a Milano, speriamo quindi che ciò possa essere di buon auspicio per risolvere le problematiche del capoluogo lombardo relative all’assenza di un impianto dedicato».
Il valore olimpico della NHL
Il ritorno della NHL alle Olimpiadi rappresenta un affare colossale. Per la probabile finale tra USA e Canada del 22 febbraio, il tariffario prevede biglietti anche sopra i 10.000 dollari. La lega nordamericana ha accettato di fermare la stagione dopo l’ultima partita del 5 febbraio tra Los Angeles Kings e Vegas Golden Knights, nonostante una stagione 2024/25 da record: oltre 23 milioni di spettatori, un tasso di riempimento delle arene del 97% e un’audience televisiva media di 504.000 spettatori per partita.
I numeri finanziari della NHL sono impressionanti: proventi totali saliti a 7 miliardi di dollari, ricavi medi per squadra aumentati del 9% a 243 milioni, e un valore medio delle franchigie di 2,1 miliardi con un aumento del 15-17% annuo, secondo Forbes e Sportico. L’accordo tv con Rogers Communications, esteso lo scorso anno per 12 anni a 7,7 miliardi di dollari, testimonia la forza commerciale della lega.
«Ogni federazione internazionale vuole i migliori giocatori in questa competizione, – ha dichiarato Tardif, manifestando ottimismo anche per i futuri Giochi: – È importante avere anche a Salt Lake City il quadro di questo accordo per il 2030 e il 2034. Non riesco a immaginare che non possa continuare».
Il torneo olimpico femminile prenderà il via il 5 febbraio con Italia-Francia, mentre quello maschile inizierà l’11 febbraio con Italia-Svezia. Dal 7 al 15 marzo seguiranno le sfide di Para ice hockey. La copertura mediatica dell’evento di prova è stata significativa: 150 rappresentanti dei media internazionali e 770.749 visualizzazioni sulla pagina Instagram di Italia Hockey tra il 9 e l’11 gennaio.
Ora manca solo l’ultimo miglio: completare i lavori esterni, ancora in versione cantiere, e ultimare le opere accessorie per la viabilità, che saranno finite dopo l’evento olimpico. Ma la strada sembra tracciata: Milano è pronta ad accogliere le stelle del ghiaccio mondiale.