Londra prova a scappare via. Non in pista, non sul medagliere, ma nella storia stessa delle Olimpiadi moderne. Il governo britannico ha infatti confermato di essere impegnato in “discussioni” per sostenere una possibile candidatura ai Giochi Olimpici e Paralimpici del 2040, aprendo così a uno scenario che fino a poco tempo fa sembrava poco più di una suggestione.
E invece, lentamente, secondo quanto rileva la BBC Sport l’ipotesi starebbe prendendo veramente corpo. Se il progetto dovesse concretizzarsi e andare a buon fine, Londra diventerebbe la prima città della storia a ospitare quattro edizioni delle Olimpiadi moderne dopo quelle del 1908, 1948 e 2012.
Un primato assoluto che consentirebbe al Regno Unito e a Londra di staccare nuovamente la Francia e Parigi – appena rientrata nel ristretto club delle città “triplo host” con i Giochi del 2024 – e di arrivare davanti anche agli Stati Uniti, che con Los Angeles 2028 raggiungeranno quota tre edizioni.
Al momento non esiste ancora una candidatura ufficiale, ma il Department for Culture, Media and Sport britannico ha ammesso di avere già avviato valutazioni preliminari sui costi, sui benefici socioeconomici e sulle probabilità di successo di un’eventuale corsa olimpica. Parallelamente, Londra continua a lavorare sul proprio posizionamento internazionale come capitale dei grandi eventi sportivi, in una strategia che coinvolge anche il golf, con il Regno Unito interessato a ospitare Ryder Cup e Solheim Cup nel corso degli anni Trenta.
Il circolo virtuoso dei grandi eventi e il ritorno dell’eredità di Londra 2012
Dietro questa riflessione olimpica c’è inevitabilmente anche l’eredità lasciata da Londra 2012, ancora oggi considerata una delle edizioni più riuscite dell’epoca moderna sia sul piano organizzativo sia su quello infrastrutturale.
Forse meno dal punto di vista economico ma, il modello dei Giochi sostenibili – anche dal punto di vista finanziario – lo hanno dato quelli di Parigi di due estati fa e, con le infrastrutture già pronte, sarebbe relativamente semplice per i britannici replicare la scuola francese.
Negli ultimi mesi, il dibattito attorno a un possibile ritorno dei Giochi nel Regno Unito ha progressivamente preso quota. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan aveva già dichiarato nel 2025 di voler riportare le Olimpiadi nella capitale britannica, mentre a dicembre la presidente di UK Sport aveva definito una nuova candidatura “un’aspirazione naturale” per il Paese.
Nel frattempo, si sono affacciate anche ipotesi alternative o complementari, con alcuni leader politici che hanno spinto per una candidatura radicata nel Nord dell’Inghilterra, coinvolgendo città come Liverpool e Manchester in un possibile modello multi-city, sull’esempio italiano di Milano Cortina 2026.
Una soluzione che sarebbe perfettamente coerente con la nuova filosofia del CIO, sempre più orientata verso eventi distribuiti e sostenibili, basati sul riutilizzo delle infrastrutture esistenti piuttosto che sulla costruzione di nuovi impianti monumentali.
Londra sogna quarta Olimpiade: lo sport come leva geopolitica britannica
L’eventuale candidatura olimpica si inserisce inoltre in una visione che il Regno Unito sta rendendo sempre più concreta, rafforzando il proprio ruolo di hub globale dei grandi eventi sportivi.
Il governo britannico ha infatti dichiarato apertamente di voler trasformare il Paese nella “destinazione di riferimento” per le principali manifestazioni internazionali.
Un percorso che passa da Euro 2028 – organizzato insieme a Irlanda, Scozia e Galles – dalla candidatura unica per il Mondiale femminile 2035 e da una lunga serie di eventi già assegnati tra atletica, cricket e Commonwealth Games.
Un panel a dir poco ricco, nel quale rientra anche il nuovo “sporting events framework” annunciato da Londra, che punta a irrigidire le regole sul secondary ticketing e sulla rivendita non autorizzata dei biglietti, tema diventato centrale nella gestione dei grandi eventi internazionali.
Per ora resta tutto sul piano delle valutazioni preliminari. Ma il solo fatto che il governo britannico abbia iniziato a muoversi così presto racconta già molto delle ambizioni del Paese.
Image credit: Depositphotos