Il progetto Napoli Basket guarda lontano. Il patron del club partenopeo Matt Rizzetta coltiva con l’ambizione dichiarata di riportare il club stabilmente nelle competizioni europee e, parallelamente, di dotare la città di un impianto all’altezza della sua storia sportiva.
La proprietà persegue parallelamente crescita sportiva e infrastrutturale e ad un anno dal cambio di proprietà è pronta a far fare il salto di qualità definitivo alla società in uno scenario continentale segnato dall’avvento di NBA Europe.
L’assetto societario
L’ingresso della cordata guidata dal presidente Rizzetta, 43 anni, ha segnato l’inizio di una nuova fase per il club, grazie all’acquisizione del 66% delle quote e a una strategia orientata allo sviluppo internazionale.
Accanto a lui operano i soci Dan Doyle, Angelo Pasto e Joseph Greco, riuniti sotto il gruppo Underdog Global Partners, con l’obiettivo di espandere il progetto anche oltre il basket, includendo in prospettiva il calcio e il calcio femminile, riporta La Gazzetta dello Sport.considerato il primo step concreto per rilanciare la competitività della squadra che solo lo
Dal punto di vista sportivo, la priorità nel breve termine resta il ritorno ai playoff, considerato il primo step concreto per rilanciare la competitività della squadra che solo lo scorso anno ha lottato per non retrocedere.
La squadra dirigenziale
In quest’ottica, la società ha scelto la continuità dirigenziale, mantenendo all’interno del club figure come Flavio D’Isanto e Riccardo Marziantonio, e affidando la gestione tecnica al general manager James Laughlin, forte di un’esperienza quinquennale nello staff dei Golden State Warriors campioni NBA.
Laughlin, arrivato a Napoli dopo l’esperienza a New Orleans, lavora in stretta sinergia con coach Alessandro Magro per costruire una squadra solida e ambiziosa, capace di competere ad alto livello.
L’obiettivo resta creare una struttura tecnica sostenibile nel tempo, in linea con le ambizioni della nuova proprietà. Parallelamente, il club si muove anche esplorando opportunità di crescita e collaborazione con le principali istituzioni del basket globale.
I dialoghi con NBA ed Eurolega
Rizzetta ha infatti raccontato di un incontro avvenuto a inizio febbraio presso la sede NBA, insieme al socio Doyle, per discutere delle possibili evoluzioni legate al progetto NBA Europe, dopo un confronto analogo con i vertici dell’Eurolega, competizione che Napoli ha già vissuto in passato e che oggi osserva con interesse il percorso del club.
Tuttavia, ogni prospettiva di sviluppo passa inevitabilmente dalla questione impiantistica, vero nodo strategico per il futuro del basket cittadino soprattutto in un’ottica di proiezione internazionale.
Durante la precedente gestione era stato presentato il progetto AreNapoli, un palazzetto polifunzionale da 13mila posti nell’area del Centro Direzionale, con un investimento stimato in 57 milioni di euro e la partecipazione della famiglia Grassi, attuale socio di minoranza del club.
Il progetto PalArgento
La nuova proprietà ha invece deciso di cambiare direzione, aprendo un dialogo diretto con il sindaco Gaetano Manfredi per valutare la riqualificazione del “Mario Argento”, storico impianto cittadino chiuso dal 1998 per motivi strutturali.
L’impianto era stato costruito nel 2003 come soluzione temporanea e oggi è ridotto a un rudere di fronte al PalaBarbuto, rappresentando simbolicamente una ferita ancora aperta per lo sport napoletano.
L’idea di Rizzetta è quella di restituire vita al PalaArgento attraverso un investimento superiore ai 50 milioni di euro, partendo dalla demolizione delle strutture esistenti e progettando una nuova arena moderna da 10-12mila posti.
Un intervento che avrebbe una valenza che va oltre il progetto edilizio, restituendo alla città un punto di riferimento che manca ormai dal 6 giugno 1998, ultima data di attività dello storico impianto.