McLaren valuta di mettersi in proprio. La scuderia britannica potrebbe prendere in considerazione l’idea di costruire internamente la propria power unit qualora il prossimo ciclo regolamentare della Formula 1 rendesse sostenibile il progetto.
A confermarlo è stato Zak Brown, ceo del McLaren Mastercard F1 Team, mentre la FIA continua a spingere per una revisione profonda della piattaforma tecnica dei motori a partire dall’inizio del prossimo decennio.
La direzione della FIA
Il tema è tornato al centro del dibattito dopo le parole del presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem, favorevole a un ritorno ai motori V8 entro il 2031, se non già dal 2030, in base a quanto riporta Sports Business Journal.
Secondo questa visione, il passaggio dagli attuali V6 ibridi a una formula meno complessa permetterebbe di avere power unit più leggere e rumorose, con un impatto potenzialmente positivo anche sulla percezione dello spettacolo da parte del pubblico.
Dopo il Gran Premio di Miami, Ben Sulayem ha spiegato che una nuova formula di questo tipo potrebbe essere sufficientemente attrattiva da spingere anche McLaren a rientrare direttamente nel gruppo dei costruttori di motori.
«Credo che quando la introdurremo, penso che anche McLaren farà il proprio motore Non andrebbero da altri. Ora vanno da altri perché è un’unità complicata. Hanno detto: “È meglio andare a comprare ciò che è disponibile piuttosto che introdurre un nuovo motore”».
Il legame con Mercedes
Brown non ha escluso lo scenario, pur sottolineando come ogni valutazione debba partire dalla sostenibilità economica e tecnologica del progetto. Oggi la scuderia britannica utilizza power unit Mercedes, fornite dalla struttura High Performance Powertrains della casa tedesca.
La McLaren, infatti, non ha oggi alcun motivo operativo per interrompere il rapporto con Mercedes, con cui è legata da una fornitura iniziata nel 2021 e destinata a proseguire fino al 2030.
«Se avessi una formula motore che fosse finanziariamente sostenibile allora sì, la prenderemmo in considerazione, e anche la tecnologia – ha commentato Brown -.Detto questo, non potremmo essere più felici con Mercedes, quindi sì, se ci venisse presentato qualcosa che innanzitutto avesse senso dal punto di vista finanziario, allora lo valuteremmo».
La fase di crescita di McLaren
Sotto la guida di Brown, McLaren ha vissuto una fase di forte crescita sportiva, culminata con la conquista dei titoli piloti e costruttori nel 2025 e con il successo nel campionato costruttori già nel 2024.
Una traiettoria che ha rafforzato la credibilità del team e che rende ancora più rilevante il dibattito sul suo futuro tecnico, anche se nel breve periodo il legame con Mercedes resta un elemento di stabilità.
L’ingresso nel mondo dei motoristi comporterebbe investimenti significativi, tempi lunghi e rischi industriali non trascurabili, soprattutto in una Formula 1 in cui il livello competitivo è sempre più elevato.
Il tema dei motori si intreccia inoltre con il futuro tecnico della Formula 1, che negli ultimi anni ha puntato con decisione su l’elettrificazione e sull’aumento della componente ibrida.
Il dibattito sui motori
Una strada coerente con il contesto industriale del 2022, quando le regole attuali furono impostate in una fase di forte attenzione verso i veicoli elettrici, ma che oggi viene riletta alla luce di nuove esigenze, in primis considerando l’aspetto sportivo.
L’incremento della componente elettrica, passata dal 20% al 50%, ha alimentato critiche da parte di alcuni piloti, tra cui Max Verstappen, che ha più volte espresso perplessità sulla direzione presa dalla categoria.
Le discussioni hanno portato la Formula 1 a confrontarsi con team, piloti e costruttori per introdurre alcuni correttivi, mentre modifiche più ampie sono già allo studio già per l’edizione 2027.
Tuttavia, all’interno del fronte dei motoristi non ci sarebbe piena convergenza sull’opportunità di sostenere un cambio di rotta deciso, soprattutto dopo gli investimenti già messi in campo per il ciclo regolamentare attuale.
Lo spettacolo delle gare
Brown, però, non ritiene che il dibattito tecnico possa frenare la crescita di popolarità della Formula 1, soprattutto perché il prodotto televisivo continua a offrire gare combattute e un livello di spettacolo elevato.
Secondo il manager statunitense, molte delle criticità iniziali sono fisiologiche quando viene introdotta una nuova tecnologia e tendono ad attenuarsi man mano che piloti e team imparano a gestirla.
«Le gare sono fantastiche, se non sentissi i piloti e stessi semplicemente guardando in TV, il prodotto televisivo è ottimo – ha detto Brown -. Ci sono sorpassi, cinque leader diversi a Miami, sorpassi in testa, quindi penso che i tifosi che guardano la corsa dicano: “Questa è una gara emozionante”».
Una fase di adattamento
Il punto, secondo Brown, è che la Formula 1 vive ogni discussione tecnica sotto un livello di esposizione mediatica enorme, specie in questa fase dove il processo di adattamento alle novità regolamentari è ancora in corso.
«Quello che è successo è ciò che accade con qualsiasi nuova tecnologia. Lo abbiamo già visto a Miami. Abbiamo visto che i piloti stanno abituandosi di più e le regole stanno diventando più rifinite. Le porteremo magari non in un posto perfetto».
L’eventuale ritorno del V8 rappresenta per la FIA sarebbe un modo per rendere la Formula 1 più accessibile anche a nuovi costruttori, riducendo la complessità delle power unit e aprendo dunque a nuovi scenari competitivi.
Per McLaren, invece, potrebbe diventare un’opportunità solo a una condizione: che la nuova formula garantisca sostenibilità economica e allo stesso tempo possa far ambire a raggiungere la competitività sportiva.