Bastano 40 centimetri quadrati per riscrivere i libri dei record. Dalla stagione 2026-27, il logo di IREN campeggerà sulla maglia dei Golden State Warriors, sancendo quello che è già stato definito il contratto di sponsorizzazione più ricco nella storia degli sport professionistici nordamericani: oltre 50 milioni di dollari all’anno, per una partnership pluriennale che coinvolge l’intera galassia Golden State.
La società australiana, fondata nel 2018 dai fratelli Daniel e Will Roberts come azienda di mining Bitcoin, poi convertita in fornitore di infrastrutture cloud per l’intelligenza artificiale, ha bruciato la concorrenza aggiudicandosi lo spazio più visibile e ambito del basket americano.
Una piccola patch, 2,5 pollici per 2,5 pollici, sul petto di Stephen Curry vale evidentemente quanto l’intera campagna marketing di molte multinazionali.
Patch da record
La partnership è pluriennale e abbraccia l’intera galassia Warriors: il logo Iren comparirà sulle divise da riscaldamento delle Golden State Valkyries nella WNBA, sulle maglie dei Santa Cruz Warriors in G League e avrà visibilità diffusa dentro il Chase Center. Ma il centro di gravità del contratto rimane quella piccola patch 2,5 pollici per 2,5 cucita sul lato sinistro della canotta che ogni sera milioni di persone vedono in campo e in televisione.
Portare il proprio marchio sulla maglia più preziosa della NBA significa acquistare visibilità in uno dei contesti sportivi più redditizi al mondo.
I Warriors guidano le valutazioni di Sportico per il quinto anno consecutivo a quota 11,33 miliardi di dollari, superati a livello globale soltanto dai Dallas Cowboys. Inoltre, i loro ricavi da sponsorizzazione sono quasi doppi rispetto a qualsiasi altra franchigia della lega, un primato che questo accordo contribuirà ulteriormente a consolidare.
I numeri di Iren
Dal punto di vista finanziario, IREN arriva a questo appuntamento con il vento in poppa. Iren nasce nel 2018, fondata dai fratelli Daniel e Will Roberts come azienda di mining di Bitcoin. Con l’esplosione dell’intelligenza artificiale, la società ha convertito progressivamente il proprio business verso i data center dedicati all’AI, con impianti operativi in Canada e Texas.
Il salto di scala è arrivato in rapida successione: prima un contratto quinquennale da 9,7 miliardi di dollari con Microsoft per servizi cloud AI, poi un accordo con Nvidia per accelerare lo sviluppo di grandi infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale. La capitalizzazione di mercato si attesta oggi attorno ai 18 miliardi di dollari, dopo che le azioni quotate al Nasdaq avevano segnato un +1.200% in sei mesi durante il picco del boom AI.
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Acccordo tra tecnologia e comunità
L’accordo non si esaurisce nel logo cucito sulla canotta. Warriors e Iren finanzieranno programmi educativi dedicati all’AI e alle materie STEAM, riqualificheranno campi da basket pubblici nella Bay Area e distribuiranno ogni anno 10.000 maglie ai giovani delle comunità svantaggiate.
Iniziative che il Chief Commercial Officer Mike Kitts ha inquadrato in una visione precisa: trovare un partner che condividesse un’idea di futuro coerente con quella della franchigia.
Il mercato delle sponsorizzazioni NBA: una curva che sale da anni
Il contesto in cui si inserisce questa operazione racconta di un settore in piena accelerazione.
Secondo l’NBA Sponsorship Intelligence Report di SponsorUnited, i ricavi da sponsorizzazioni dei team nella stagione 2025/26 hanno raggiunto 1,8 miliardi di dollari, con un incremento dell’11,1% rispetto all’anno precedente. Il prezzo medio delle partnership si attesta ormai a 731mila dollari, in crescita sostenuta nel triennio.
L’accordo tra Warriors e IREN non è dunque un’anomalia: è il punto più alto di una curva che sale da anni, spinta dalla convergenza tra sport, tecnologia e capitali globali.