Il 2025 di Tecnica Group si chiude con luci e ombre. Il gruppo di Giavera del Montello – quartier generale nel cuore del distretto trevigiano dello sportsystem, con marchi come Nordica, Blizzard, Lowa, Moon Boot e Rollerblade – ha archiviato l’esercizio con ricavi pari a 541,3 milioni di euro, in crescita del 4,7% rispetto al 2024.
Una performance che, secondo quanto riportato da Milano Finanza, si accompagna a una contrazione della marginalità e a un miglioramento della struttura finanziaria: segnali in parte attesi in un anno segnato da pressioni geopolitiche e macroeconomiche diffuse.
Conti e mercati: crescita internazionale, redditività sotto pressione
L’ebitda margin si è attestato al 12,5%, pari a 66 milioni di euro, in calo del 16% rispetto all’esercizio precedente, lontano dai livelli record del periodo post-pandemico, quando i margini avevano toccato il 18%. Una flessione che il gruppo riconduce a un contesto caratterizzato da dinamiche economiche e geopolitiche complesse, senza tuttavia compromettere la tenuta complessiva dell’azienda.
Sul fronte finanziario, invece, arriva la notizia migliore: la posizione finanziaria netta è scesa a 116,8 milioni di euro (93,9 milioni ante Ifrs 16) dai 147,5 milioni del 2024, segnalando una gestione più efficiente del capitale circolante.
Con il 93% dei ricavi generati fuori dall’Italia, Tecnica Group si conferma un operatore a vocazione globale. L’Europa ha messo a segno un +8%, gli Stati Uniti un più contenuto +2%, con il business internazionale complessivamente cresciuto del 3%. Dal punto di vista merceologico, la calzatura ha pesato per il 57% del fatturato, l’attrezzatura sportiva – sci, scarponi e pattini in linea – per il restante 43%.
«In un contesto internazionale di crescente complessità, il gruppo ha saputo mitigare gli impatti e chiudere l’anno con resilienza», ha dichiarato il ceo Andrea Dorigo, annunciando che nel 2026 il focus sarà su un approccio contemporaneamente tattico e strategico, con il consumatore al centro e il rafforzamento dell’identità dei singoli marchi come priorità.
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Governance e prospettive: il nodo Italmobiliare e la scommessa sulla sostenibilità
Sul fronte societario, tiene banco la posizione di Italmobiliare, che dal 2017 detiene il 40% del capitale. Secondo fonti vicine al dossier, il socio finanziario starebbe valutando possibili opzioni di uscita: una mossa che potrebbe aprire una nuova fase nella storia del gruppo, ancora saldamente guidato dalla famiglia Zanatta.
«Siamo diventati un punto di riferimento in tutto il mondo per coloro che amano vivere lo sport all’aria aperta, in ogni stagione», ha dichiarato il presidente Alberto Zanatta, cofondatore del gruppo nel 1963.
Non mancano segnali positivi sul versante ESG. Il programma “Recycle Your Boots”, lanciato nel 2021, ha superato quota 60mila paia di scarponi raccolti e riciclati, con un risparmio stimato di circa 900 tonnellate di CO₂: un’iniziativa portata avanti anche in una fase di mercato meno favorevole, coinvolgendo progressivamente l’intera filiera.
La parabola dell’ultimo decennio racconta nel complesso di un gruppo che ha più che raddoppiato i ricavi dai 368 milioni del 2017, passando per il picco di 561 milioni nel 2022 fino al rimbalzo attuale: una traiettoria non lineare, ma con una direzione chiara verso internazionalizzazione, riduzione del debito e scommessa sull’innovazione.
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