Pirelli accelera nel primo trimestre: utile a +23% e target 2026 ritoccati verso l’alto

Il gruppo della Bicocca chiude il trimestre con risultati superiori alle attese del mercato e aggiorna la guidance 2026. Tronchetti Provera: «Le misure sul Golden Power garantiscono piena aderenza alle normative Usa».

Pirelli Monza Silverstone
Trimestrale in positivo
Image credit: Pirelli

Pirelli archivia il primo trimestre del 2026 con risultati in crescita e superiori alle attese degli analisti, rivedendo contestualmente al rialzo i target finanziari per l’intero esercizio.

Nel dettaglio, il gruppo della Bicocca ha registrato un utile netto pari a 156,8 milioni di euro, in aumento del 23,3% rispetto ai 127,2 milioni dello stesso periodo del 2025, beneficiando anche di minori oneri finanziari.

I ricavi si attestano a 1,737 miliardi di euro, in lieve calo dell’1,2% rispetto agli 1,758 miliardi del primo trimestre dello scorso anno.
A livello organico, tuttavia, la crescita registra un incremento del 3,5%, escludendo l’effetto cambi negativo (-4,5%) e il deconsolidamento di Dackia (-0,2%).

I dati hanno superato il consensus di mercato, che indicava un utile netto di circa 130 milioni e ricavi per 1,714 miliardi di euro.

Pirelli trimestrale positiva, Trochetti Provera: «Miglior profittabilità del nostro settore»

«I risultati del primo trimestre confermano la resilienza del modello di business di Pirelli, rafforzato dal posizionamento sull’high value, con guadagni di quota sia nel car che nel moto – ha commentato il vicepresidente esecutivo Marco Tronchetti Provera da Il Sole 24 Ore -. Abbiamo la miglior profittabilità del nostro settore industriale e, grazie a una gestione finanziaria rigorosa, chiudiamo con cash flow in linea con lo scorso anno».

Sulla redditività, l’Ebitda adjusted del trimestre sale a 404,4 milioni di euro (+1,4%), mentre l’Ebit adjusted si attesta a 277,4 milioni rispetto ai 279,8 milioni del primo trimestre 2025, con il margine adjusted in crescita al 16% dal precedente 15,9%.

La posizione finanziaria netta al 31 marzo 2026 è pari a -2,016 miliardi di euro, in miglioramento rispetto ai -2,622 miliardi di marzo 2025.

Guidance aggiornata dopo la crisi in Medio Oriente

Contestualmente alla trimestrale, Pirelli ha aggiornato l’outlook di mercato e i target finanziari 2026, alla luce del deterioramento dello scenario macroeconomico legato alla crisi in Medio Oriente.

Secondo il gruppo, l’impatto resta «limitato grazie ad azioni di mitigazione» già comunicate al mercato lo scorso aprile e a un’esposizione pari a circa l’1% dei ricavi complessivi.

I target sui ricavi vengono così migliorati di circa 50 milioni di euro, con una nuova forchetta compresa tra 6,75 e 6,95 miliardi di euro.
Confermata la crescita dei volumi tra +1% e +2%, mentre il price/mix è ora atteso in miglioramento tra +2,5% e +3%, rispetto al +2% indicato nella guidance di febbraio.

«La crisi in Medio Oriente sta pesando sulla crescita globale, sull’inflazione e sui prezzi delle materie prime, traducendosi in un quadro economico in peggioramento rispetto alle assunzioni dello scorso febbraio», ha spiegato il gruppo nella nota sui risultati trimestrali.

Sul fronte della domanda, Pirelli prevede ora per il mercato car una dinamica compresa tra il -2% e uno scenario stabile, rispetto alla precedente stima che oscillava tra -1% e +1%.

Per contenere gli effetti della crisi, il gruppo ha attivato un piano di mitigazione che include aumenti di prezzo a partire dal secondo trimestre, con effetti più evidenti attesi dalla seconda metà dell’anno.

Alla luce delle incertezze del contesto internazionale, il nuovo piano industriale verrà invece presentato nella prima metà del 2027.

Golden Power e governance: il nodo Usa e il socio cinese Sinochem

La presentazione dei conti è stata anche l’occasione per tornare sul tema della governance societaria dopo l’intervento del Golden Power da parte del governo italiano, che ha limitato i poteri del socio cinese Sinochem, azionista con il 34% del capitale.

Secondo Marco Tronchetti Provera, le decisioni adottate garantiscono «piena aderenza alle normative Usa e ai veicoli connessi», come confermato anche dalle dichiarazioni ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero degli Esteri.

Le misure introdotte, ha spiegato il numero uno della Bicocca, sarebbero quindi sufficienti a superare le criticità legate alla presenza di Sinochem nel capitale sociale, criticità che avrebbero potuto compromettere i piani di sviluppo del gruppo negli Stati Uniti.