Non è più soltanto un torneo di tennis e questa ormai, è cosa nota. Gli Internazionali BNL d’Italia, anno dopo anno, hanno progressivamente superato i confini dell’evento sportivo per trasformarsi in una piattaforma a tutto tondo: intrattenimento, relazioni e business in un mix che per due settimane ridisegna il posizionamento di Roma nel calendario dei grandi eventi internazionali e la colloca dove merita di stare, sempre non solo per una manciata di giorni.
Il Foro Italico diventa così un “place to be” capace di mescolare sport, spettacolo e lifestyle: un equilibrio raro ma sempre meno precario per gli Internazionali di Roma, che richiama l’appeal glamour di un Gran Premio di Formula 1 e la partecipazione di pubblico di un grande evento calcistico, ma con un contesto più ordinato, internazionale e trasversale, stile Open di Golf, per intendere.
Un format che, ormai non è neanche più una novità quando si parla del Master 1000 di Roma ma che ha trovato una sua piena maturità.
Impatto Internazionali Roma 2026: verso il miliardo (e oltre)
E come sempre sono i numeri certificano questa trasformazione. L’edizione 2025 ha generato un impatto economico complessivo di circa 890 milioni di euro, suddivisi tra 410 milioni di effetti diretti, 332 indiretti e 153 di indotto, con oltre 7.100 posti di lavoro attivati e 179 milioni di reddito da lavoro.
Per il 2026, le stime – così come le indicazioni del numero 1 della FITP, Angelo Binaghi – indicano un ulteriore salto in avanti, con una ricaduta sul territorio che può avvicinarsi – e secondo alcune valutazioni non necessariamente ottimistiche anche superare – il miliardo di euro.
Un contributo che coinvolge in maniera trasversale l’economia cittadina, dal turismo all’hospitality – in particolare luxury – fino al commercio e ai servizi.
Il solo comparto del terziario, secondo Confcommercio Roma, come riportato da Il Messaggero, vale circa 200 milioni di euro, con un impatto particolarmente rilevante sul turismo di fascia alta.
Una destinazione senza tempo come la Capitale con un evento premium in grado di attrarre pubblico alto spendente: ecco la formula per generare flussi di spesa qualificati.
La formula della crescita “sistemica”: ticketing, sponsor e diritti
La crescita degli Internazionali non è episodica, ma si inserisce in un trend che ormai si può tranquillamente definire di lungo periodo.
Basti pensare che nel 2005 il torneo registrava poco più di 65mila spettatori, mentre nel 2025 si è arrivati a sfiorare quota 390mila presenze, con un incremento del 469%.
Sul fronte economico, i ricavi sono passati dai 5,8 milioni del 2002 ai 35,5 milioni della passata edizione, con un modello che combina ticketing, sponsorship e diritti, e che ha consentito al torneo di generare un utile netto di circa 30 milioni, reinvestito nello sviluppo del sistema tennis.
L’edizione 2026 punta a superare ulteriormente questi numeri, con l’obiettivo di oltrepassare i 400mila biglietti venduti e con una domanda che, di fatto, supera ormai la capacità ricettiva dell’impianto.
Non a caso, i prezzi per le sessioni più richieste possono superare i mille euro, in linea con i principali eventi sportivi internazionali.
Dal torneo all’ecosistema: il Foro Italico si trasforma
La vera evoluzione, però, riguarda la natura stessa dell’evento. Gli Internazionali sono diventati un catalizzatore di sviluppo urbano e infrastrutturale, inserito in un progetto più ampio di riqualificazione del Foro Italico che è in essere da anni, ha già dato i suoi frutti e non ha ancora raggiunto il suo pieno completamento.
Il piano prevede interventi significativi già visibili nell’edizione 2026 – con l’ampliamento degli spazi, nuovi campi e una maggiore capacità complessiva – ma destinati a completarsi entro il 2028.
Tra i principali interventi, la copertura del Centrale (oltre 6.500 metri quadri fissi e 1.700 mobili), che trasformerà l’impianto in una struttura polifunzionale utilizzabile 365 giorni l’anno.
A questo si aggiungono l’espansione verso il Tevere e Ponte Milvio, nuove aree dedicate a eventi e intrattenimento e un investimento complessivo di circa 160 milioni di euro per il recupero e la valorizzazione dell’intero parco sportivo.
L’obiettivo dichiarato – da Sport e Salute, proprietaria dell’impianto – è quello di trasformare il Foro Italico in un hub integrato, capace di ospitare non solo tennis, ma anche altre discipline sportive, eventi culturali e spettacoli, affermando a gran voce il ruolo di Roma nel circuito globale dei grandi eventi.