NBA Europe, 3 miliardi sul piatto per lanciare la nuova lega: Milano e Roma in prima linea

La lega statunitense incrementa il budget volto a sostenere la nuova competizione europea, mentre prosegue il confronto con l’Eurolega volto a convogliare le due realtà in un progetto comune.

NBA Europa inizio
le risorse stanziate
Image credits: LBA

La NBA alza la posta in palio. La lega statunitense ha aggiornato il business plan della futura competizione continentale, mettendo sul tavolo una dotazione da 3 miliardi di dollari per accompagnarne la fase di avviamento. 

Le risorse della lega americana serviranno a sostenere i primi anni di attività e a coprire eventuali perdite, consentendo ai soggetti che acquisiranno le nuove franchigie di concentrarsi sullo sviluppo del progetto.

Il confronto con gli investitori

La decisione di incrementare il livello dell’investimento sul progetto europeo arriva dopo il confronto con oltre 120 potenziali investitori, chiamati a valutare l’ingresso in un’operazione che punta a ridisegnare gli equilibri del basket europeo.

A fine marzo NBA e FIBA, affiancate dagli advisor JP Morgan e Raine Group, hanno raccolto manifestazioni di interesse per dodici città considerate mercati architrave del sistema continentale. 

L’elenco comprende Milano, Roma, Londra, Manchester, Parigi, Lione, Madrid, Barcellona, Berlino, Monaco, Istanbul e Atene, con oltre venti realtà che avrebbero già espresso attenzione verso il progetto, inclusi club di calcio, società di basket legate anche all’attuale Eurolega.

La governance della nuova lega

I soggetti che entreranno nel capitale delle dodici franchigie permanenti dovrebbero beneficiare fin dal primo anno di incentivi commerciali e premi legati ai risultati sportivi. Secondo quanto appreso dal Sole 24 Ore, ai proprietari delle dodici franchigie sarà assegnato il 48% del capitale della nuova lega. 

Le quote versate dai consorzi che entreranno progressivamente nel progetto andranno invece a ridurre la partecipazione iniziale del 52% detenuta da NBA e FIBA, delineando un percorso graduale di apertura della proprietà.

La tassa di ingresso, secondo le ipotesi circolate, potrebbe oscillare tra 500 milioni e un miliardo di dollari, una soglia pensata per selezionare investitori con solidità finanziaria e ambizioni di lungo periodo.

Il piano prevede anche un contributo diretto al rafforzamento commerciale e infrastrutturale delle dodici franchigie permanenti, che rappresenteranno l’ossatura della nuova competizione. 

Le piazze italiane coinvolte

Tra queste, come visto, ci saranno anche due piazze italiane, Milano e Roma, inserite in un perimetro europeo che comprende mercati considerati strategici per pubblico, appeal internazionale e potenziale di crescita.

Proprio la capitale rappresenta uno dei dossier più sensibili, perché potrebbe diventare uno snodo decisivo, in un mercato considerato strategico ma ancora privo di una realtà stabilmente collocata ai vertici continentali.

Sul fronte romano si stanno muovendo da tempo due cordate, una legata a Don Nelson e l’altra a Paul Matiasic, entrambe fortemente interessate dalla prospettiva di entrare a far parte di NBA Europe. 

La modalità d’ingresso prevede il rilevamento dei titoli sportivi rispettivamente di Cremona e Trieste, con l’obiettivo di costruire nella capitale realtà di alto livello, capaci di inserirsi con forza nel grande riassetto del basket europeo.

Il formato e il dialogo con l’Eurolega

Il debutto del campionato resta fissato, nelle intenzioni, per l’autunno 2027, con un modello che non dovrebbe però replicare in modo rigido il sistema chiuso tipico dello sport americano. 

NBA Europe nascerà infatti come lega semi-aperta, lasciando spazio alla qualificazione di club vincitori di altre competizioni continentali o nazionali, così da non interrompere del tutto il legame con la tradizione sportiva europea.

Dopo una prima fase di contrapposizione con la massima competizione cestistica continentale nel panorama attuale, l’NBA,ha avviato un dialogo serrato con l’Eurolega per valutare possibili punti di convergenza.

Il ceo di Eurolega, Chus Bueno, e George Aivazoglou, managing director NBA EMEA, si sono incontrati più volte nelle ultime settimane e hanno già fissato un nuovo summit per il 29 maggio. 

Il potenziale del progetto

La lega guidata dal commissioner Adam Silver considera il Vecchio continente un mercato ad alto potenziale, forte di una base stimata in 270 milioni di appassionati di basket, non interamente messo a frutto allo stato attuale. 

Allo stesso tempo, la lega americana è consapevole che la costruzione di un modello redditizio richiederà tempo, investimenti e una governance capace di importare in Europa parte del know-how economico e organizzativo sviluppato negli Stati Uniti.

La nuova competizione viene quindi concepita come una sorta di start-up cestistica europea, sostenuta nella fase iniziale dalla capacità finanziaria e manageriale della NBA, pronta a mettere sul campo l’expertise accumulate per attrarre capitali e valorizzare economicamente il basket continentale.

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