Grandi manovre sul basket a Varese: campo libero a Milano per Oaktree

Gerry Cardinale è in dialogo con il club guidato da Luis Scola per prendere parte a NBA Europe mentre nel capoluogo lombardo l’Olimpia parla con il fondo che controlla l’Inter.  

RedBird Oaktree
derby lombardo
Image credits: LBA

Fermento in Lombardia per NBA Europe. Secondo quanto appreso da Malpensa24, sono avvenuti dialoghi tra la proprietà del Milan e Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese per sondare la disponibilità alla cessione dell’area di MalpensaFiere.

Il fine ultimo delle conversazione sarebbe quello di individuare un’area adatta a costruire un’arena da 15mila posti per Pallacanestro Varese, squadra che sarebbe stata individuata dal manager statunitense come veicolo per entrare a far parte di NBA Europe.

Il responso arrivato è una totale apertura alla disponibilità a negoziare la vendita dei terreni siti nel comune di Busto Arsizio, con le istituzioni locali che hanno compreso il potenziale impatto economico per il territorio.

Il derby con Oaktree

I dialoghi aperti tra gli Stati Uniti e Varese mostrano che il fondo ha intrapreso una scelta di percorso netta ovvero la rinuncia a Milano, piazza fortemente ambita dalla lega di Adam Silver per il progetto europeo.

La volontà di stabilire una partnership con il club guidato da Luis Scola significa, di fatto, abbandonare il presidio diretto del capoluogo lombardo, lasciando campo libero a Oaktree per occupare l’unico vero hub metropolitano appetibile per la futura NBA Europe.

La società di asset management che ha il controllo dell’Inter ha infatti scelto una strada differente, andando ad esplorare una potenziale collaborazione con Olimpia Milano che potrebbe coinvolgere un’acquisizione di una quota di minoranza.

Il club biancorosso nel frattempo ha un legame ben saldo con l’Eurolega rinnovato recentemente, e attende lo sviluppo delle interazioni tra le due competizioni cestistiche che sembrano aver ritrovato una strada di collaborazione.

La scelta di Varese

Da un lato Varese è sicuramente una piazza storica, la più titolata d’Italia a livello europeo, ma è anche una nobile decaduta, lontana da anni dai vertici continentali e dal peso economico delle grandi capitali del basket. 

Pensare di utilizzarla come proxy per entrare su Milano significa ignorare l’aspetto identitario che caratterizza le piazze italiane, caratterizzate da una forte connotazione locale e un tifo radicato.

L’obiettivo dell’NBA è quello di coinvolgere realtà in grado di sfruttare il bacino metropolitano delle grandi città europee, in modo da massimizzare la portata della competizione, e la scelta di affidarsi a Varese limiterebbe significativamente il potenziale dell’operazione.

La città di Milano infatti si identifica storicamente con l’Olimpia, ed è difficile immaginare che il tifo possa virare – quantomeno nel breve/medio periodo – su Varese, in un modello che non ha esempi omologhi nelle altre metropoli continentali.

La missione di Luis Scola

Negli States in tal senso il contesto è molto differente, ma anche sull’altra sponda dell’Atlantico le franchigie tendono a essere attratte dal centro nevralgico regionale: è il caso dei New Jersey Jets, che nel 2012 hanno traslocato a Brooklyn

In tal senso si inserisce la missione del ceo di Varese Luis Scola, pronto a volare negli Stati Uniti per convincere la lega che un progetto “decentrato” possa comunque garantire ritorni economici e mediatici adeguati. 

In uno scenario in continua evoluzione, resta aperto l’interrogativo se davvero può ambire a diventare la porta di ingresso per la Lombardia nella lega guidata da Adam Silver scalzando Milano, oppure si rischia di costruire una cattedrale nel deserto, lasciando inespresso il potenziale del capoluogo lombardo.

Sport

Basket