Il mercato delle sponsorship di maglia in Serie A è tornato a crescere con forza dopo la flessione della stagione 2024/25, e per il 2025/26 si stima un possibile superamento dei 250 milioni di euro complessivi. Un dato che conferma il rinnovato interesse dei brand per uno degli asset più visibili del marketing sportivo, trainato dai top club e dall’ingresso di nuovi operatori. Ma dietro questa dinamica positiva si nasconde una complessità spesso sottovalutata: non tutte le sponsorship di maglia generano valore reale.
È proprio su questo punto che si concentra l’analisi di Roberto Aliprandi, founder di Vamos Group, secondo cui molte aziende continuano ad affrontare queste operazioni con un approccio limitato alla visibilità e ai costi. La scelta di una jersey sponsorship, invece, dovrebbe partire da una riflessione strategica sul posizionamento del brand nel medio-lungo periodo, considerando coerenza valoriale, qualità della fanbase e capacità di attivare la partnership oltre la semplice esposizione del logo.
In un contesto in cui i contratti raggiungono cifre rilevanti e i rischi — finanziari e reputazionali — sono sempre più significativi, diventa centrale adottare un metodo strutturato di valutazione. Dalla definizione dei KPI fino alla gestione della brand safety, la sponsorship di maglia emerge come uno strumento ad alto potenziale ma anche ad alta complessità, che richiede competenze specifiche e una visione integrata tra marketing e business. Nell’intervista completa su Calcio e Finanza, Aliprandi approfondisce opportunità, criticità e prospettive di un mercato in piena evoluzione.