L’Imoco oltre ogni limite di budget. Il club di Conegliano rappresenta oggi una delle realtà più solide del volley europeo non tanto per la capacità di spesa, quanto per l’efficienza gestionale che gli consente di essere protagonista sulla scena continentale.
In un contesto in cui il mercato si sta polarizzando su budget sempre più elevati, il club veneto continua a competere ai vertici con una struttura economica sostenibile che affonda in un modello radicato nel territorio.
Verso le Final Four
Dopo il nono trionfo tricolore, il co-presidente Pietro Maschio traccia un bilancio della stagione, che deve ancora terminare: lo sguardo è già proiettato verso la Champions League: «È arrivata la Coppa Italia, ora lo scudetto e non è finita perché ci aspetta la Final Four di Champions a Istanbul», ha dichiarato in un’intervista a Tuttosport.
L’ultimo grande appuntamento dell’anno riaccende il confronto internazionale, in particolare con il movimento turco, che esprime due squadre all’atto finale del torneo – ovvero VakifBank e Eczacibasi – così come l’Italia che oltre a Conegliano vede Scandicci tra le prime quattro d’Europa.
Il volley femminile vive una fase di forte spinta in Turchia, dove i principali club operano con budget stagionali da svariati milioni di euro che consentono di costruire roster composti quasi esclusivamente da stelle internazionali.
Il confronto a distanza con la Turchia
I club anatolici fanno spesso parte di polisportive multisettoriali, con squadre di calcio e basket che amplificano visibilità e bacino di tifosi, e i proventi delle altre divisioni che possono essere reinvestiti nella pallavolo.
Questo ecosistema consente agli sponsor di ottenere un ritorno mediatico molto più ampio, rendendo i club particolarmente attrattivi sul fronte commerciale che genera dunque risorse che consentono investimenti sportivi elevati e continui nel tempo.
«Sottolineo che il confronto con la Turchia non c’è mai stato, nel senso che le squadre turche hanno avuto in passato grandi disponibilità di mezzi, poi le società italiane si sono avvicinate e ora le nostre avversarie sono tornate ad avere grandi disponibilità. E questo ha permesso loro, e permette, di fare incetta di campionesse. Ma la cultura sportiva e la storia della pallavolo italiana è un valore aggiunto. Sono convinto che a Istanbul ce la giocheremo alla pari».
L’importanza della pianificazione
In questo scenario, la capacità di programmare in anticipo e è un fattore cruciale per rimanere competitivi anche di fronte alle minori risorse a disposizione. Va letta in tal senso la scelta di blindare giocatrici chiave come Gabriela Guimarães e Isabelle Haak
«La pallavolo è in evoluzione, consolidare il gruppo non rientrava nelle logiche diffuse, ma diventerà una necessità come già avviene in altri sport. Rinnovare per tempo ci ha permesso di dare tranquillità all’ambiente confermando la volontà di proseguire nella stessa direzione. Un messaggio rivolto non tanto alle ragazze, ma all’ambiente che ruota attorno a loro. Così abbiamo dato certezze, abbiamo evitato voci e fibrillazioni».
Conegliano si conferma un modello virtuoso che basa il proprio successo su una rete di aziende locali e su una gestione estremamente efficiente delle risorse. Un sistema che, pur con budget più contenuti, riesce a competere stabilmente ai massimi livelli europei.