Binaghi torna alla carica: «Stiamo lavorando per il quinto Slam»

Il presidente della FITP esorta il governo a mettere in campo le risorse necessarie per perseguire l’ambizione di entrare nel gotha del tennis mondiale.

Foro Italico, Roma
Ora o mai più
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Sognare si può. Il tennis italiano vive una stagione irripetibile, un momento di slancio che non si limita ai risultati sul campo ma si traduce in una stagione di sviluppo sportivo ed economico

In questo scenario si inserisce il progetto di portare a Roma un quinto torneo dello Slam, un’ipotesi che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata utopica ma che oggi trova terreno fertile grazie alla crescita del movimento e alla sua crescente centralità internazionale.

«Il Governo deve credere in una prospettiva del genere – ha esortato il presidente della FITP Angelo Binaghi in un intervento a La Politica nel Pallone su Rai Gr Parlamento -: con il Ministro Abodi ne stiamo discutendo e cerchiamo di cominciare a fare uno studio che ci possa aiutare a valutare tutti gli aspetti economici, un’analisi di fattibilità sulla quale poi ragionare».

La necessità di fare squadra

La dimensione politica emerge come elemento imprescindibile in un progetto di questa portata, che richiede una sinergia tra istituzioni sportive e governo per trasformare un’ambizione in realtà concreta. 

«Se la politica capisse quanto può essere un’opportunità in prospettiva – aveva commentato a Il Messaggero -, in questo momento straordinario, e volesse sfruttarci per creare prospettive economiche e sociali durature come succede Wimbledon e al Roland Garros, noi saremmo a disposizione». 

La prospettiva di ospitare stabilmente un evento di questo calibro significherebbe per l’Italia entrare nell’élite mondiale, consolidando il ruolo centrale assunto nel panorama globale del tennis.

«Ci sarà un’altra edizione magnifica del torneo di Roma e poi faremo i passi giusti al momento giusto, è una cosa difficile, bisogna avere pazienza – spiega Binaghi – Ci sono tutti i presupposti per combattere questa battaglia. Se non si fa adesso, non ci riuscirà mai più..» 

Il momento irripetibile

Il valore di uno Slam, infatti, va ben oltre la dimensione sportiva, configurandosi come un asset strategico capace di produrre ricadute economiche, sociali e culturali per intere generazioni e .

«Avere un Wimbledon o un Roland Garros per i prossimi 100 anni non sarebbe paragonabile a nessun altro evento sportivo  – prosegue –, per impatto visibilità, utili da investire nello sviluppo dello sport. Nessuna manifestazione sportiva può averli».

Il momento è senza precedenti nella storia della racchetta lunga in italia, una finestra temporale in cui risultati sportivi e interesse mediatico convergono creando condizioni ideali per un salto di qualità. 

«Stiamo facendo cose irripetibili, una coincidenza di risultati così straordinari non c’è mai stata e mai più ci sarà. Il tennis italiano ha dimostrato in campo, e fuori dal campo, di saperci fare, e credo che questo sia un obiettivo legittimo che dobbiamo perseguire fino a quando saremo protagonisti per cercare di soddisfare sempre di più questa passione che divampa senza sosta dalla Sicilia all’Alto Adige. Obiettivi che noi dirigenti dobbiamo cercare di porci e cercare di conquistare anno dopo anno».

Le tre condizioni necessarie

In questa prospettiva, il ruolo delle istituzioni diventa decisivo: cogliere l’opportunità significherebbe trasformare un picco di successo in un vantaggio competitivo strutturale, capace di lasciare un’eredità duratura al sistema sportivo italiano.

«Ritengo ci debbano essere tre requisiti per avere Roma come quinto Slam – aveva raccontato a Libero -. Il tennis italiano al top e ce lo abbiamo, la credibilità a livello internazionale ed abbiamo Gaudenzi come presidente ATP ed infine un investimento che sarebbe comunque notevolmente inferiore a quello di Milano Cortina».

Il tennis italiano si trova davanti a un bivio che potrebbe ridefinirne il futuro per i prossimi decenni: la sfida, dunque, riguarda la capacità del sistema Italia di fare squadra per trasformare un’ambizione in un progetto concreto.

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