Il dossier Matiasic approda all’attenzione del Governo. Il futuro del basket triestino sempre più al centro del dibattito: le voci su un possibile trasferimento del titolo sportivo verso Roma hanno acceso il confronto, coinvolgendo direttamente anche le istituzioni nazionali.
A intervenire è stato il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, presente a Trieste per una tappa del progetto “Sport in Regione”, promosso insieme alla Conferenza delle Regioni guidata da Massimiliano Fedriga.
Le candidature ricevute
Durante l’incontro, il ministro ha sottolineato la necessità di trovare un equilibrio tra logiche economiche e valore sociale dello sport, soprattutto in una fase delicata per una piazza storica come quella triestina.
«Sicuramente ho avuto il piacere di ascoltare la proposta di Matiasic – ha esordito il ministro – e ho chiesto tutte le informazioni necessarie, così come ho ascoltato un’altra candidatura che viene da Cremona (la cordata guidata da Donnie Nelson, ndr.). C’è questa volontà di stabilire il titolo su Roma, ma la mia preoccupazione resta quella di preservare le radici storiche e la tradizione del basket a Trieste».
Abodi ha poi chiarito che il peso della tradizione non può essere trascurato, pur riconoscendo che la decisione finale spetta agli organi competenti. In particolare, saranno la Federazione Italiana Pallacanestro e la Lega a esprimersi in via definitiva sulla questione.
«La valutazione verrà fatta in via definitiva dal sistema basket nazionale, ovvero dalla Fip e dalla Lega. Ritengo però che l’elemento della tradizione vada tenuto in grande considerazione nella scelta finale».
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Tra logiche economiche e valore sociale
Le sue parole arrivano infatti dopo settimane di indiscrezioni che hanno alimentato preoccupazione tra tifosi: nel suo intervento, il ministro ha ribadito una linea di principio che va oltre il caso specifico: il valore sociale dello sport deve prevalere sulle sole logiche economiche.
«È necessario uniformarsi maggiormente ai sentimenti della comunità. Oltre all’aspetto economico, esiste un aspetto sociale che per noi è sempre prevalente. Per quanto mi riguarda, mi farò custode di questo principio».
Entrando nel merito del tema del trasferimento dei titoli sportivi, il ministro ha approfondito le regole che disciplinano il sistema e delle differenze rispetto ad altri sport, soffermandosi sulle implicazioni che questa possibilità comporta.
«A differenza del calcio, il basket consente il trasferimento del titolo sportivo, un tema sul quale ci interrogheremo perché, al di là della responsabilità tecnica della scelta, il rispetto che le istituzioni sportive devono nei confronti delle radici non è un fatto secondario».
Il trasferimento dei titoli sportivi
Sollecitato sull’eventualità di un intervento legislativo per limitare la mobilità dei titoli sportivi, Abodi ha indicato una strada diversa, puntando su un cambiamento culturale interno al sistema.
«Non credo debba essere una legge a stabilirlo, vorrei che il basket si autoregolamentasse. Mi aspetto una maggiore sensibilità su questo punto e che il Coni riveda l’attuale mobilità dei titoli sportivi. Su questo tema manterremo altissima l’attenzione».
Anche il governatore Massimiliano Fedriga ha espresso la speranza che si possa ancora trovare una soluzione condivisa con la proprietà, sottolineando il valore storico e sportivo di Trieste nel panorama cestistico italiano.
«Mi auguro si possa trovare anche con chi ha investito, e va ringraziato per questo, una soluzione per preservare una realtà sportiva assolutamente importante, in cui la Regione ha creduto fin da subito».
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Lo stato delle infrastrutture nella regione
Nel corso dell’incontro si è parlato anche del progetto “Sport in Regione”, che punta ad accompagnare i territori nell’accesso ai finanziamenti e nello sviluppo delle infrastrutture sportive. Presenti, tra gli altri, anche il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Luciano Buonfiglio.
«Le sfide per noi sono quella ambientale, con l’efficientamento degli impianti, e quella per l’accessibilità», ha spiegato Abodi, evidenziando come il Friuli Venezia Giulia rappresenti un modello virtuoso a livello nazionale.
«Il Fvg ha il più basso tasso di impiantistica abbandonata – ha concluso il ministro evidenziando il virtuosismo del territorio – è la regione che si esprime al meglio anche sull’efficientamento energetico delle infrastrutture».