WNBA, dopo quindici mesi di trattative arriva l'accordo che cambia tutto

La WNBA e l’Associazione delle giocatrici hanno siglato un contratto collettivo storico: tetto salariale quintuplicato, stipendi massimi a sette cifre e primo modello di revenue sharing nella storia dello sport femminile professionistico.

WNBA sindacato rottura accordo
I dettagli
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La Women’s National Basketball Association (WNBA) e l’Associazione delle giocatrici (WNBPA) hanno raggiunto un accordo. Il contratto collettivo di lavoro siglato tra WNBA e WNBPA segna una svolta senza precedenti nel panorama dello sport professionistico femminile, ridisegnando completamente l’architettura economica della lega.

Un accordo che ridisegna le carriere

L’intesa, valida dalla stagione 2026 fino al 2032, introduce per la prima volta nella storia dello sport femminile un modello di ripartizione dei ricavi. Le giocatrici percepiranno il 20% dei proventi lordi della lega, con proiezioni che portano il monte stipendi complessivo a superare il miliardo di dollari nel corso dei sette anni di validità dell’accordo.

I numeri parlano da soli. Il tetto salariale balza da 1,5 milioni di dollari nel 2025 a 7 milioni nel 2026, quasi quintuplicando in un solo anno. Lo stipendio massimo individuale passerà da circa 250mila dollari a 1,4 milioni, con proiezioni che lo portano oltre i 2,4 milioni entro il 2032. Lo stipendio medio si attesterà a 583mila dollari già nella prima stagione, per superare il milione di dollari prima della scadenza del contratto. Il salario minimo, che varia tra 270mila e 300mila dollari a seconda dell’anzianità, supera già da solo il precedente massimale salariale.

«Questo contratto collettivo rappresenta un momento cruciale nei trent’anni di storia della WNBA e di tutto lo sport professionistico femminile», ha dichiarato la commissaria Cathy Engelbert. Le ha fatto eco Nneka Ogwumike, presidente della WNBPA e dieci volte All-Star, che ha sottolineato come le giocatrici abbiano scelto di rivendicare il proprio valore e il proprio futuro.

Tra le novità più rilevanti sul piano contrattuale, spicca la possibilità per le giocatrici di firmare contratti al massimo salariale anche prima della scadenza del contratto da rookie, a condizione di aver vinto il premio MVP o essere state inserite nel primo o secondo quintetto All-WNBA. Il che significa, concretamente, che talenti come Caitlin Clark e Paige Bueckers potranno accedere ai vertici salariali già nella loro quarta stagione.

Non meno significativa la revisione dei contratti da rookie esistenti: tutti saranno adeguati alla nuova scala 2026, senza lasciare indietro le giocatrici delle ultime classi di draft. La prima scelta assoluta del draft 2026 guadagnerà 500mila dollari.

Fuori dal campo: charter, strutture e welfare

Il nuovo CBA non si limita agli stipendi. Tra le misure più attese dalle atlete figura la codifica dei voli charter a livello di lega, punto da anni al centro delle rivendicazioni sindacali. A questo si aggiungono alloggi in prima classe durante le trasferte, standard più elevati per le strutture delle squadre e un ampliamento del personale di supporto.

Previsti anche benefici rafforzati per le giocatrici con figli o in fase di pianificazione familiare, maggiori contributi ai fondi pensione e pagamenti una tantum per le veterane con almeno cinque anni di servizio.

Anche i bonus legati ai premi individuali registrano incrementi notevoli: le giocatrici della squadra campionessa riceveranno 60mila dollari ciascuna, contro i 22.908 del 2025. La MVP delle finali incasserà 30mila dollari di bonus, sei volte il premio precedente.

Vincitori e nodi da sciogliere

L’accordo è stato ratificato con il voto favorevole di oltre il 90% delle giocatrici partecipanti, una quasi unanimità che testimonia la solidità del fronte sindacale in un negoziato durato oltre quindici mesi.

Sul fronte della competizione, il calendario di stagione regolare si allungherà: 50 partite nel 2027 e nel 2028, 52 dal 2029 al 2032, con ricadute positive sulle entrate da gare. Le due franchigie di espansione, Toronto e Portland, si troveranno tuttavia a costruire i propri roster in tempi strettissimi, con oltre cento free agent sul mercato e un draft di espansione da gestire in parallelo.

Sul versante proprietari, il nuovo contratto collettivo alza sensibilmente il costo di gestione di una franchigia: stipendi più elevati, strutture adeguate agli standard previsti dal CBA e personale ampliato rappresentano voci di spesa inedite per diversi club. La lega, d’altra parte, può oggi presentarsi a investitori e sponsor con prospettive finanziarie solide e una pace sindacale garantita per sette anni.

Il contesto è quello di una lega in piena espansione, con nuovi contratti televisivi da 200 milioni di dollari con ESPN, Amazon e NBC in procinto di entrare in vigore. Un accordo mancato avrebbe rischiato di spezzare uno slancio difficilmente ripetibile. Per fortuna, diremmo noi, non è andata così.

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