Eurolega, confermato il format per il 2026/27: Napoli e Roma guardando alla futura espansione

I club azionisti optano per lasciare invariata la struttura della competizione, mentre si prepara un cambiamento epocale con il passaggio a franchigie permanenti e l’allargamento del roster.

Virtus Bologna aumento capitale
l'esito della riunione
Daniel Hackett (Image credits: Frederic DIDES/PANORAMIC/Insidefoto)

L’Eurolega si proietta nel futuro. Il Board dell’ECA si è riunito a Barcellona convocando i club membri per discutere e deliberare su temi centrali per il futuro della competizione cestistica continentale. 

Sul tavolo una serie di decisioni strategiche legate al formato, ai criteri di distribuzione dei ricavi e ai prossimi passi della roadmap triennale che guiderà lo sviluppo della lega nei prossimi anni.

Nel corso dell’incontro è stata ribadita la volontà di mantenere, per la stagione 2026-27, un format a 20 squadre con girone all’italiana, considerato ancora il modello più equilibrato sotto il profilo sportivo e commerciale. 

Allo stesso tempo, il Board ha confermato l’intenzione di valutare possibili scenari di espansione nel medio periodo, lasciando la porta aperta a nuovi ingressi e a un ulteriore rafforzamento del torneo.

L’incognita su alcuni club

Resta tuttavia incerto il quadro relativo ad alcuni club chiave: mentre il Fenerbahçe ha rinnovato la propria licenza, permangono interrogativi sul futuro di Real Madrid, ancora in posizione attendista.

Scenario incerto anche in Francia, dove AS Monaco e ASVEL Lione sono alle prese con situazioni economico-finanziarie da monitorare, mentre Paris Basketball resta in bilico, partecipando attualmente alla competizione con una licenza annuale.

Tra le novità emerse, i club hanno dato il via libera all’analisi preliminare per la creazione di una nuova competizione pre-stagionale che metta di fronte i campioni di Eurolega ed EuroCup.

La revisione del modello di distribuzione dei ricavi

Un passaggio particolarmente rilevante riguarda la revisione del modello di distribuzione economica, che segna il primo aggiornamento strutturale dopo oltre vent’anni ridefinendo l’impianto del sistema. 

Il nuovo sistema prevede che i club con licenza trattengano il 65% dei ricavi netti derivanti dai diritti televisivi nei rispettivi mercati, mentre il restante 35% verrà redistribuito equamente tra le società licenziatarie.

Parallelamente, il 75% del bacino commerciale complessivo – importo calcolato al netto delle componenti legate ai diritti televisivi- sarà assegnato in base a una combinazione di criteri.

A influire saranno risultati sportivi, capacità di coinvolgere il pubblico (presenze, audience televisiva e interazioni digitali) e storico delle prestazioni. Il restante 25% verrà invece distribuito in maniera uniforme tra i club con licenza.

La futura struttura della lega

Nel corso della giornata è stato inoltre discusso il piano di sviluppo triennale presentato dal ceo Chus Bueno, che prevede un passaggio epocale volto a rafforzare la struttura della lega. 

Entro la stagione 2026-27, le attuali licenze decennali dei 13 club fondatori – tra cui l’Olimpia Milano – saranno convertite in franchigie permanenti, consolidando un modello più vicino a quello delle grandi leghe nordamericane.

A partire da luglio prenderà il via una seconda fase, che prevede l’apertura ad ampliare il roster di franchigie permanenti attraverso un processo di adesione a pagamento che superi dunque l’attuale modello. 

Secondo Eurolega, oltre dieci club che disputano la competizione in base a licenze temporanee hanno già espresso volontà di aggregarsi: tra questi Virtus Bologna, Stella Rossa, Partizan Belgrado, Valencia Basket, oltre a Hapoel Tel Aviv, Dubai Basketball, e Parigi

Le squadre interessate

Guardano al dossier anche altri club europei – tra cui Napoli, Hapoel Gerusalemme, PAOK, Bahçeşehir e Zenit San Pietroburgo – e persino mercati ancora inesplorati come Londra e Roma, dove stanno prendendo forma progetti imprenditoriali distinti.

Nella Capitale: la cordata guidata da Paul Matiasic avrebbe manifestato interesse a prender parte nuova Eurolega, mentre il gruppo riconducibile a Donnie Nelson avrebbe vincolato il proprio ingresso alla nascita della nuova lega continentale promossa dalla NBA.

Infine, sul fronte internazionale, i 13 club azionisti hanno conferito mandato pieno a Bueno per avviare un dialogo strutturato con la NBA, con l’obiettivo di valutare la creazione di una competizione condivisa. 

Un primo momento chiave sarà l’incontro già fissato per il 28 aprile a Ginevra, che vedrà al tavolo Eurolega, NBA e FIBA, aprendo a scenari di collaborazione che potrebbero ridefinire gli equilibri del basket europeo.

Sport

Basket