Anta Sports completa l’acquisto di Puma: con il 29,06% diventa primo azionista

Chiusa l’operazione con la holding Artémis della famiglia Pinault. Il gruppo tedesco ribadisce la propria indipendenza, mentre i conti restano in sofferenza.

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operazione per 1,5 miliardi
Image Credits: Christoph Maderer - Puma

Puma ha un nuovo azionista di maggioranza. Anta Sports ha completato l’acquisizione della partecipazione del 29,06% detenuta da Artémis, la holding della famiglia Pinault, diventando così il primo socio del gruppo di Herzogenaurach. L’annuncio è stato diffuso dalla stessa Puma attraverso un post su LinkedIn, nel quale l’operazione viene definita «un nuovo capitolo» per l’azienda.

L’accordo era stato raggiunto a gennaio. Anta aveva proposto 35 euro per azione in contanti, per un controvalore complessivo di circa 1,5 miliardi di euro (1,79 miliardi di dollari), prezzo rappresentava un premio del 62% rispetto alle quotazioni di poco superiori ai 21 euro registrate il lunedì precedente all’annuncio. Il gruppo cinese ha utilizzato le proprie riserve di liquidità.

Con una quota del 29,06% rimane al di sotto della soglia del 30% che in Germania fa scattare l’obbligo di un’offerta pubblica di acquisto e ha già comunicato di non avere intenzione di lanciarla.

L’autorizzazione decisiva è arrivata l’11 settembre, quando l’autorità cinese garante della concorrenza ha approvato l’operazione senza imporre condizioni. Quando la prima offerta formale è stata resa pubblica, il 9 gennaio, il titolo aveva guadagnato fino al 9% alla Borsa di Francoforte, raggiungendo livelli che non si registravano da maggio 2015, ma ancora distanti dai massimi storici.

L’indipendenza di Puma

Il messaggio trasmesso da entrambe le parti è all’insegna della continuità. Il presidente di Anta Sports, Ding Shizhong, aveva spiegato che le quotazioni degli ultimi mesi non rispecchiavano il potenziale di lungo periodo del marchio e ha confermato la fiducia nel management e nella strategia aziendale. Anta punta a ottenere una rappresentanza adeguata nel consiglio di sorveglianza e a preservare l’autonomia della governance di una società quotata in Germania.

«Puma ha costruito uno dei marchi sportivi più riconosciuti al mondo, con una ricca tradizione, una solida credibilità nel mondo dello sport, una presenza globale, innovazioni all’avanguardia e partner di alto livello. Diamo il benvenuto ad Anta Sports come maggiore azionista di Puma, e consideriamo il suo impegno a lungo termine come una forte dimostrazione di fiducia nella nostra strategia, nel nostro team di gestione e nel nostro futuro, – ha dichiarato a tale proposito Arthur Hoeld, CEO di Puma, accennando al voler – costruire una partnership proficua ed esplorare le aree in cui i nostri rispettivi punti di forza possono creare valore sostenibile per Puma e i suoi azionisti, nel nostro percorso per diventare uno dei 3 principali marchi sportivi a livello globale».

La presidente del consiglio di sorveglianza, Héloïse Temple-Boyer, ha accolto con favore l’ingresso di Anta, mentre Hoeld ha ringraziato Artémis per il rapporto costruttivo sviluppato negli anni.

Due bilanci a confronto

I dati mostrano percorsi opposti. Nel 2025 Anta ha superato per la prima volta gli 80 miliardi di yuan di ricavi, pari a circa 10 miliardi di euro, registrando una crescita del 13,3%. Il gruppo di Jinjiang, che controlla anche Fila e Descente ed è il primo socio di Amer Sports, si conferma il terzo operatore mondiale dell’articolo sportivo alle spalle di Nike e Adidas, con un distacco significativo rispetto ai concorrenti cinesi come Li-Ning.

Puma ha invece concluso lo stesso esercizio con ricavi pari a 7,3 miliardi di euro, in diminuzione dell’8,1% a cambi costanti e del 13,1% a cambi correnti, soprattutto a causa della riorganizzazione in corso. Il margine lordo è sceso di 260 punti base, al 45%, risentendo delle promozioni sul canale all’ingrosso, degli accantonamenti sulle scorte, della semplificazione dell’offerta, della distribuzione e dell’effetto cambi. Per il 2026 la società stima vendite in calo tra il 5% e il 10% a cambi costanti, un risultato operativo negativo compreso tra 50 e 150 milioni di euro e investimenti per circa 200 milioni.

Hoeld è alla guida del gruppo dall’aprile 2025 e ha avviato un piano che prevede riduzioni del personale, un potenziamento del prodotto e una revisione delle attività di marketing. Nel terzo trimestre dell’esercizio 2025 le vendite avevano registrato una contrazione del 10,4%.

Il quadro degli azionisti

Quella di Anta non era l’unica espressione di interesse. Già a settembre 2025, quando si ipotizzava una possibile cessione della partecipazione di Artémis, avevano manifestato interesse Adidas e il fondo CVC, oltre ad Authentic Brands, la società di Jamie Salter che si occupa del rilancio di marchi in difficoltà come Reebok. Per i Pinault, principali azionisti di Kering, la cessione contribuisce a rafforzare il bilancio, come rilevato da UBS.

A marzo, nel frattempo, Frasers, il gruppo britannico del miliardario Mike Ashley, era diventato il secondo azionista di Puma dopo aver acquisito una partecipazione vicina al 6%. Puma, che impiega circa 20mila persone e distribuisce i propri prodotti in oltre 120 Paesi, controlla anche Cobra Golf e Stichd.