Alpes 2030, sedi definite: ghiaccio a Lione, sci a Courchevel e Val d'Isère

Il CIO conferma il quadro definitivo delle sedi di Alpes 2030: gli sport del ghiaccio si spostano a Lione dopo il no di Nizza, mentre lo sci alpino sarà diviso tra Courchevel e Val d’Isère.

Olimpiadi 2030 budget
e governance in bilico
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Il quadro delle sedi per le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Alpes 2030 è ormai definito. A Lione, durante la riunione della Commissione di coordinamento del Comitato Olimpico Internazionale, è arrivata la conferma definitiva attesa da mesi: gli sport del ghiaccio si disputeranno nell’area metropolitana della città, mentre lo sci alpino sarà distribuito tra Courchevel, scelta per le gare di velocità, e Val d’Isère, che ospiterà le discipline tecniche.

La base della decisione è di natura economica e politica. Lo spostamento del polo del ghiaccio, formalizzato dal Comitato esecutivo del CIO lo scorso giugno, è stato determinato dalla decisione del neoeletto sindaco di Nizza, Eric Ciotti, leader dell’Union des droites pour la République, di negare l’utilizzo dell’Allianz Riviera, lo stadio della squadra di calcio cittadina, per allestire una pista temporanea destinata al torneo maschile di hockey.

Le sedi dei Giochi 2030

Il comitato organizzatore ha così dovuto rivedere rapidamente la configurazione dei Giochi.

A Lione, quindi, l’hockey sarà ospitato dalla storica Halle Tony Garnier e dalla LDLC Arena di Décines-Charpieu. Quest’ultima accoglierà le fasi finali dei tornei maschile e femminile, grazie alla maggiore capienza, ed è già stata individuata come sede dei Mondiali di hockey su ghiaccio del 2028.

A Eurexpo, a Chassieu, si svolgeranno invece curling, pattinaggio artistico e short track, oltre alle attività del principale centro media dei Giochi e, per le Paralimpiadi, le gare di para-hockey e curling in carrozzina. Al termine della manifestazione, però, Lione non avrà un nuovo impianto permanente per gli sport del ghiaccio: non è infatti prevista la costruzione di un palaghiaccio, nonostante il crescente interesse dei giovani verso queste discipline.

Per quanto riguarda lo sci alpino, Courchevel sarà teatro delle gare di discesa libera, super-G e delle prove a squadre combinate maschili e femminili. A Val d’Isère si terranno invece slalom gigante e slalom speciale. Le atlete gareggeranno sulla pista della Joseray, con arrivo comune ai piedi della Face de Bellevarde, sede delle competizioni maschili.

Resta confermato anche il villaggio olimpico dell’area lionese, a Oullins-Pierre-Bénite, che disporrà di 1.650 posti letto.

Il pattinaggio di velocità su pista rimarrà invece fuori dalla Francia: le gare si svolgeranno nei Paesi Bassi, sull’anello di ghiaccio di Heerenveen, prevalsi su Torino. La scelta di non realizzare un impianto dedicato era già stata compiuta dalla Francia al momento della candidatura.

L’aspetto economico della scelta

Un rapporto dell’Ispettorato generale pubblicato nella primavera del 2025 stimava che, nel progetto originario con Nizza, le competizioni sul ghiaccio avrebbero rappresentato circa il 60% delle entrate complessive previste per i Giochi, comprese le cerimonie. Il solo hockey avrebbe inciso per quasi un terzo dei ricavi nazionali attesi.

Dati che chiariscono il peso degli sport del ghiaccio sulla biglietteria della manifestazione, ruolo comunque destinato a rimanere centrale anche con il trasferimento a Lione.

Il cambio di sede ha tuttavia avuto ricadute favorevoli sul fronte dei costi. Le prime valutazioni indicano un risparmio di circa 100 milioni di euro rispetto al progetto previsto a Nizza, che comprendeva la realizzazione di un nuovo palazzetto polifunzionale dal costo di 186 milioni. La città sede degli sport su ghiaccio sfrutta infatti strutture già esistenti.

La governance del progetto

La conclusione del piano delle sedi arriva mentre il progetto attraversa una fase complessa sul piano della governance. Lunedì Vincent Roberti, ex prefetto, è stato nominato presidente e amministratore delegato ad interim del comitato organizzatore, dopo le dimissioni di Edgar Grospiron, campione olimpico di gobbe nel 1992.

Grospiron ha lasciato l’incarico a diciotto mesi dalla nomina, in seguito alle tensioni emerse sulla gestione dei Giochi. In precedenza aveva rassegnato le dimissioni anche l’ex direttore generale Cyril Linette, che all’inizio dell’anno aveva descritto le divergenze interne come insormontabili.

Il presidente della Commissione di coordinamento, Pierre-Olivier Beckers-Vieujant, ha comunque dichiarato che la delegazione lascia Lione rassicurata dai progressi raggiunti e fiduciosa nella struttura del progetto, definendo solide le fondamenta di Alpes 2030.

Una valutazione condivisa da Christophe Dubi, direttore esecutivo dei Giochi Olimpici del CIO, che ha chiesto di evitare che tensioni di carattere personale si trasformino in una controversia pubblica, sottolineando allo stesso tempo la necessità di trovare rapidamente un successore definitivo alla guida del comitato.

Cantieri e prossimi passi

Resta elevata, intanto, la pressione sul piano operativo. Damien Robert, presidente di Solideo, l’ente responsabile della realizzazione delle infrastrutture olimpiche, ha spiegato che il progetto non registra al momento ritardi, ma non dispone più di margini temporali. La maggior parte degli investimenti e dei cantieri dovrà infatti concentrarsi tra l’inizio del 2027 e la metà del 2029, in aree caratterizzate da una disoccupazione ormai prossima allo zero, dove la disponibilità di lavoratori e materiali potrebbe diventare un fattore critico.

Con la definizione delle sedi ormai archiviata, il comitato organizzatore si prepara alla fase successiva. I prossimi passaggi riguardano la definizione del calendario delle competizioni, l’apertura della vendita dei biglietti e l’ingresso di nuovi sponsor, dopo il primo accordo nazionale già annunciato.

Parte inoltre il ciclo di incontri territoriali Rencontres Alpes 2030 e viene lanciato il programma di sostenibilità Terre de Jeux 2030, ispirato all’iniziativa di Parigi 2024. Sullo sfondo, prende forma anche la pianificazione operativa delle cerimonie di apertura e chiusura.