L’NBA rallenta sul fronte dei salari. L’aumento del salary cap della lega statunitense in vista della prossima stagione resta confermato, ma sarà leggermente inferiore alle aspettative iniziali.
Secondo le ultime stime riportate da ESPN, il salary cap per la stagione 2026–27 dovrebbe attestarsi a quota 165 milioni di dollari, in crescita rispetto al valore attuale pari a 154,7 milioni.
Il gap rispetto alle stime iniziali
Tuttavia, solo pochi mesi fa la lega aveva comunicato alle franchigie una previsione leggermente più alta, quantificato l’importo inizialmente a 166 milioni di dollari, salvo poi ridimensionarlo.
La crescita prevista è di 10 milioni di dollari rispetto a questa stagione, mentre le prime stime indicavano un incremento pari a 11 milioni, generando così una revisione al ribasso di circa 1 milione.
Questa variazione, seppur contenuta, avrà un impatto concreto sui guadagni complessivi dei giocatori: in linea generale, infatti, gli atleti percepiranno compensi leggermente inferiori rispetto alle proiezioni iniziali,
Il fallimento di Main Street Sport alla base della revisione
Alla base di questo aggiustamento, c’è principalmente il calo dei ricavi legati ai diritti televisivi locali, che rappresentano una componente fondamentale del cosiddetto “basketball related income” (BRI), ovvero il totale delle entrate condivise tra proprietari e giocatori secondo quanto stabilito dal contratto collettivo.
In particolare, il fallimento di Main Street Sports – società che gestiva le reti regionali per 13 franchigie NBA – ha comportato mancati pagamenti nei confronti delle squadre negli ultimi mesi, incidendo direttamente sul totale dei ricavi condivisi.
Le difficoltà si sono ulteriormente aggravate a gennaio, quando il broadcaster ha mancato un nuovo ciclo di pagamenti dei diritti alle franchigie NBA. Poco dopo, la società ha perso anche tutti e nove i contratti con la MLB, riducendo drasticamente le proprie prospettive di sopravvivenza e rendendo sempre più concreta l’ipotesi di chiusura.
La situazione appare ormai compromessa definitivamente: Main Street Sports dovrebbe cessare definitivamente le attività al termine delle stagioni NBA e NHL nel corso della primavera.
La crisi dei network locali
Nel frattempo, né la lega né l’associazione giocatori (NBPA), interpellate da Front Office Sport, hanno rilasciato commenti ufficiali in merito alla vicenda, lasciando aperti diversi interrogativi sul futuro della distribuzione dei diritti locali.
Il contesto generale evidenzia una crisi strutturale delle reti sportive regionali (RSN), già da anni sotto pressione a causa del fenomeno del “cord-cutting”, legato alle nuove modalità di fruizione dei contenuti.
Sempre più tifosi, infatti, abbandonano la visione tramite la televisione tradizionale, spingendo diverse squadre ad avviare piattaforme streaming proprietarie per trasmettere le partite.
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La centralizzazione dei diritti media
Il nuovo accordo sui diritti media da 77 miliardi di dollari, siglato dalla NBA nel 2024, va proprio nella direzione di ridurre la dipendenza dalle reti regionali spingendo verso una centralizzazione.
L’intesa prevede infatti una maggiore presenza di partite su network nazionali e piattaforme streaming come NBC e Amazon, pur senza risolvere completamente le criticità legate ai mercati locali.
Già nel settembre 2024, il commissioner Adam Silver aveva sottolineato la gravità della situazione, dichiarando che ben 18 network locali risultavano in bancarotta o non più operativi.
I parametri economici della lega
Per quanto riguarda gli altri parametri economici della lega, allo stato attuale il salary floor dovrebbe attestarsi a 149 milioni di dollari, mentre la soglia della luxury tax sarà fissata a 201 milioni.
Le due apron lines – elementi chiave per la gestione dei roster- saranno rispettivamente a 209 e 222 milioni, entrambe leggermente inferiori alle previsioni iniziali ma comunque in forte crescita rispetto alla stagione attuale.
In particolare, il primo apron passerà dagli attuali 195,9 milioni a 209 milioni, mentre il secondo salirà da 207,8 a 222 milioni: un aumento significativo che conferma la continua espansione economica della NBA, nonostante le difficoltà strutturali legate ai diritti televisivi locali.