Virtus Bologna, Zanetti apre alle cordate straniere: «Voglio lasciarla in buone mani»

Il patron bianconero ha aperto ufficialmente alla cessione del club: due cordate straniere in trattativa. Sul tavolo anche l’ingresso nel sistema delle franchigie Eurolega e un budget ridotto per la prossima stagione.

Virtus Smailagic
il punto sulle v nere
Image credit: Comune di Bologna

Massimo Zanetti ha convocato la stampa all’Hotel Savoia Regency e ha parlato chiaro. Nessun giro di parole sul futuro della Virtus Bologna, nessuna diplomazia di facciata.

Il patron bianconero ha messo sul tavolo la cessione della società, l’ingresso nel sistema delle franchigie Eurolega, il taglio del budget e gli sponsor, affrontandoli con la schiettezza di chi sa che il tempo stringe, ma non vuole sbagliare l’ultimo passaggio.

Chi comprerà la Virtus

Il capitolo più atteso riguarda la proprietà. Zanetti ha confermato di essere in trattativa avanzata con due gruppi stranieri: uno americano-greco, l’altro americano-svizzero. «Sono persone molto danarose, vogliono vincere l’Eurolega» ha detto il presidente, precisando che entrambi hanno chiesto tempo per valutare prima di presentare un’offerta definitiva.

Di imprenditori bolognesi, invece, «neanche l’ombra», ma Zanetti non se ne fa un cruccio: «Capisco, non è facile per nessuno, è così ovunque».

La condizione che il patron pone è netta: resterà alla guida del club durante la transizione, per garantire un passaggio graduale. «Cederò la società, tutta o in parte, solo quando sarò certo che finirà in buone mani. Non c’è urgenza di scappare». Un’uscita di scena costruita, sul modello, dice lui stesso, del ricambio generazionale nelle grandi aziende familiari.

La franchigia Eurolega: in linea di massima sì

Il dossier che intreccia più direttamente la questione proprietà con le ambizioni sportive riguarda l’Eurolega. La lega ha proposto a sei club storici, tra cui la Virtus, di acquisire una licenza da franchigia permanente al costo di 50 milioni di euro, pagabili in dieci rate annuali da 5 milioni. Il modello è quello americano: niente promozioni né retrocessioni, posto garantito in un torneo che punta ad espandersi fino a 28 squadre divise in tre gironi.

Zanetti non ha firmato, ma la direzione è dichiarata: «In linea di massima sì. Il posto della Virtus è là, non può giocare altrove. Faremo i conti con giudizio». L’analisi del documento è affidata al direttore generale Paolo Ronci, al vicepresidente Comellini e ai commercialisti del club.

Quel che è certo è che proprio la prospettiva della franchigia rappresenta il principale magnete per gli investitori stranieri che bussano alla porta bianconera.

Budget in calo, ma Zanetti ridimensiona le voci

Sul fronte economico il presidente ha voluto fare chiarezza su cifre che, a suo dire, erano state riportate in modo inesatto. Il budget per la stagione entrante è di 25 milioni complessivi, non 15 come circolato in alcuni resoconti, ma in calo rispetto ai 28 dell’annata precedente.

«Quando abbiamo speso molto di più non abbiamo ottenuto risultati migliori» ha tagliato corto Zanetti, sottolineando come la variabile decisiva sia «un insieme di componenti», non la sola disponibilità di denaro.

La riduzione passa anche da scelte di mercato già dichiarate: la Virtus punta su un roster giovane, con giocatori che abbiano già dimostrato il proprio valore in EuroCup o in campionati di livello, ma che costino meno dei profili navigati che hanno animato, e a volte turbato, gli spogliatoi recenti.

Sponsor: Olidata in bilico, si cerca il grande marchio

Restano aperte anche le trattative commerciali. Zanetti ha ammesso che la permanenza di Olidata come title sponsor non è ovvia. In parallelo sono in corso negoziati con «un grosso marchio» che potrebbe subentrare o affiancarsi con una formula che prevede sponsor diversi per campionato ed EuroLeague. La campagna abbonamenti partirà l’8 luglio, senza ritocchi al rialzo rispetto alla stagione precedente.

Sullo sfondo resta il cantiere della nuova arena all’interno di Bologna Fiera, un impianto da 11-12 mila spettatori che ospiterà sede, uffici e palestra del club. Zanetti vuole che si chiami Palasport Virtus, mentre BolognaFiere ha già risposto per le rime, chiarendo che il naming resta prerogativa sua.

Una schermaglia destinata a proseguire, in attesa che il palazzo esista davvero.

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