L'Italia cresce in campo e fuori: ecco i numeri del Sei Nazioni 2026

Quasi 140mila spettatori, oltre 7 milioni di euro dalla biglietteria e 100 milioni di visualizzazioni sui social: il Sei Nazioni 2026 consegna all’Italia rugby un’edizione da primato.

Sostenibilità Sei Nazioni
aumento tifosi e incassi
Image Credits: Andrea Staccioli / Insidefoto

Il Guinness Sei Nazioni 2026 dell’Italia si chiude lasciando in eredità una fotografia fatta di numeri, record e segnali concreti di crescita, tanto sul piano sportivo quanto su quello economico e organizzativo.

Un’edizione destinata a rimanere nella memoria collettiva, non solo per i risultati ottenuti sul campo – su tutti la storica vittoria contro l’Inghilterra del 7 marzo – ma per l’impatto complessivo generato: incassi record, stadi esauriti e una crescita sui social senza precedenti.

Olimpico inespugnabile

L’Italia di Gonzalo Quesada ha chiuso il Torneo con due vittorie interne – contro Scozia e Inghilterra – mantenendo inviolato lo Stadio Olimpico per l’intera durata della competizione. Un risultato inedito nei ventisei anni di partecipazione degli Azzurri al Championship. La meta di Leonardo Marin, sull’azione costruita sull’asse Ioane-Menoncello, ha fissato il risultato sul 23-18 contro gli inventori del rugby: la prima vittoria di sempre nella storia del Torneo per il Bel Paese contro l’Inghilterra.

Sul fronte delle presenze, i numeri parlano da soli: 68.245 spettatori per il match contro la Scozia e 68.985 per il sold-out totale nella sfida all’Inghilterra, per un totale di 137.230 biglietti staccati, con un tasso di riempimento degli spalti pari al 99% della capienza dell’impianto.

«Abbiamo portato all’Olimpico quasi 140mila spettatori in due partite, – ha dichiarato Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby, – generato oltre sette milioni di euro di incasso dalla sola biglietteria. Lo scorso anno avevamo totalizzato quasi 200.000 presenze con tre partite: quest’anno, con soli due match, il modello ha dimostrato di saper fare di più con meno».

Incassi da record: +51% rispetto al 2024

I dati economici confermano la traiettoria di crescita della FIR. Nei due anni precedenti i ricavi complessivi dal Torneo si erano attestati rispettivamente a 16,2 milioni nel 2024 e a 18,6 milioni nel 2025.

Con l’edizione 2026, l’incasso dalla sola biglietteria ha superato i 7 milioni di euro, segnando un incremento del +51% rispetto al 2024. La partita contro l’Inghilterra, da sola, ha generato oltre 4 milioni di euro: il miglior risultato assoluto per una singola gara da quando l’Italia partecipa al Torneo.

Duodo, intervistato da Sport e Finanza a margine della manifestazione, ha sottolineato come il risultato non sia frutto del caso: «Il plauso va alla struttura federale, che ha lavorato molto bene sul ticketing e sugli eventi. La FIR non possiede uno stadio di proprietà, ma può sviluppare ricavi dagli eventi: è la direzione che abbiamo scelto».

Tifosi: tra villaggio e social

Oltre agli 80 minuti di gioco, il modello organizzativo della federazione punta a costruire un’esperienza più ampia attorno alla partita. Il Peroni Nastro Azzurro Terzo Tempo Village, animato dalla musica di Radio Deejay, ha accolto oltre 120.000 spettatori nelle due giornate, con circa 30.000 persone rimaste dopo il fischio finale per festeggiare con gli Azzurri – presenti sul palco – le due vittorie.

«Nella cultura del rugby è sempre esistito il terzo tempo, – ha spiegato Duodo, – ma noi abbiamo voluto introdurre anche il tempo zero, con pre e post-match show che integrano l’esperienza degli spettatori ben oltre i novanta minuti. Il modello che la FIR sta applicando con Sport e Salute e con un partner come Peroni è cresciuto al punto da diventare un riferimento anche per altre federazioni».

Sul fronte della comunicazione digitale, le piattaforme Meta della Federazione Italiana Rugby hanno registrato oltre 100 milioni di visualizzazioni durante la finestra del Torneo, con una crescita di oltre 61.000 follower e un incremento delle visite generali compreso tra il +366% e il +380%.

Dati che si inseriscono in un trend più ampio: secondo uno studio di Teha Group, i post legati alle partite di Roma dal 2023 al 2025 hanno raggiunto complessivamente 332,2 milioni di persone, con oltre il 70% delle attivazioni provenienti dall’estero.

L’impatto su Roma e il Lazio

L’evento non produce valore soltanto per le casse federali. L’impatto economico generato dal Sei Nazioni sul territorio è stato quantificato in 6,3 milioni di euro nel 2025, in crescita del 19% rispetto al 2023. I dati relativi al 2026, ancora in fase di elaborazione, si prospettano ulteriormente in crescita.

La Vicepresidente FIR Antonella Gualandri, Presidente della Commissione Eventi, ha rimarcato il valore complessivo dell’operazione:

«Abbiamo confermato e migliorato i già ottimi riscontri del 2025, sia sul fronte degli incassi da biglietteria che da hospitality. Risorse preziose per la FIR e per il movimento, su cui si innesta ulteriore valore tangibile e intangibile generato per Roma, il Lazio e per tutti i partner che ci affiancano».

Tre azzurri nel XV ideale, Menoncello candidato MVP

Sul campo, con tre atleti inseriti nel XV ideale del Torneo e Andrea Menoncello candidato per il terzo anno consecutivo al titolo di MVP, l’Italia ha dimostrato di saper reggere il confronto con qualsiasi avversario.

La Francia di Fabien Galthiè si è confermata campione grazie al calcio allo scadere dell’estremo Ramos, ma il Torneo 2026 resterà nell’immaginario collettivo degli sportivi italiani soprattutto per quella meta che, il 7 marzo all’Olimpico, ha consegnato all’Italrugby un primato atteso da oltre venticinque anni.

«Michele e i suoi compagni saranno per sempre i protagonisti di questa straordinaria impresa, – ha concluso Duodo. – La vittoria con l’Inghilterra è stata la concretizzazione di un sogno iniziato con il nostro ingresso nel Championship, più di un quarto di secolo fa».

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