Honda punta a cambiare marcia. La casa giapponese sta definendo le basi del proprio progetto MotoGP per la prossima stagione con l’obiettivo di aumentare la propria presenza in griglia fino a sei moto, secondo quanto riportato dal portale Motorsport.com.
L’espansione del presidio nel motomondiale passa inevitabilmente dalla sigla di un accordo con una seconda squadra satellite, individuata con sempre maggiore probabilità nella rinnovata Tech3.
La volontà di ampliare il raggio d’azione
Negli ultimi anni, il costruttore giapponese ha progressivamente ridotto il proprio impegno numerico, passando dalle otto moto schierate tra il 2014 e il 2019 alle sole quattro presenti attualmente.
Honda starebbe dunque valutando concretamente un ritorno a una configurazione più ampia, simile a quella del 2018, quando oltre al team ufficiale poteva contare anche sulle strutture clienti di LCR e Marc VDS.
Un’espansione di questo tipo garantirebbe alla casa di Tokyo un vantaggio strategico significativo, soprattutto in termini di sviluppo tecnico della moto e gestione del parco piloti, consentendo una raccolta dati più ampia e una maggiore flessibilità nelle scelte future legate alla line-up.
I tavoli di trattative aperti
Nel corso degli ultimi mesi, i vertici Honda hanno mantenuto aperti diversi tavoli di trattativa con team potenzialmente interessati a diventare clienti, anche se l’attuale scenario di mercato ha progressivamente ristretto le opzioni disponibili, rendendo più complessa la definizione di nuove collaborazioni.
Tra le alternative esplorate figurano Trackhouse e Gresini, ma entrambe le piste sembrano destinate a non concretizzarsi: la squadra americana non appare intenzionata a interrompere il proprio rapporto con Aprilia.
Per quanto riguarda il team di Faenza, come anticipato da Sport e Finanza è vicino il rinnovo dell’accordo con Ducati nonostante i dissidi tra le parti e la perdita di due pedine importanti come Alex Marquez e Fermín Aldeguer per il 2027.
Proprio questa situazione aveva spinto Nadia Padovani a valutare soluzioni alternative prima di riallinearsi con Borgo Panigale, anche in funzione della costruzione di una nuova line-up competitiva che potrebbe includere Dani Holgado.
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L’opzione Tech3
In questo contesto, l’opzione Tech3 sta guadagnando sempre più terreno, anche alla luce dei cambiamenti societari interni al team, recentemente acquisito da un gruppo di investitori con Guenther Steiner come figura di riferimento, e dell’incertezza che circonda il futuro del progetto KTM dopo l’ingresso del gruppo indiano Bajaj.
Dal punto di vista sportivo, l’eventuale passaggio a sei moto aprirebbe scenari completamente nuovi nella gestione dei piloti, offrendo a Honda la possibilità di ampliare e riorganizzare la propria line-up con maggiore libertà rispetto alla situazione attuale.
Secondo le indiscrezioni, l’unico nome realmente certo per il futuro sarebbe quello di Fabio Quartararo, destinato a occupare una delle due selle del team ufficiale, mentre la posizione degli attuali piloti Joan Mir e Luca Marini appare tutt’altro che garantita, con la concreta possibilità che uno o entrambi possano lasciare il progetto.
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Il risiko piloti
Al di fuori del francese, gli unici piloti già legati contrattualmente a Honda oltre il 2026 sono Diogo Moreira e Johann Zarco, attualmente impegnati con il team LCR: il brasiliano rappresenta una scommessa a lungo termine con accordo fino al 2028, mentre il francese ha un contratto valido fino al 2027.
Parallelamente, HRC sta lavorando per assicurarsi uno dei talenti più promettenti del panorama attuale, David Alonso, che verrà promosso dalla Moto2 e potrebbe essere inserito direttamente nel team ufficiale al fianco di Quartararo oppure crescere inizialmente in una struttura satellite prima del definitivo salto di qualità.
In definitiva, l’aggiunta di due ulteriori moto consentirebbe a Honda di ampliare in modo significativo il proprio raggio d’azione, lasciando aperta anche la possibilità di trattenere uno degli attuali piloti, con Luca Marini che appare più incline rispetto a Mir ad accettare un eventuale ruolo in una squadra satellite, anche alla luce dei recenti contatti avuti con Yamaha.