Paralimpiadi, l’Italia vola: già nove medaglie e un record a portata di mano

La spedizione azzurra continua a brillare ai Giochi paralimpici di Milano Cortina, con nove podi conquistati: obiettivo la Paralimpiade invernale più vincente della storia.

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Milano Cortina 2026
Image Credits: FRANCESCA RIVA/SGP - media Milano Cortina 2026

Le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 stanno confermando ciò che già si era visto ai Giochi Olimpici: quando l’evento si disputa in casa, gli atleti trovano spesso energie e motivazioni supplementari, quel quid in più che porta la performance sportiva oltre il proprio limite.

È il cosiddetto effetto Pigmalione, quella spinta emotiva e psicologica che nasce dal pubblico, dall’ambiente e dalla consapevolezza di competere davanti al proprio Paese.

È accaduto con la spedizione olimpica italiana, capace di conquistare 30 medaglie complessive –record assoluto nella storia azzurra dei Giochi invernali – e sta accadendo lo stesso fenomeno anche nelle Paralimpiadi.

Questo perché quando l’atleta entra in gara non entra come simbolo di una disabilità, ma come sportivo che vuole performare al massimo delle proprie possibilità.

L’obiettivo resta sempre lo stesso: dimostrare a sé stessi, agli avversari e al pubblico quanto valgono il lavoro quotidiano, l’impegno e la dedizione che portano al risultato.
Vale in qualsiasi sport, vale per qualunque atleta e vale a prescindere da forme di disabilità: in questo senso Olimpiadi e Paralimpiadi rappresentano sempre più un unico grande racconto sportivo, nel quale al centro resta la performance e il risultato.

Paralimpiadi record medaglie: una giornata storica per lo sci alpino

I numeri raccontano con chiarezza il momento che sta vivendo la squadra italiana, con la giornata della combinata nello sci alpino che ha regalato una prestazione senza precedenti: un oro e tre argenti nello stesso giorno, qualcosa che non era mai accaduto nella storia paralimpica azzurra.

Protagonista assoluto è stato Giacomo Bertagnolli che, insieme alla guida Andrea Ravelli, ha conquistato la medaglia d’oro nella combinata per la categoria ipovedenti. Accanto al successo di Bertagnolli sono arrivati anche tre argenti, quello di Chiara Mazzel con la guida Nicola Cotti Cottini nella categoria ipovedenti, quello di Lorenzo Pelizzari nella categoria standing e quello di René De Silvestro nella categoria sitting.

Grazie a questi risultati l’Italia è arrivata a nove medaglie complessive, con un bilancio provvisorio di tre ori, cinque argenti e un bronzo, piazzandosi tra le nazioni protagoniste del medagliere alle spalle di potenze come Cina, Austria e Stati Uniti.

Ai podi si sono aggiunti anche piazzamenti importanti, come il quinto e il sesto posto ottenuti da Davide Bendotti e Luca Palla nella categoria standing e il quinto posto conquistato da Martina Vozza insieme alla guida Ylenia Sabidussi nella categoria ipovedenti.

Un movimento cresciuto negli ultimi dieci anni

Il dato più significativo è che questo risultato non è frutto del caso ma rappresenta il punto di arrivo di un percorso costruito nell’arco dell’ultimo decennio in particolare.

Nel 2014, ai Giochi di Sochi, l’Italia paralimpica non riuscì a conquistare podi nello sci alpino: forse il punto più basso che però ha spinto il movimento a una riflessione e che ha comportato una crescita costante che oggi porta gli azzurri a competere stabilmente con le grandi nazioni della disciplina.

La Paralimpiade di Milano Cortina si avvia così a diventare una delle edizioni più vincenti di sempre per l’Italia.

Il riferimento storico resta Lillehammer 1994, quando gli azzurri conquistarono tredici medaglie complessive, anche se senza ori.
A Nagano 1998 l’Italia chiuse con dieci podi, tra cui tre ori, spostandosi più avanti nel tempo si arriva a Salt Lake City 2002, dove l’Italia ottenne lo stesso numero di medaglie ma con meno argenti, mentre Torino 2006 si era conclusa con otto podi complessivi.

Con ancora una manciata di giorni al termine dei Giochi e diverse gare da disputare, Milano Cortina potrebbe dunque diventare la Paralimpiade invernale più vincente di sempre per l’Italia. 

Bertagnolli quando si diventa il simbolo di una generazione

Tra i protagonisti di questa crescita spicca proprio Giacomo Bertagnolli, ventisettenne atleta ipovedente trentino diventato uno dei simboli dello sport paralimpico italiano. Solo in questa edizione ha già conquistato tre medaglie in tre gare, migliorando progressivamente il risultato: prima il bronzo in discesa, poi l’argento in SuperG e infine l’oro nella combinata.

«Avevamo fatto la promessa di migliorare e siamo riusciti a farlo. Io non mi emoziono molto, ma questa volta è diverso – ha raccontato Bertagnolli a Il Corriere della Sera dopo la vittoria -. Sono contento anche per la squadra: quattro medaglie in un solo giorno è un grandissimo risultato. E bisogna aspettare prima di festeggiare, perché ci sono altre due gare e possono essere occasioni d’oro».

La sua carriera rappresenta anche una storia di ispirazione, considerando che Bertagnolli ha iniziato a dedicarsi seriamente allo sci dopo aver visto in televisione le immagini della Paralimpiade di Londra 2012.

Da allora il suo percorso è stato una continua crescita: a Pyeongchang 2018 ha conquistato due ori, un argento e un bronzo, a Pechino 2022 ha ottenuto due ori e due argenti e oggi, a Milano Cortina 2026, è arrivato da protagonista annunciato.

Nel corso degli anni è diventato lo sciatore paralimpico azzurro più vincente del secolo e uno dei punti di riferimento del movimento, anche grazie alla rivalità sportiva con il giovane austriaco Johannes Aigner, suo principale avversario internazionale.

Al suo fianco, dal 2019, c’è la guida Andrea Ravelli, ex atleta della nazionale olimpica di sci che ha gareggiato anche in Coppa Europa prima di fermarsi per un infortunio e intraprendere questa nuova avventura sportiva. Ravelli non ha dubbi sulle qualità del compagno di squadra: «È un fenomeno. Non sa nemmeno quanto potenziale abbia. Può crescere ancora molto».