La Regina dei Giochi si rifà il look. L’atletica mondiale sta vivendo una fase di profonda trasformazione, spinta dalla necessità di rinnovare i format per aumentare l’appeal globale e rispondere alle nuove abitudini di fruizione dello sport.
Dopo aver respinto il tentativo di incursione delle leghe private – su tutte il progetto Grand Slam Track dell’ex campione Michael Johnson, naufragato sotto il peso dei debiti – World Athletics rilancia con una strategia ambiziosa che combina spettacolo, innovazione tecnologica e nuovi modelli competitivi.
L’Ultimate Championship
Il fulcro di questa rivoluzione sarà l’Ultimate Championships, in programma a Budapest dall’11 al 13 settembre, concepito come evento d’élite capace di concentrare in poche ore il massimo livello tecnico e mediatico dell’atletica.
In appena nove ore complessive di competizione verranno distribuiti 10 milioni di dollari di premi, con assegni da 150mila dollari per ciascun vincitore, su un budget totale di circa 35 milioni, riporta Il Sole 24 Ore.
Un investimento significativo che sottolinea la volontà della federazione di riprendere centralità e trattenere i migliori atleti all’interno del circuito ufficiale, offrendo loro visibilità e compensi competitivi.
La partecipazione sarà riservata alla crème de la crème della disciplina, selezionata tramite ranking e risultati ottenuti tra Mondiali e Giochi olimpici, senza limiti per nazione: se più atleti di alto livello appartengono allo stesso Paese, potranno competere tutti.
L’evento, destinato a tornare nel 2028, introduce anche una logica più commerciale, con città candidate chiamate a versare una hosting fee, segnando un ulteriore passo verso un modello più sostenibile e orientato al mercato.
Il ridimensionamento del Mondiale indoor
Questo nuovo format si inserisce in un quadro più ampio di ripensamento del calendario destinato a riscrvere delle gerarchie degli eventi: l’introduzione dell’Ultimate Championships negli anni pari ridimensiona infatti il ruolo dei Mondiali indoor.
La manifestazione dalla cadenza biennale è in partenza il 20 marzo e quest’anno si terrà a Torun in Polonia, mettendo in palio 2,4 milioni di dollari contro i 10 milioni dell’evento di Budapest.
In questo contesto il Mondiale deve reinventarsi: la rassegna è destinata a essere ribattezzata “pista corta” per favorire una maggiore flessibilità geografica, aprendo così ai paesi caldi in inverno, riporta Il Messaggero, mentre in futuro non si esclude l’idea di passare dal chiuso all’aperto.
I cambiamenti in atto riflettono la volontà di destagionalizzare l’atletica creando picchi di interesse più dilazionati durante l’anno, mantenendo però centrale anche il periodo invernale.
Il Campionato Mondiale su tapis roulant.
Parallelamente, World Athletics sta sperimentando nuove frontiere della competizione con il lancio, in collaborazione con Technogym, del primo Campionato Mondiale su tapis roulant.
Si tratta di una rivoluzione concettuale che porta la corsa dentro le palestre, trasformandola in un’esperienza globale e accessibile, svincolata da condizioni climatiche e limiti geografici.
I centri fitness potranno affiliarsi a una rete digitale internazionale, mentre i runner, a partire dalla primavera, prenderanno parte a una competizione articolata in più fasi tra ottobre e dicembre.
I risultati saranno certificati attraverso tapis roulant connessi all’ecosistema digitale Technogym, permettendo una selezione progressiva fino alla finale mondiale, dove i migliori dieci uomini e donne si contenderanno un montepremi di 100mila dollari.
Un format che non solo amplia la base dei praticanti, ma ridefinisce il concetto stesso di atletica, rendendola uno degli sport più facilmente trasferibili in ambiente digitale senza perdere la componente fisica.
Le innovazioni regolamentari
Accanto a queste novità, il piano strategico quadriennale della federazione prevede ulteriori sperimentazioni tecniche e regolamentari, un quadro di innovazioni pensate per rendere lo sport più dinamico, comprensibile e televisivamente efficace.
Tra queste, la misurazione dei salti in estensione senza asse di battuta, l’introduzione di nuove gare come la 4×100 mista o il miglio a ostacoli, e persino modifiche strutturali alle prove multiple, come la partenza a handicap nelle ultime discipline di decathlon ed eptathlon.
Infine, resta centrale il tema dell’integrazione tra professionisti e amatori, già evidente nei Mondiali di corsa su strada, che nel 2026 si terranno a Copenhagen e coinvolgeranno circa 65mila partecipanti.
L’obiettivo a lungo termine è ancora più ambizioso: far convivere élite e appassionati nello stesso evento, fino a ipotizzare – entro il prossimo decennio – un Mondiale di maratona separato e aperto a tutti.
In questo scenario, l’atletica prova a reinventarsi senza tradire la propria essenza, cercando un equilibrio tra tradizione e innovazione. La sfida è rimanere la Regina dei Giochi anche in un contesto sportivo sempre più competitivo e frammentato.